Bonus adeguamento ambienti di lavoro: la proroga nella bozza della Legge di Bilancio 2021

Guendalina Grossi - Leggi e prassi

Bonus per l'adeguamento degli ambienti da lavoro: la Legge di Bilancio 2021, ha stabilito una proroga di sei mesi per richiedere il credito d'imposta. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Bonus adeguamento ambienti di lavoro: la proroga nella bozza della Legge di Bilancio 2021

Bonus per l’adeguamento degli ambienti di lavoro: la bozza della Legge di Bilancio 2021, stabilisce la proroga di sei mesi, per favorire coloro che si trovano in una situazione di difficoltà, dovuta dalla pandemia in corso.

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è stato introdotto dal DL Rilancio, per andare incontro ai contribuenti vista l’emergenza sanitaria che sta colpendo l’Italia e il resto del mondo.

Il suddetto bonus sarebbe dovuto terminare alla fine di dicembre, ma vista la proroga stabilita dalla bozza della Legge di Bilancio del 2021, i soggetti beneficiari potranno richiedere il credito d’imposta fino a giugno 2021.

Ma vediamo nel dettaglio chi può beneficiare del bonus e le opzioni di utilizzo.

Bonus per l’adeguamento degli ambienti di lavoro: stabilita la proroga a giugno 2021

Come abbiamo appena accennato, la bozza della Legge di Bilancio 2021 ha stabilito la proroga di 6 mesi per la richiesta del bonus per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

Tutti i soggetti beneficiari, qualora la bozza venisse confermata, avrebbero dunque tempo fino a giugno 2021 per fare domanda e ricevere il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

Si ricorda che possono beneficiare del bonus introdotto dal DL Rilancio, i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, le associazioni, le fondazioni e gli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Per attività di impresa, arte o professione esercitata in luogo aperto al pubblico si intendono:

  • gli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa indipendentemente dal regime contabile adottato;
  • gli enti e società indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR;
  • le stabili organizzazioni di soggetti non residenti di cui alla lettera d), del comma 1, dell’articolo 73 del TUIR;
  • le persone fisiche e delle associazioni di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c), del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del TUIR.

Non essendo prevista alcuna distinzione in base al regime fiscale adottato.

Per ciò che concerne il terzo settore, è stato chiarito che possono beneficiare del bonus, tutti gli enti diversi da quelli che esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa.

Bonus per l’adeguamento degli ambienti di lavoro: le opzioni di utilizzo

Il bonus per l’adeguamento degli ambienti di lavoro corrisponde al 60 per cento delle spese ammissibili sostenute nel 2020 per un massimo di 80.000 euro.

Ciò vuol dire che questo non può superare il limite di 48.000 euro.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in due modalità alternative:

  • esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24);
  • entro il 31 dicembre 2021 (31 giugno qualora il testo della Legge di Bilancio 2021 non venga modificato), può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Si precisa che sia l’utilizzo del credito in compensazione tramite modello F24, sia la cessione a soggetti terzi possono avvenire solo successivamente al sostenimento delle spese agevolabili.

Non ci resta ora che attendere e vedere se la proroga verrà confermata nel testo definitivo della Legge di Bilancio 2021.

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