Contratto di Governo Lega M5S: fisco, flat tax e semplificazione

Francesco Oliva - Fisco

Contratto di Governo tra M5S e Lega: come cambia il fisco italiano? Focus su flat tax e semplificazione fiscale.

Contratto di Governo Lega M5S: fisco, flat tax e semplificazione

Il contratto di Governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle è stato reso pubblico nella sua versione definitiva nella giornata di oggi. Manca ora solo l’approvazione del voto online dei grillini per rendere ufficiale il testo e presentarlo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il contratto di Governo tra M5S e Lega nella sua versione definitiva delude coloro che si aspettavano una rivoluzione. Mancano, infatti, i riferimento alla questione meridionale, ai diritti civili, alle grandi opere (che entrambi i movimenti volevano riprogrammare o bloccare a seconda dei casi).

C’è un intero paragrafo dedicato, invece, al fisco ed è proprio su questo che focalizzeremo la nostra attenzione. I temi sono sempre gli stessi: la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia IVA, l’introduzione della flat tax per cittadini, imprese e professionisti e la semplificazione fiscale. C’è anche una sorta di “condono mascherato” che viene chiamato “pace fiscale”.

Tuttavia, salta all’occhio la totale assenza del tema della fattura elettronica obbligatoria nei rapporti B2B a partire dal prossimo 1° gennaio 2019. Viene però annunciata l’abrogazione dello spesometro e del redditometro. Il primo di questi strumenti, in realtà, verrà automaticamente abrogato dalla stessa introduzione della fattura elettronica, salvo essere poi reintrodotto sotto forma di mini spesometro trimestrale e comunicazioni IVA delle operazioni con l’estero. Insomma, regna ancora grande incertezza su questo tema.

Ecco di seguito il testo ufficiale del contratto di Governo tra Lega e M5S nella parte relativo al fisco, alla flat tax ed alla semplificazione fiscale.

Contratto di Governo Lega M5S: il passaggio relativo al fisco. Focus su flat tax, semplificazione e “pace fiscale”

Ecco la parte del testo ufficiale del contratto di Governo (versione definitiva) tra Movimento Cinque Stelle e Lega in cui si parla di fisco:

10. FISCO: FLAT TAX E SEMPLIFICAZIONE

Sterilizzazione clausole IVA e accise

Come premessa si dichiara l’intenzione di voler sterilizzare la clausole di salvaguardia che comportano l’aumento delle aliquote IVA e accise in quanto sarebbe un colpo intollerabile per famiglie e imprese nonché provvedere alla correzione dell’extra tassazione sulle sigarette elettroniche. Inoltre, intendiamo eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina.

Detassazione e semplificazione

In conseguenza dell’elevata pressione fiscale presente in Italia, la capacità di spesa delle famiglie e imprese per consumi e investimenti è inadeguata, con standard quantitativi e qualitativi inferiori alla media europea. Allo stesso tempo, la burocrazia è molto articolata e impegna i contribuenti in ore di adempimenti, con rilevanti aggravi economici per essere in regola con il fisco.

Tutto ciò incide negativamente sulla qualità del rapporto tributario con i contribuenti e sulla competitività del comparto produttivo italiano.

Il contesto che ci caratterizza rende pertanto necessaria l’adozione di coraggiose e rivoluzionarie misure di riforma, nell’ottica di una riduzione del livello di pressione fiscale e di un miglioramento del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti.

Punto di partenza è la revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese, con particolare riferimento alle aliquote vigenti, al sistema delle deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari.

La parola chiave è flat tax, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta in armonia con i principi costituzionali.

In particolare, il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue:

  • due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partita IVA e famiglie;
  • per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare;
  • un’aliquota fissa al 15% per le società.

La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della “no tax” area. Una maggiore equità fiscale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese.

Gli effetti che conseguono sono: maggiore risparmio di imposta, maggiore propensione al consumo e agli investimenti, maggiore base imponibile tassabile grazie anche al recupero dell’elusione, dell’evasione e del fenomeno del mancato pagamento delle imposte. È necessario altresì rifondare il rapporto tra Stato e contribuenti rivedendo i principi e i criteri che regolano l’agire dell’amministrazione finanziaria.

Buona fede e reciproca collaborazione tra le parti saranno i capisaldi del nuovo percorso che si intende avviare, incentrato sul contraddittorio anticipato con il contribuente, da erigere a principio generale cardine dell’ordinamento giuridico tributario; sull’inversione dell’onere della prova, sempre a carico dell’amministrazione finanziaria, con l’esclusione del ricorso a strumenti presuntivi di determinazione del reddito nei casi di piena e comprovata regolarità fiscale del contribuente; sulla riduzione dei tempi di accertamento nei casi di attiva e costante collaborazione del contribuente nell’assolvimento degli adempimenti contabili e di versamento; sulla semplificazione degli adempimenti contabili per la creazione di un fisco digitale in linea con i più innovativi strumenti di elaborazione e comunicazione dati; sul principio generale della responsabilità diretta dall’amministrazione finanziaria per danni cagionati da attività illegittima (in fase di accertamento e riscossione).

Sul versante della riscossione, invece, l’azione dell’amministrazione deve contemperare l’interesse del cittadino al pagamento di quanto dovuto con l’interesse a ricevere il minor aggravio possibile, evitando ogni forma di pressione tale da ingenerare uno “stato di paura” nei confronti delle istituzioni e dei soggetti preposti alla riscossione.

Le statistiche evidenziano che gli incassi della riscossione derivano quasi esclusivamente dalle rateazioni e da altre misure analoghe che mirano ad agevolare il pagamento.

È evidente allora la necessità di un intervento per potenziare le procedure finalizzate al recupero bonario del credito.

Il miglioramento delle procedure di riscossione passa inevitabilmente dal preventivo e definitivo smaltimento della mole di debiti iscritti a ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti.

È opportuno instaurare una pace fiscale con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico fra le obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo verso una riscossione amica dei contribuenti.

Occorre intervenire per risolvere la questione dei debiti insoluti della pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti. L’equilibrio del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti passa anche dalla parificazione degli strumenti messi a disposizione per l’incasso dei rispettivi crediti. Sul punto, tra le misure concretamente percorribili spiccano l’istituto della compensazione tra crediti e debiti nei confronti della pubblica amministrazione, da favorire attraverso l’ampliamento delle fattispecie ammesse, e la cartolarizzazione dei crediti fiscali, anche attraverso strumenti quali titoli di stato di piccolo taglio.

È necessario intervenire per l’abolizione dello spesometro e del redditometro, strumenti anacronistici e vessatori di rilevazione del reddito, confermando la contrarietà a misure di tassazione di tipo patrimoniale.

Di contro, anche in considerazione della drastica riduzione del carico tributario grazie alla flat tax e alle altre misure sopra descritte, sul piano della lotta all’evasione fiscale, l’azione è volta a inasprire l’esistente quadro sanzionatorio, amministrativo e penale, per assicurare il carcere vero per i grandi evasori.

Si intende, inoltre, favorire la cooperazione internazionale in materia di scambio di informazioni, oltre che prevenire l’elusione fiscale internazionale favorendo la tassazione dei grandi capitali esteri, nonché introdurre adeguate misure per il contrasto d’interessi”.

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Contratto di Governo tra Lega e M5S: file pdf bozza
File pdf con il contratto di Governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle

Flat tax già dal 2019? Il compromesso Lega M5S

Uno dei punti più attesi del contratto di Governo tra M5S e Lega era quello sulla flat tax, cavallo di battaglia della stessa Lega e dell’intero centrodestra nelle elezioni politiche dello scorso 4 marzo.

Nella versione definitiva del contratto di Governo viene individuata una sorta di soluzione di mezzo. Non più un’aliquota unica (la cd tassa piatta) ma due. Probabilmente si tratta di una correzione chiesta dal M5S per assicurare che il nuovo sistema sia realmente progressivo, così come previsto dall’articolo 53 della Costituzione.

In particolare, il nuovo regime fiscale si caratterizzerebbe per i seguenti elementi:

  • due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partita IVA e famiglie;
  • per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare;
  • un’aliquota fissa al 15% per le società.

Come si legge nel contratto di Governo “la finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della no tax area. Una maggiore equità fiscale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese”.

Contratto di Governo Lega M5S: nuovo rapporto tra fisco e cittadini

Un nuovo rapporto tra fisco e cittadini è quello che il contratto di Governo prevede per migliorare l’efficienza del nostro apparato amministrativo.

Questa parte del contratto ripete fondamentalmente i principi che la politica italiana va ormai affermando da molti anni, peraltro senza mai riuscire ad intervenire seriamente (e concretamente) per migliorare la situazione.

Abolizione spesometro e redditometro

Altro punto controverso è quello in cui il Contratto di Governo Lega M5S prevede l’abolizione dello spesometro e del redditometro.

In ordine al primo punto, in particolare, l’elenco fatture emesse e ricevute - cosiddetto spesometro - in realtà dovrebbe andare in soffitta già a partire dal prossimo 1° gennaio 2019 per effetto di quanto previsto dall’ultima Legge di Bilancio.

Su questo passaggio c’è quindi grande incertezza. A questo proposito, non c’è traccia del tema dell’introduzione della fattura elettronica obbligatoria nei rapporti B2B, che molti addetti ai lavori suggeriscono di prorogare o quantomeno di trasformare in facoltà.

Carcere duro per gli evasori e riforma delle sanzioni amministrative e penali tributarie

La parte fiscale del contratto di Governo Lega M5S si chiude con il tema del “carcere vero” per gli evasori: “anche in considerazione della drastica riduzione del carico tributario grazie alla flat tax e alle altre misure sopra descritte, sul piano della lotta all’evasione fiscale, l’azione è volta a inasprire l’esistente quadro sanzionatorio, amministrativo e penale”.

A modesto avviso di chi scrive, questo punto dovrebbe essere trattato solo quando e se l’attuale sistema venisse davvero riformato. Con tutte le falle che attualmente lo caratterizzano, infatti, è molto difficile pensare al carcere facile (o vero come dice il contratto di Governo) per tutti coloro che non rispettano regole comunque complesse e disorganiche.

Intendiamoci: non vogliamo in alcun modo giustificare l’evasione fiscale che va punita severamente, tuttavia occorre partire dalle reali priorità del nostro fisco, prima di poter arrivare ad una seria riforma (anche) del sistema delle sanzioni.