Pensioni ultime novità: gli effetti di Quota 100 sulle aziende pubbliche e private

Guendalina Grossi - Pensioni

Il Governo negli ultimi giorni ha chiarito che nessuna modifica verrà apportata a Quota 100, cerchiamo dunque di capire quali effetti avrà la suddetta misura sulle imprese pubbliche e private.

Pensioni ultime novità: gli effetti di Quota 100 sulle aziende pubbliche e private

Il Governo, nonostante le numerose critiche ricevute dall’Unione Europea in merito alla manovra, ha deciso comunque - almeno per il momento...- di non apportare nessuna modifica a Quota 100 e al Reddito di cittadinanza.

Ricordiamo che Quota 100 verrà adottata per superare la Legge Fornero e consentire quindi a chi ha compiuto 62 anni di età e che ha versato almeno 38 anni di di contributi, di andare in pensione anticipatamente.

Viste le numerose critiche che sono state mosse dall’INPS in merito ai costi per l’attuazione di Quota 100, cerchiamo di capire quali effetti produrrà l’adozione di tale misura sulle aziende pubbliche e private.

Pensione, ultime novità: quali effetti produrrà Quota 100?

Il Sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, durante un’intervista a radio Campus ha spiegato quali effetti produrrà Quota 100 sulle aziende pubbliche e private.

Durigon, ha iniziato la sua intervista spiegando innanzitutto che Quota 100 è un’opzione e non un vincolo per il lavoratore e che quindi i dipendenti potranno decidere liberamente se andare o meno in pensione anticipatamente.

Il Sottosegretario al Lavoro ci ha tenuto poi a chiarire che grazie a Quota 100 già nel pubblico impiego si è sbloccato il turnover e ci sarà un rapporto di uno a uno tra entrate e uscite, riuscendo così a creare un risparmio per le PA.

Per ciò che concerne il settore privato, invece, non ci sarà il rapporto sicuro uno a uno tra entrate e uscite, ma ci sarà comunque un apporto all’azienda per renderla più economica e per renderla più appetibile sul mercato del lavoro.

Pensioni, ultime news: possibile riscatto della laurea flessibile

Un’altra novità emersa nelle ultime sul tema delle pensioni riguarda il riscatto della laurea che potrebbe diventare flessibile. Ciò vuol dire che potrebbe essere il contribuente a decidere quanto pagare, rinunciando però ad una parte della pensione.

Il Governo, infatti, sembra intenzionato ad introdurre il riscatto della laurea flessibile, valido però solo per coloro che rientrano nel ricalcolo contributivo della pensione, ovvero che hanno iniziato a lavorare dopo il 1°gennaio 1996.

A quanto è emerso questo provvedimento dovrebbe essere inserito nel Decreto legge riguardante il funzionamento di Quota 100. Questo consentirebbe a chi volesse riscattare la propria laurea di farlo a costi ragionevoli, senza spendere cifre sproporzionate.

Il Decreto legge, come più volte ribadito dal Governo, dovrebbe essere pronto per fine dicembre; non ci resta quindi che aspettare e vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni.