5 per mille: accreditamento per gli enti della ricerca scientifica e dell’università

Il DPCM del 23 luglio 2020 pubblicato in gazzetta ufficiale in data 17 settembre 2020 al n. 231 riporta le istruzioni pratiche per l'attribuzione del contributo denominato 5 per mille individuando anche i soggetti che ne sono beneficiari.

5 per mille: accreditamento per gli enti della ricerca scientifica e dell'università

I potenziali beneficiari del 5 per mille, individuati anche dal DPCM del 23 luglio 2020, sono gli enti del terzo settore, enti senza scopo di lucro della ricerca scientifica e dell’università, enti della ricerca sanitaria, enti che sostengono le attività sociali, associazioni sportive dilettantistiche, con l’ulteriore specifica che fino al momento in cui non sarà in vigore il RUNTS spetterà anche agli enti di volontariato fin ora in attività, al posto degli enti del terzo settore specificati all’art. 1 comma 1 lettera a) del citato DPCM.

Tra i soggetti individuati nel DPCM sopra citato vi sono senza alcun dubbio istituti atti alla ricerca e allo sviluppo sia in campo medico che universitario, essi rientrano in tale beneficio in quanto l’attività da loro svolta è di utilità sociale di tutta la collettività.

L’art. 4 del DPCM 23 luglio 2020 riepiloga quali sono i requisiti e le modalità di accreditamento che tale tipologia di enti deve implementare al fine di poter essere inclusi nella platea dei beneficiari e ricevere successivamente tale contributo.

Modalità di accreditamento 5 per mille: gli enti universitari

Gli enti universitari al fine di poter accedere al contributo del 5 per mille devono presentare entro il 30 aprile all’ufficio del Ministero competente dell’università e della ricerca, la domanda di iscrizione nelle liste dei beneficiari, al fine di potersi garantire l’accesso al contributo. Tale richiesta dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica, come specificato all’art. 4 comma 1 del DPCM 23 luglio 2020 “utilizzando esclusivamente il prodotto informatico reso disponibile sul sito web del Ministero”.

Il MIUR ha predisposto sul suo sito ufficiale, una pagina all’interno della quale è possibile visionare le istruzioni, la normativa di riferimento, i rendiconti degli anni passati e confermare la domanda di iscrizione agli elenchi dei beneficiari.

Il procedimento telematico è estremamente semplificato grazie alla piattaforma elaborata dal ministero al fine di consentire agli enti universitari e di ricerca ad esso rispondenti di poter presentare richiesta dell’attribuzione del contributo 5 per mille correttamente ed entro i termini prestabiliti.

L’art. 4 al comma 2 riporta infine che “gli enti devono compilare il modulo di domanda, conforme al fac-simile pubblicato sul sito web del MIUR contenente una autocertificazione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sottoscritta dal rappresentante legale dell’ente richiedente, relativa al possesso dei requisiti ai fini dell’ammissione al contributo e attestante l’appartenenza dell’ente ad una delle tipologie previste dall’art. 1, comma 1, lettera b)”, in questo caso un ente universitario e di ricerca.

5 per mille, enti della ricerca scientifica e dell’università: l’attribuzione del contributo

La domanda dopo esser stata inoltrata all’istituzione competente, in questo caso il MIUR, deve essere vagliata ed eventualmente ammessa ad iscrizione nelle liste degli effettivi beneficiari del contributo.

La ripartizione del contributo dipende da diversi fattori, non sempre infatti il contribuente effettua una scelta al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, per questo le quote di ripartizione vengono sapientemente attribuite dall’Agenzia delle Entrate insieme ai vai Ministeri da cui i soggetti beneficiari dipendono.

Uno dei primi aspetti che devono essere verificati è però la presenza o meno dell’ente all’interno delle liste predisposte dall’Agenzia delle Entrate, come specificato anche dall’art. 9 comma 3 del DPCM 23 luglio 2020 “l’Agenzia delle entrate procede, altresì, per ciascun esercizio finanziario, alla pubblicazione dell’elenco completo degli enti ammessi al contributo per una o più finalità con l’indicazione, per ciascun ente, dei dati relativi alle scelte totali ricevute e agli importi complessivi percepiti, al fine di rendere noti il contributo percepito anche in forma aggregata”.

L’ente dopo aver verificato di essere stato inserito all’interno della lista dei beneficiari dovrà quindi attendere l’erogazione del contributo.

Le scelte operate dai contribuenti nel momento della presentazione della dichiarazione dei redditi sono comunicate dall’Agenzia delle Entrate al Ministero dell’Economia e delle Finanze, in specifico al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, al fine di poter determinare l’ammontare relativo all’imposta sui redditi delle persone fisiche sulla quale è stato poi determinato il contributo del 5 per mille da destinare agli enti che ne hanno diritto.

In base a quanto scritto all’interno dell’art. 1, comma 154, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, “le somme stanziate per la corresponsione del cinque per mille sono iscritte in bilancio sull’apposito Fondo nell’ambito del centro di responsabilità «Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato» dello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze”.

Tali importi dovranno quindi poi essere ripartiti nei limiti di quanto è stato precedentemente stanziato in bilancio su tale fondo.

L’art.13 del DPCM del 23 luglio 2020 al comma 4 riporta infine la seguente specifica:

“L’erogazione a ciascun soggetto delle somme spettanti, stabilite ai sensi del comma 1, dell’art. 1, sarà effettuata, sulla base degli elenchi all’uopo predisposti dall’Agenzia delle entrate:

  • dal Ministero dell’università e della ricerca per i soggetti indicati all’art. 1, comma 1, lettera b);”

Il pagamento di tale contributo verrà infine effettuato “entro il termine di chiusura del secondo esercizio finanziario successivo a quello di impegno dalle amministrazioni erogatrici, indicate nel comma 4 dell’art. 13.

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