Legge di bilancio 2019: novità in arrivo sulla riforma delle pensioni

Guendalina Grossi - Pensioni

Ultime novità riforma delle pensioni: ecco gli elementi cardine su cui il Governo proverà ad impostare la prossima Legge di Bilancio 2019.

Legge di bilancio 2019: novità in arrivo sulla riforma delle pensioni

Riforma delle pensioni: le ultime novità non sembrano ancora dare alcuna certezza in vista della Legge di Bilancio 2019, che si inizierà a discutere dal prossimo mese di settembre.

Infatti, nonostante il Governo abbia proposto numerose opzioni per superare la Legge Fornero, nulla è stato ancora deciso. Tra le ipotesi ricordiamo c’è il possibile inserimento nella Legge di Bilancio 2019 della Quota 100, della Quota 41 o 42 e della proroga dell’opzione donna ma ancora nulla è certo.

L’unica cosa certa è che il Governo giallo-verde rimane irremovibile sul taglio delle pensioni d’oro, infatti, gli esponenti del Movimento 5 stelle ribadiscono che al termine della pausa estiva bisognerà iniziare l’iter nelle commissioni parlamentari.

Intanto crescono i dubbi dell’opinione pubblica poiché nonostante da mesi si parli di riforma delle pensioni non si sa ancora quali misure verranno adottate per migliorare il sistema previdenziale.

Riforma pensioni: Quota 100, Quota 41 o 42 e proroga opzione donna

A fine settembre il Governo dovrà presentare la nuova Legge di Bilancio 2019, ma sono ancora molti i dubbi su come effettuare la riforma delle pensioni.

Infatti, nonostante, l’esecutivo abbia avanzato numerose proposte non si capisce ancora quali tra queste misure saranno inserite nella nuova manovra.

Le ipotesi più probabili rimangono comunque quella della quota 100, che consentirebbe ai lavoratori di andare in pensione anticipata una volta raggiunti i 64 anni di età e 36 anni di contributi versati, quella della Quota 41 o 42 che consentirebbe di andate in pensione anticipatamente con 41 o 42 anni di contributi, senza limiti di età e la proroga dell’Opzione donna.

Ricordiamo che l’Opzione donna è una sorta di pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.

Possibile anche l’introduzione di una nona salvaguardia per limitare gli effetti negativi della legge Fornero. In particolare, la suddetta misura dovrebbe consentire la pensione con le vecchie regole, ovvero con le regole precedenti all’entrate in vigore della legge Fornero.

La nona salvaguardia dovrebbe tutelare le seguenti categorie di soggetti:

  • lavoratori in mobilità;
  • lavoratori autorizzati al versamento dei contributi volontari;
  • lavoratori cessati dal servizio;
  • lavoratori in congedo per assistere figli disabili;
  • lavoratori a termine.

Riforma pensioni: il movimento 5 stelle insiste sul taglio delle pensioni d’oro

Il Movimento 5 stelle in questi giorni ha ribadito più volte non appena finita la pausa estiva il testo di legge sul taglio delle pensioni d’oro inizierà il suo iter nelle commissioni parlamentari.

Infatti, il capogruppo in Senato, Stefano Patuanelli, ha spiegato che “rivedere l’odiosa realtà delle pensioni d’oro non è una battaglia anti-casta come molti continuano a ripetere con cantilene fuori dal tempo, ma è un semplice atto di civiltà. Sopra i 4 mila euro mensili è giusto rimodulare il meccanismo in base ai contributi versati.

Non è d’accordo con il movimento 5 stelle il Segretario generale della Cosmed, Giorgio Cavallero, che ha sottolineato come “l’intangibilità dei trattamenti pensionistici era una delle pochissime certezze rimaste in questa società confusa e spesso disorientata nel tempo e nello spazio, adesso resta certa la madre, la data di nascita e poco altro.

Cavellero ha poi spiegato che se l’obiettivo della legge è quello di alzare le pensioni minime bisognerebbe tagliare ben al di sotto dei circa 4.000 euro netti e probabilmente non basterebbe nemmeno.

Vedremo dunque cosa accadrà nel mese di settembre e quali misure verranno inserite nella Legge di Bilancio 2019 per superare la legge Fornero.