Opzione donna 2019: requisiti, novità e come presentare domanda

Guendalina Grossi - Pensioni

Le lavoratrici del settore pubblico e privato per tutto il 2019 avranno la possibilità di andare in pensione anticipata grazie all'opzione donna. Vediamo insieme chi può beneficiarne e come presentare domanda.

Opzione donna 2019: requisiti, novità e come presentare domanda

Opzione donna 2019: l’articolo 16 del Decreto legge su quota 100 e reddito di cittadinanza ha prorogato per tutto il 2019 il regime sperimentale donna.

Questo strumento consente a tutte le lavoratrici autonome e dipendenti, che hanno compiuto rispettivamente 59 e 58 anni di età e che hanno versato almeno 35 anni di contributi, di andare in pensione anticipata.

Introdotta con la Legge Moroni e poi riscoperta con la Legge Fornero, l’opzione donna consente alle lavoratrici di lasciare in anticipo il loro posto di lavoro accettando però di ricevere un assegno pensionistico interamente calcolato con il sistema contributivo.

La pensione di anzianità, nel caso di opzione donna, viene corrisposta alla lavoratrice decorsi 12 mesi se lavoratrice dipendente, 18 mesi se autonoma, dalla data di maturazione dei requisiti previsti.

Ma vediamo nel dettaglio chi può beneficiarne e come fare per presentare domanda all’Istituto previdenziale.

Opzione donna 2019: i requisiti per beneficiarne

In base a quanto stabilito dall’articolo 16 del DL 4/2019 possono beneficiare dell’opzione donna le lavoratrici dipendenti ed autonome che al 31 dicembre 2018, hanno compiuto rispettivamente 58 e 59 anni di età e che hanno versato almeno 35 anni di contributi.

L’opzione donna è riservata a quelle lavoratrici che sono iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Non possono invece beneficiare del regime sperimentale le lavoratrici iscritte alla gestione separata o che, comunque, intendano utilizzare la contribuzione presente in tale gestione per perfezionare il requisito contributivo di 35 anni.

Di seguito una tabella pubblicata da PensioniOggi che fa capire qual è l’ultima data disponibile per accedere all’opzione donna.

Lavoratrici Autonome Dipendenti Ex Indapd FS e Poste
Requisito contributivo 35 anni 35 anni 34 anni,11 mesi e 16 giorni
Ultima data per maturazione Req. contributivo 31/12/2018 31/12/2018 31/12/2018
Età anagrafica 59 anni 58 anni 58 anni
Ultima data per maturazione Requisito anagrafico 31/12/2018 31/12/2018 31/12/2018
Ultima data di nascita utile 31/12/1959 31/12/1960 31/12/1960
Finestra mobile 18 mesi 12 mesi 12 mesi
Ultima apertura finestra mobile 01/07/2020 01/01/2020 01/01/2020

Opzione donna 2019: come presentare domanda

Le lavoratrici dipendenti e autonome che al 31 dicembre 2018 hanno raggiunto i requisiti per beneficiare dell’opzione donna dovranno presentare domanda all’INPS. Per farlo queste potranno decidere di utilizzare tre diversi canali:

  • utilizzando i servizi INPS online;
  • tramite i Patronati;
  • contattando il contact center INPS.

Chi dovesse decidere di inviare la domanda online dovrà accedere aI sito dell’INPS utilizzando le credenziali e andare sulla pagina dedicata a “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Dopo di che si dovrà cliccare sull’opzione nuova domanda dal menù di sinistra e selezionare la voce “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Infine bisognerà selezionare il fondo e la gestione di liquidazione.

Opzione donna 2019: il sistema del calcolo contributivo

Le lavoratrici dipendenti ed autonome che decideranno di beneficiare dell’opzione donna e andare così in pensione anticipata subiranno un taglio sull’assegno pensionistico del 25/35% rispetto all’ultimo stipendio percepito.

La decurtazione dell’assegno pensionistico varia in base diversi fattori tra cui l’attività lavorativa, la retribuzione della lavoratrice e l’anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime sperimentale.

Il taglio sull’assegno pensionistico dipende dal fatto che chi decide di aderire all’opzione donna va incontro al sistema del calcolo contributivo.

È chiaro dunque che le lavoratrici che hanno iniziato a lavorare presto che ha percepito sin da subito una retribuzione elevata subiranno una riduzione minore sull’assegno pensionistico, invece quelle che hanno una maggiore anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 subiranno una riduzione maggiore per via del sistema contributivo.

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