Riforma Irpef, il modello alla tedesca e le dichiarazioni dell’INT

Tommaso Gavi - Irpef

Riforma dell'Irpef, gran parte delle modifiche probabilmente slitteranno al 2021 ma è ancora nei piani del Governo. L'Italia guarda al modello tedesco e il Ministro dell'Economia e delle Finanze Gualtieri fa sapere che è ancora in cantiere. Sul tema è intervenuto anche l'INT.

Riforma Irpef, il modello alla tedesca e le dichiarazioni dell'INT

Riforma dell’Irpef, nonostante la pandemia per il Ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, resta tra i piani dell’Governo.

Da molto tempo si parla ormai di una riforma complessiva della tassazione che permetta la riduzione dell’Irpef per alcune fasce di lavoratori.

Il piano, rallentato dall’emergenza coronavirus, sarebbe ancora in cantiere, con il grosso della riforma che si concentrerebbe nell’anno 2021.

L’italia guarda alla Germania, con il modello tedesco tra le possibili soluzioni.

Sul tema si è espresso anche l’Istituto nazionale Tributaristi: tra le dichiarazioni rilasciate all’Ansa dal presidente Riccardo Alemanno viene evidenziata la necessità di una rimodulazione graduale degli scaglioni.

Riforma Irpef, il modello alla tedesca e le dichiarazioni dell’INT

La riforma dell’Irpef è un tema dibattuto in lungo e in largo e da molto tempo.

Tra gli obiettivi del Governo prima dello scoppio dei contagi da coronavirus, tale riforma sarebbe stata solo rallentata.

A renderlo noto è il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, intervistato da “La Repubblica”.

Il taglio della tassazione ammonterebbe ad almeno 10 miliardi di euro e l’esempio a cui l’Italia guarda è quello della Germania.

Il modello tedesco è composto da quattro scaglioni e un’aliquota variabile che cresce in proporzione al reddito della fascia che comprende il numero maggiore di contribuenti.

La tassazione tedesca prevede inoltre che una fascia di cittadini sia esonerata dalle imposte, fino al reddito di 9.000 euro.

La fetta maggiore di contribuenti si inserisce nella fascia di reddito dai 9.001 a 54.949 euro.

In questo range di reddito la tassazione sale da un minimo del 14% ad un massimo del 42%, proporzionalmente con l’aumentare del reddito.

Prima dell’emergenza coronavirus, lo stesso Gualtieri aveva dichiarato a Telefisco che entro aprile sarebbe stato pronto un ddl delega.

Per avere un’idea sulla nuova riforma della tassazione si dovrà aspettare di più ma non è escluso che nel 2021 potrebbero arrivare cambiamenti che razionalizzino il sistema.

Riforma Irpef: le dichiarazioni dell’INT

Sulla riforma dell’Irpef esprime la sua posizione anche l’Istituto nazionale Tributaristi.

Il 10 agosto 2020, intervistato dall’Ansa, il presidente Alemanno dichiara quanto segue:

“Da anni chiediamo una riforma strutturale dell’IRPEF, da cui non può prescindere la riforma fiscale. Troppi i tentativi negli anni che si sono limitati solo qualche timida riduzione settoriale, come peraltro avvenuto anche quest’anno con una micro detassazione dell’IRPEF sui redditi da lavoro dipendente. A nostro avviso la riforma deve essere strutturale e riguardare la rimodulazione, anche graduale, degli scaglioni affinché tutti i redditi soggetti all’imposta ne possano beneficiare, inoltre con una riduzione dell’IRPEF il beneficio coinvolgerà le famiglie, i dipendenti, i pensionati, le imprese ed i professionisti senza dover scegliere un settore ed escluderne altri.”

L’INT sottolinea che una riflessione sulla modifica della tassazione è in corso da anni. Alemanno individua nel presente periodo la possibilità di concretizzare tale riforma:

“Sono anni però che si parla della revisione delle varie agevolazioni fiscali le c.d. tax exdipenditures e della lotta all’evasione fiscale, per supportare la riforma dell’IRPEF (abbiamo fatto parte nel 2010 anche dei tavoli ministeriali voluti dell’allora Ministro Tremonti sul queste problematiche), oggi si sono create le condizioni ottimali per la non più rinviabile riforma, che deve andare a beneficio di tutti ma soprattutto di chi ha sempre onorato il dettato costituzionale con il pagamento delle imposte, ci auguriamo di essere coinvolti preventivamente e non a decisioni già assunte, così come ho avuto modo di scrivere al Ministro Gualtieri.”

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