INT, sospensione scadenze fiscali per studio in quarantena: la risposta dell’Ade

L'Agenzia delle Entrate ha risposto alla richiesta dell'INT circa la sospensione delle scadenze fiscali per gli assistiti dell'intermediario fiscale sottoposto a quarantena, escludendo la possibilità di invocare la causa di forza maggiore. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

INT, sospensione scadenze fiscali per studio in quarantena: la risposta dell'Ade

Qualche settimana fa il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tributaristi, Riccardo Alemanno, aveva ascritto una lettera all’Agenzia delle Entrate chiedendo di prevedere specifici rinvii degli adempimenti per quei contribuenti seguiti da studi professionali posti in quarantena.

L’Agenzia delle Entrate, proprio ieri, lunedì 23 novembre, ha risposti all’INT specificando che per tale ipotesi non è possibile invocare la causa di forza maggiore.

L’INT ha dichiarato di non essere d’accordo con quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, ed è proprio per questo motivo che l’Istituto ha richiesto un intervento normativo risolutivo.

INT, sospensione scadenze fiscali assistiti dell’intermediario fiscale in quarantena: la risposta dell’AdE

Come abbiamo appena accennato, lo scorso 2 novembre, l’INT aveva richiesto all’Agenzia delle Entrate al fine di prevedere specifici rinvii degli adempimenti per quei contribuenti assisti da studi professionali costretti a misure di quarantena.

L’Agenzia, ieri ha risposto chiarendo che è da escludere la possibilità di invocare la causa di forza maggiore.

Dopo la comunicazione dell’AdE, Alemanno ha voluto rilasciare una dichiarazione:

“Ringraziamo l’Agenzia delle Entrate per la risposta, ma se da un lato comprendiamo che sia un problema normativo di volontà politica, non condividiamo invece la lettura di causa di forza maggiore, poiché sino ad oggi riferita sempre ad eventi localizzati ma qui si tratta di una pandemia nazionale , mondiale, nulla a che vedere con nessuna precedente emergenza.”

Vista la posizione dell’AdE, l’INT ha chiarito che sarà necessario un intervento normativo del Governo o del Parlamento. Alemanno, ha infatti affermato:

“Continueremo a lavorare in tal senso cercando per far comprendere l’importanza della nostra richiesta, che serve ad evitare ulteriori ansie ai contribuenti ed ai professionisti che li assistono, oltre che evitare sanzioni pesanti derivanti dal ritardo degli adempimenti. Ci auguriamo che anche altre categorie nel sostenere tale richiesta siano meno egoistiche che in precedenti occasioni e che sostengano il riferimento agli intermediari fiscali abilitati perché così non si escluderebbe nessuna figura professionale del settore tributario sia del comparto ordinistico, sia del comparto associativo della Legge 4/2013”

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