Pensione di cittadinanza: la prestazione erogata dall’INPS è per pochi e non è così alta

Guendalina Grossi - Pensioni

La pensione di cittadinanza, erogata dall'INPS ai nuclei familiari composti da persone anziane con un'età superiore ai 67 anni, è riservata solo ad alcuni. E gli assegni che spettano ai beneficiari non hanno un importo molto elevato.

Pensione di cittadinanza: la prestazione erogata dall'INPS è per pochi e non è così alta

La pensione di cittadinanza è la declinazione del reddito di cittadinanza pensata per chi ha più di 67 anni. Si tratta, infatti, di una prestazione che viene erogata dall’INPS ai nuclei familiari composti da persone anziane.

Da uno studio del sindacato Uil, Unione italiana del lavoro, è emerso però che a beneficiare della pensione di cittadinanza sono pochi nuclei familiari e nella maggior parte dei casi gli importi relativi alla prestazione sono nettamente inferiori al limite massimo previsto di 780 euro.

Ma vediamo nel dettaglio cosa è emerso dallo studio della Uil e come sono distribuiti sul territorio italiano i beneficiari della pensione di cittadinanza.

Pensione di cittadinanza 2019: solo per pochi e con importi bassi

Il DL 4/2019, entrato in vigore il 29 gennaio 2019, ha apportato delle novità per ciò che concerne la pensione di cittadinanza, cercando di riconoscere più diritti ai disabili gravi, inizialmente esclusi dalla possibilità di richiedere la suddetta misura.

La famiglia che ne beneficia deve essere composta esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni. Ma può essere concessa anche nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone di età inferiore, in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini ISEE.

Nonostante le modifiche apportate al testo del Decreto numero 4 del 2019, in sede di conversione in legge, da uno studio della Uil è emerso che la pensione di cittadinanza, che viene erogata dall’INPS a quei nuclei familiari composti da persone anziane, è solo per pochi e che spesso gli importi non sono così elevati.

Per il segretario confederale della Uil Domenico Proietti, infatti, la pensione di cittadinanza, che consente agli anziani in difficoltà con più di 67 anni di andare in pensione anticipatamente, creerà non poche delusioni ai contribuenti.

Difatti dallo studio è emerso che il meccanismo attualmente utilizzato non consente alla maggioranza della platea dei pensionati di poter beneficiare della prestazione.

Pensione di cittadinanza: come si distribuiscono i beneficiari?

I percettori di pensione minima o di assegno sociale non potranno infatti beneficiare della pensione di cittadinanza in quanto, il reddito annuale, integrato con le maggiorazioni sociali, risulta ad oggi superiore al limite imposto per l’accesso alla suddetta prestazione.

La Uil ha contestato inoltre l’importo che viene erogato ai beneficiari, in quanto un pensionato single in affitto riceve un assegno previdenziale pari a 76 euro mensili, un importo davvero esiguo che non porta un reale beneficio ai contribuenti.

La maggior parte dei beneficiari della pensione di cittadinanza si trova nel Sud Italia, risulta a Napoli il numero più altro di nuclei familiari che ricevono il sussidio.

Secondo i dati aggiornati ad aprile, 52.717 sono le famiglie over 67 che beneficiano della pensione di cittadinanza nel capoluogo campano, segue poi Roma con 30.174 ed infine Palermo con 26.204.

Per ciò che concerne il maggior numero di domande accolte, troviamo al primo posto sempre la Campania con 90.197 domande, segue la Sicilia con 87.775 ed infine il Lazio con 44.705.

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