Riforma pensioni: spunta l’ipotesi della Quota 41 con l’aggiunta di 6 mesi

Guendalina Grossi - Pensioni

In questi giorni si continua a parlare di riforma delle pensioni, sono tante le voci che stanno circolando sulle misure che potrebbero essere inserite nella legge di Bilancio 2019 ma ancora nulla è stato deciso.

Riforma pensioni: spunta l'ipotesi della Quota 41 con l'aggiunta di 6 mesi

Da diversi giorni si continua a parlare di riforma delle pensioni, infatti, il Governo subito dopo la pausa estiva si è rimesso a lavoro per cercare di capire quale opzione scegliere da inserire in manovra per superare la Legge Fornero.

Tra le varie ipotesi ricordiamo ci sono la Quota 100 che potrebbe consentire ai lavoratori di andare in pensione una volta compiuti i 64 anni di età e dopo aver versato 36 anni di contributi o la Quota 41 che consentirebbe a chi ha versato 41 anni di contributi di andare in pensione anticipata.

Nelle ultime ore però è spuntata l’ipotesi di inserire la Quota 41 aumentata di 6 mesi. Vediamo insieme cosa prevede questa nuova opzione che si è pensato di adottare per riformare il sistema previdenziale.

Novità pensioni: possibile l’introduzione della Quota 41 aumentata di 6 mesi

Negli ultimi giorni si è tornati spesso a parlare di riforma delle pensioni ed in particolare di quale misura adottare per superare la Legge Fornero.

Dopo l’idea di Salvini di introdurre Quota 100 abbassando il requisito di età minimo a 62 anni invece che a 64 anni, in queste ore sta circolando una nuova voce che fa pensare al possibile inserimento in manovra della Quota 41 aumentata di 6 mesi.

La Quota 41 era stata opzionata dal Governo per riformare il sistema previdenziale ma poi era spuntata l’ipotesi della Quota 42 che avrebbe concesso ai lavoratori che avevano versato 42 anni di contributi (invece di 41 come era stato inizialmente detto) di andare in pensione anticipatamente.

La Quota 41 aumentata di 6 mesi sembra essere quindi il giusto compromesso tra Quota 41 e Quota 42 poiché consentirebbe a tutti coloro che hanno versato 41 anni e 6 mesi di contributi di andare in pensione anticipata senza nessun vincolo legato all’età.

Le opzioni esistenti per andare in pensione anticipata

In attesa che il Governo prenda una decisione in merito alla riforma delle pensioni cerchiamo di capire le opzioni esistenti che sono messe a disposizione dei potenziali pensionati per andare in pensione anticipatamente.

Oltre all’APE sociale, che consente ad alcune categorie di lavoratori di andare in pensione anticipata, i potenziali pensionati hanno altre possibilità per smettere di lavorare in anticipo scegliendo per esempio la pensione di vecchiaia.

La pensione di vecchiaia è una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, che hanno:

  • raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

In particolare per l’anno 2018 la pensione di vecchiaia spetta a coloro che hanno raggiunto l’età minima di 66 anni e 7 mesi, mentre dal 1° gennaio 2019 tale misura spetterà a coloro che hanno compiuto i 67 anni di età.