Abolizione regime forfettario? Riduzione dei limiti dei ricavi tra le possibili novità

Alessio Mauro - Fisco

Abolizione regime forfettario? Il futuro è incerto soprattutto per chi rientra nella fascia di ricavi da 65.001 a 100.000 euro, a cui dal 2020 si dovrebbe applicare un'imposta sostitutiva pari al 20%. Probabile una riduzione dei limiti stabiliti dalla Legge di Bilancio 2019.

Abolizione regime forfettario? Riduzione dei limiti dei ricavi tra le possibili novità

Col nuovo governo si va verso un’abolizione del regime forfettario? La Legge di Bilancio 2019 ha rivoluzionato le regole di accesso alla tassazione agevolata, estendendo fino a 65.000 euro il limite dei ricavi per beneficiarne, e ha introdotto la possibilità di applicare un’aliquota del 20% per lo scaglione di reddito dai 65.001 ai 100.000 euro.

Se i contribuenti della prima fascia possono dormire sonni più o meno tranquilli, chi rientra nel secondo perimetro ha un futuro sicuramente più incerto.

Anche alla luce della mancanza di chiarezza, che caratterizza il sistema del regime forfettario fino a 100.000 euro, appare molto probabile una sua abolizione e una riduzione dei limiti dei ricavi stabiliti dalla Legge di Bilancio 2019.

Abolizione regime forfettario? Possibile la riduzione dei limiti dei ricavi

Nelle intenzioni dell’ex governo, le novità apportate alla legge numero numero 190 del 2014 hanno rappresentato un primo passo verso la flat tax.

Le nuove regole di accesso hanno fatto registrare un incremento delle partite IVA pari al 3,9 rispetto all’anno precedente. Stando ai dati dell’Osservatorio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicati il 10 settembre 2019, nel secondo trimestre del 2019 sono state aperte 136.323 nuove partite Iva.

Due sono state le grandi innovazioni sul regime forfettario:

  • dal 1° gennaio 2019 la platea dei potenziali beneficiari si è estesa con l’introduzione di nuovi limiti di ricavi per l’accesso, dando la possibilità ai contribuenti di applicare un’imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per i primi 5 anni di attività, fino a 65.000 euro. Fino al 2018, l’importo massimo andava dai 25.000 ai 50.000 in base all’attività svolta.
  • l’introduzione della possibilità di applicare un’imposta sostitutiva del 20% allo scaglione di reddito compreso tra 65.001 e 100.000 euro da stabilire con metodo analitico.

La nuova maggioranza politica non può in alcun modo rappresentare una minaccia per il regime forfettario puro. Al di là della sua denominazione specifica, il sistema fiscale ha sempre previsto un regime di vantaggio, finalizzato in primis a favorire i giovani e le nuove attività.

Come si legge nei dati dell’Osservatorio partite IVA pubblicato dal MEF, in realtà l’apertura delle partite IVA ha fatto gola soprattutto alla fascia d’età dai 51 ai 65 anni, con un incremento pari al 14,6 % rispetto all’anno precedente.

E se la possibilità di accedere a una tassazione agevolata non è da mettere in discussione, variabile può essere il limite dei ricavi stabilito per l’accesso. Esteso in maniera importante dal 2019, potrebbe subire una riduzione a partire dal 2020.

Abolizione regime forfettario? Possibile la riduzione dei limiti dei ricavi

Nel nuovo panorama fiscale, che si sta delineando all’orizzonte, infatti, a correre il pericolo maggiore è la possibilità di accedere a un’imposta sostitutiva del 20% sullo scaglione di reddito dai 65.001 ai 100.000 euro, che più volte è stata associata impropriamente alla flat tax, e su cui il nuovo ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha espresso un veto totale.

Per definizione una tassazione piatta non dovrebbe prevedere due aliquote, al 15 e al 20 per cento, come nel caso del regime forfettario fino a 100.000 euro previsto dalla Legge di Bilancio 2019, che è intervenuta con una modifica su una norma già esistente.

In ogni caso, appare verosimile che il nuovo governo faccia marcia indietro sui contribuenti con ricavi più elevati.

E il pericolo diventa un forte rischio, se si prende in considerazione anche la nebulosità del meccanismo delineato per chi ha un reddito che supera i limiti dei ricavi previsti per l’accesso.

Già dall’approvazione della Legge di Bilancio 2019, si è discusso a lungo sulle modalità, non chiare, da adottare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva e sulle difficoltà stabilire le somme da versare passando da un metodo di calcolo a forfait, per il primo scaglione di reddito, a un metodo analitico (?) per il secondo.

Entro il prossimo anno i dubbi sul secondo “perimetro” del regime forfettario dovranno essere sciolti, e forse il modo migliore per fare chiarezza potrebbe essere ridefinirne i confini, anche con una riduzione dei limiti dei ricavi.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it