Vaccini obbligatori per insegnanti e operatori sanitari: la salute è politica

Diego Denora - Sanità

I vaccini saranno obbligatori anche per insegnanti e operatori sanitari come infermieri e OSS: approvato l'emendamento Mussini, anche la salute diventa politica.

Vaccini obbligatori per insegnanti e operatori sanitari: la salute è politica

I vaccini obbligatori riguarderanno anche insegnanti e gli operatori sanitari: la lotta tra MIUR e Ministero della Salute non sembra esaurirsi. L’emendamento fa discutere entrambe le posizioni, ma con l’approvazione appena riscossa, il PD mette fine ad ogni discussione.

I vaccini obbligatori saranno estesi anche ai docenti, personale Ata, infermieri e tutto il personale della Sanità che effettivamente opera per portare a compimento il Piano Nazionale di Vaccinazione.

Le novità riguardo alle vaccinazioni non fanno che incalzare: proprio di questi giorni è la decisione di abbassare i vaccini obbligatori a 10 e di spostare sulla fascia delle consigliate le profilassi per rotavirus, meningococco e anti-pneumococcica.

A beneficio dei docenti e a differenza dei lavoratori del SSN che potranno rimediare facilmente ai vaccini mancanti, si potranno ricevere i vaccini anche in farmacia, dato che l’emendamento Mandelli ha fornito questa possibilità contrariamente alla normativa sanitaria.

Vediamo cosa è previsto dall’emendamento Mussini e quali saranno i vaccini cui tutti i docenti dovranno prestarsi a partire dal 1 gennaio 2018.

Vaccini obbligatori per insegnanti: non ci sono scuse, l’immunità riguarda tutti

Insegnanti e operatori sanitari saranno obbligati a completare le vaccinazioni obbligatorie previste dal Decreto Vaccini. Malgrado le accese polemiche, appare chiaro che l’immunità di gregge obiettivo del nuovo piano nazionale vaccini debba riguardare anche gli insegnanti.

L’emendamento Mussini passato in sordina sancisce che a partire dal 1 gennaio 2018 anche gli OSS, operatori scolastici e per estensione anche infermieri e tecnici, oltre che personale Ata, dovranno presentare documentazione di effettiva immunizzazione.

I dipendenti del MIUR sono infatti parte integrante del mondo della scuola, come infermieri e OSS lo sono del Comparto Sanità e malgrado non sia stato specificato e pubblicizzato con vigore, la logica avrebbe comunque preteso l’estensione dei vaccini anche ai suddetti.

Il Ministero della Salute ha comunque ridotto il numero dei vaccini obbligatori a 10, che risultano quindi essere:

  • anti-poliomielitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti-Haemophilus influenzae B;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella;

aprendo alla possibilità di somministrazione all’interno delle farmacie, precedentemente vietato dalla normativa di riferimento.

Vaccini nelle farmacie: la guerra per l’immunità non ha quartiere

I vaccini obbligatori cui anche insegnanti e operatori sanitari dovranno prestarsi potranno essere somministrati anche in farmacia grazie ad un altro emendamento promosso dal Senatore Mandelli di Forza Italia e approvato nei giorni scorsi.

L’emendamento Mandelli ha infatti modificato l’Art. 102 del Testo Unico delle Professioni Sanitarie in vigore dal 1992, che proibiva appunto l’erogazione di pratiche mediche all’interno delle farmacie per evitare la sovrapposizione di ruoli e funzioni, oltre che per evitare rischi per pazienti ed esercenti.

I vaccini oggetto di emendamenti e proposte sembrano oramai divenuti strumenti politici di attacco e difesa tra gruppi parlamentari e fazioni, tanto da far dimenticare ai cittadini l’obiettivo della tutela della salute pubblica inizialmente perseguito dal Ministero della Salute.