Statali, bonus 80 euro salvo. Ecco gli aumenti del nuovo contratto

Alessio Mauro - Pubblica Amministrazione

Rinnovo contratto statali, oltre agli aumenti di 85 euro sugli stipendi il Governo garantirà l'erogazione del bonus di 80 euro anche in caso di superamento del reddito limite. Ecco le novità.

Statali, bonus 80 euro salvo. Ecco gli aumenti del nuovo contratto

Rinnovo contratto statali, bonus 80 euro salvo. Ad affermarlo è stato il sottosegretario dell’Istruzione Vito de Filippo durante un convegno organizzato dal sindacato Snals-Confsal.

Per gli statali arrivano finalmente buone notizie: la Legge di Bilancio 2018 metterà a disposizione del rinnovo contrattuale per i dipendenti pubblici tutte le risorse necessarie a garantire non solo l’aumento degli stipendi ma anche per evitare che le nuove retribuzioni comportino la perdita del bonus Renzi.

Con la pubblicazione della Nota di Aggiornamento del DEF è stato confermato che la Manovra 2018 metterà a disposizione del rinnovo contrattuale dei dipendenti statali una dote pari a 1 miliardo e 650 milioni di euro in più.

Nonostante le notizie che confermano che con la Legge di Bilancio 2018 sarà garantito l’aumento stipendi statali, la stagione del rinnovo dei contratti non è povera di polemiche: per il sindacato Snals-Confsal l’aumento di 85 euro sugli stipendi del personale della scuola è inaccettabile.

Statali, bonus 80 euro salvo. Ecco gli aumenti del nuovo contratto

Un fondo pari a 1,65 miliardi di euro, che vanno ad aggiungersi agli 1,2 miliardi già a disposizione: è questa la dote economica che il Governo avrà a disposizione per il rinnovo contratto statali.

Il tutto per garantire da un lato l’aumento di 85 euro lordi sugli stipendi dei dipendenti statali e dall’altro per sterilizzare l’effetto boomerang sul bonus di 80 euro. Stando a quanto affermato dal sottosegretario all’Istruzione De Filippo, anche per gli statali che con il rinnovo del contratto supereranno il reddito di 26.000 euro sarà garantito il bonus Irpef in busta paga.

L’incontro organizzato dal sindacato dei lavoratori della scuola Snals-Confsal smentisce quanto sostenuto dall’Aran e stando alle ultime novità anche per i redditi più alti sarà garantita la proporzionale erogazione del bonus Renzi di 80 euro. Una notizia attesa ma che per molti rischia di creare un pericoloso precedente.

Rinnovo contratto statali, effetto bonus 80 euro: stesse regole anche per il settore privato?

Sterilizzare gli effetti dell’aumento stipendi statali sul bonus 80 euro comporta un grave precedente: anche i dipendenti e i sindacati rappresentativi dei lavoratori del settore private potrebbero avanzare la stessa richiesta.

Un rischio che, come scrive il Messaggero, il Governo starebbe valutando, di modo da garantire sia l’aumento di 85 euro sugli stipendi che il diritto a percepire il bonus Renzi di 80 euro senza creare un pericoloso effetto boomerang.

Parallelamente al rinnovo contratto statali, potrebbe essere introdotta una nuova norma con la quale il bonus Renzi verrebbe trasformato in una detrazione per il lavoro dipendente anche per i redditi superiori ai 24.000 euro.

Attualmente, si ricorda, il bonus di 80 euro sugli stipendi è riconosciuto sia per statali che per dipendenti del privato nella misura piena per redditi fino a 24.000 euro e a scalare fino ad azzerarsi una volta raggiunto il tetto di 26.000 euro.

Rinnovo contratto statali e scuola: sindacati chiedono di più

Nonostante i buoni risultati raggiunti, il rinnovo contratto statali e scuola non piace ai sindacati, che chiedono un aumento maggiore sugli stipendi e che non si accontentano degli 85 euro ormai garantiti dalla Legge di Bilancio 2018.

Il segretario generale Snals-Consal Elvira Serafini chiede di più per il personale della scuola:

“Dopo l’accordo del novembre 2016 – firmato anche dalla Confsal cui lo SNALS aderisce – aspettiamo di verificare la sincera volontà del Governo di stipulare i contratti del pubblico impiego senza tattiche dilatorie e senza furbizie elettoralistiche. In concreto, lo Snals chiede, per la parte economica, un aumento dignitoso delle retribuzioni. Non è accettabile la ventilata proposta degli 85euro soprattutto in considerazione della lunga vacanza contrattuale. Ci batteremo anche per la salvaguardia degli scatti di anzianità, a oggi l’unica forma di avanzamento retributiva, ma vanno certamente reperite nuove risorse per il recupero del potere di acquisto. Per la parte normativa vanno rivisti diversi aspetti, dal bonus, che deve divenire parte integrante della retribuzione, al sistema di valutazione dei docenti e dei dirigenti, oggi lesivo della libertà stessa della funzione docente”.

Restano ancora molti i nodi da sciogliere e nonostante le novità sulle risorse che garantiranno l’aumento lordi di 85 euro sugli stipendi e il bonus di 80 euro, il rinnovo contratto statali è ancora oggi una strada in salita.