Split payment IVA 2017: circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E

Split payment IVA: circolare Agenzia delle Entrate numero 27/E del 7 novembre con le modifiche apportate dal DL 50/2017 (e subito prima di quelle del DL 148/2017...).

Split payment IVA 2017: circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta nuovamente in materia di split payment IVA con la circolare numero 27/E del 7 novembre 2017.

Si tratta di un intervento che ha una tempistica quanto meno “paradossale”. Infatti, lo split payment è stato riformato sin dallo scorso mese di aprile, quando il DL 50/2017 estese l’ambito soggettivo di applicazione della scissione dei pagamenti. Sono quindi passati circa 7 mesi dall’entrata in vigore di questo provvedimento. Ma proprio in questi giorni è in fase di approvazione il DL 148/2017 che apporterà ulteriori modifiche alla disciplina applicativa, sempre con riferimento ai soggetti destinatari della norma.

Detto questo vediamo quali sono le novità della disciplina sullo split payment IVA 2017 analizzate dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 27/E del 7 novembre 2017.

Split payment IVA: circolare Agenzia delle Entrate numero 27/E del 7 novembre 2017:

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Circolare Agenzia delle Entrate numero 27/E del 7 novembre 2017
File pdf con la circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 27/E del 7 novembre 2017 in materia di split payment IVA.

Novità split payment IVA 2017

La circolare dell’Agenzia delle Entrate ripercorre le diverse novità intervenute quest’anno in materia di split payment IVA ovvero:

  • l’estensione dell’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti alle operazioni effettuate nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria di cui all’articolo 1, commi da 209 a 214 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB (di seguito “PA e Società”);
  • l’applicazione della scissione dei pagamenti ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute ai fini delle imposte sul reddito (i c.d. professionisti);
  • la possibilità per le PA e Società acquirenti di beni e servizi di anticipare l’esigibilità dell’imposta al momento della ricezione ovvero al momento della registrazione della fattura di acquisto;
  • la possibilità per le PA e Società acquirenti di beni e servizi di effettuare il versamento diretto dell’imposta dovuta con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile, senza possibilità di compensazione e utilizzando un codice tributo che sarà appositamente istituito. Ciò, in alternativa, all’annotazione delle fatture di acquisto, oltre che nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del DPR n. 633 del 1972, anche nel registro di cui agli articoli 23 o 24 del predetto DPR, al fine di far confluire l’imposta dovuta nella liquidazione periodica.

Alle novità già elencate ed in vigore, occorre aggiungere quella prevista dal DL 148/2017 in fase di conversione che prevede l’estensione della scissione dei pagamenti a tutte le Società controllate, in misura non inferiore al 70 per cento, dalla PA. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze saranno stabilite le modalità di attuazione della disciplina che, pertanto, dal 1° gennaio 2018 riguarderà, sostanzialmente, anche le società controllate, direttamente o indirettamente, dalle Pubbliche Amministrazioni centrali diverse dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri, dalle Pubbliche Amministrazioni locali diverse da Regioni, Province, Comuni e Unioni di Comuni, nonché gli enti di previdenza, le aziende speciali, gli enti pubblici economici, le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70 per cento e le società, partecipate in misura non inferiore al 70 per cento, dalle Amministrazioni pubbliche, dalle Autorità indipendenti e dalle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché dalle loro controllate.

Per tutti gli approfondimenti di natura operativa in materia di split payment i lettori interessati possono fare riferimento alla nostra guida completa ed aggiornata.