Novità pensioni 2019: prorogata Quota 41 per i precoci

Guendalina Grossi - Pensioni

Con la diffusione della bozza del Decreto legge contente le informazioni sulla riforma previdenziale, è emerso che Quota 41 per i precoci è stata prorogata. Ecco tutte le novità.

Novità pensioni 2019: prorogata Quota 41 per i precoci

Il 5 gennaio 2018 è stata diffusa la bozza del Decreto legge contenente tutte le informazioni relative alle misure che il Governo ha deciso di adottare per riformare il sistema previdenziale.

Tra queste c’è anche Quota 41 per i precoci, che il Governo giallo-verde ha voluto prorogare. Tale misura consente ad alcune categorie di lavoratori di lasciare il loro posto di lavoro una volta versati 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

L’Esecutivo ha più volte ribadito che l’idea, non appena finito l’esperimento di Quota 100, sarebbe quella di introdurre Quota 41 per tutti i lavoratori e non solo per alcuni.

Importanti novità anche per ciò che concerne Quota 100 che partirà ad Aprile 2019. Coloro che beneficeranno di tale misura avranno assegni più leggeri, anche se per un periodo più lungo.

Novità pensioni 2019: prorogata Quota 41 per i precoci

Con la diffusione della bozza del Decreto legge contenente le informazioni sulla riforma previdenziale portata avanti dal Governo giallo-verde, è emerso che Quota 41 per i precoci sarà prorogata.

Ciò vuol dire che i lavoratori precoci che hanno versato almeno 41 anni di contributi potranno andare in pensione anticipatamente a prescindere dall’età anagrafica.

In particolare potranno beneficiare di Quota 41:

  • i lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • i lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
  • i lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • i lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti(articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67) o lavori gravosi.

Il vero obiettivo del Governo giallo-verde, una volta terminato l’esperimento di Quota 100, è quello di introdurre Quota 41 per tutti i lavoratori e non solo per alcune categorie.

Novità pensioni 2019, Quota 100: assegni previdenziali più bassi per chi deciderà di beneficiarne

Come noto Quota 100 partirà ad Aprile 2019 e questa consentirà a chi ha compiuto 62 anni di età e che ha versato almeno 38 anni di contributi di andare in pensione anticipatamente.

Coloro che decideranno di beneficiare di Quota 100 però riceveranno un assegno pensionistico più basso. Questa perdita in alcuni casi potrebbe arrivare a quasi un terzo dell’importo che si sarebbe preso aspettando la pensione di vecchiaia.

Dal testo del decreto legge contenente le informazioni su Quota 100 non è emersa nessuna penalizzazione, ma facendo il calcolo ci si renderà conto che l’assegno pensionistico risulta essere più basso.

Questo perché andando in pensione anticipatamente si avranno meno anni di contributi versati e di conseguenza il coefficienti di calcolo applicato sarà più basso.

L’Ufficio parlamentare di Bilancio ha calcolato che l’assegno cresce da circa il 5% in caso di anticipo solo di un anno a valori oltre il 30% se l’anticipo è di oltre 4 anni.

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