Spesometro 2017: scarto file senza motivo. Novità Agenzia delle Entrate

Anna Maria D’Andrea - Comunicazioni IVA e spesometro

Spesometro 2017: cosa fare in caso di scarto file senza motivo (causale ES03)? Ecco le novità pubblicate con le ultime faq dell'Agenzia delle Entrate.

Spesometro 2017: scarto file senza motivo. Novità Agenzia delle Entrate

Il prossimo 16 ottobre è la scadenza dello spesometro relativo al primo semestre 2017; si tratta, com’è noto, di una scadenza già oggetto di ben cinque proroghe e che ha generato non pochi problemi. Analizziamo oggi la questione dello scarto del file senza motivo, utilizzando come riferimento le ultime faq dell’Agenzia delle Entrate.

Le nuove istruzioni si soffermano ancora una volta sul caso di scarto file spesometro 2017 senza dettagli, una situazione che negli ultimi giorni è capitata a molti intermediari e contribuenti.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che per l’elaborazione dei file sono necessari fino a 3 giorni di lavorazione e pertanto bisognerà attendere per poter visualizzare i file trasmessi nella sezione monitoraggio su Fatture e Corrispettivi.

Non solo: una delle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate l’11 ottobre 2017 riguarda l’invio dello spesometro 2017 tramite soggetti incaricati, riprendendo il problema privacy che negli scorsi giorni ha causato la sospensione del portale Fatture e Corrispettivi e la successiva proroga della scadenza al 16 ottobre 2017.

Una questione ancora aperta che, ogni giorno, si arricchisce di nuovi dettagli, con il rischio non soltanto di violazione della privacy ma anche della possibilità di anomalie o doppi invii di comunicazioni Iva trimestrali o dello spesometro da parte di soggetti diversi.

Ecco di seguito le nuove FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sui casi di scarto file spesometro 2017, cosa fare in caso di assenza di informazioni nella sezione monitoraggio e alcune delle criticità riscontrate negli ultimi giorni.

Spesometro 2017: scarto file senza dettagli e rischio anomalie nell’invio, le nuove FAQ

L’Agenzia delle Entrate, che già negli scorsi giorni ha illustrato cosa fare in caso di scarto file spesometro 2017, ha arricchito le FAQ pubblicate sul portale Fatture e Corrispettivi con ancora nuovi dettagli.

Numerose sono state le segnalazioni di file scartati senza motivo: cosa fare quando non è presente l’icona per vedere i dettagli e come fare a sapere il perché dello scarto dello spesometro?

Se il file, individuato grazie all’identificativo che gli viene assegnato al momento della trasmissione (mostrato nella banda azzurra che appare nella pagina quando si effettua l’invio), risulta scartato, ma non sono visibili né il nome del file, né l’icona per accedere ai dettagli, significa che non è stato possibile riconoscere il firmatario. In questo caso, lo scarto dipende dal fatto che il file non è stato firmato elettronicamente o è stato firmato con una firma non valida (il certificato è scaduto o si sono verificati errori durante l’acquisizione della firma).

In più, come evidenziato nelle nuove FAQ dell’Agenzia delle Entrate, il sigillo dell’Agenzia delle Entrate equivale alla firma digitale sullo spesometro 2017 apposta dall’utente autenticato su Fatture e Corrispettivi. Al file, infatti, viene associato il codice fiscale dell’utente in sessione al momento dell’apposizione del sigillo.

Spesometro 2017: monitoraggio file trasmessi

Nelle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate viene inoltre chiarito che l’elaborazione del file spesometro 2017 richiede fino a tre giorni e che dunque nel caso in cui questo non sia immediatamente visualizzabile con la funzione monitoraggio file trasmessi non sarà necessario procedere con un nuovo invio.

Finché l’elaborazione non è conclusa, lo stato del file è interrogabile con la funzione di Monitoraggio dei file trasmessi digitando, fra i criteri di ricerca, l’identificativo assegnato al file al momento della trasmissione (mostrato nella banda azzurra che appare nella pagina quando si effettua l’invio).

Spesometro 2017: non solo problemi di privacy, possibile secondo invio dati senza delega

La situazione che si è verificata negli scorsi giorni in relazione ai problemi di privacy sul portale Fatture e Corrispettivi si arricchiscono di sempre nuovi e preoccupanti dettagli.

Situazioni di scarto file dello spesometro senza motivazione, problemi tecnici e poche istruzioni operative: non solo.

Le nuove FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e soprattutto quella relativa alla firma da parte di intermediari incaricati si collegano ad una criticità più allarmanti relative non soltanto allo spesometro 2017 ma anche alle Lipe trimestrali.

Andiamo per gradi: il problema che ha causato l’interruzione del servizio per l’invio dello spesometro 2017 e la successiva proroga della scadenza è stato dovuto da una grave omissione della Sogei: l’ipotesi, avallata dai fatti, è che al portale Fatture e Corrispettivi non sia stato inserito un “filtro” in grado di stabilire se la partita Iva inserita fosse o meno di un contribuente dal quale l’intermediario era stato delegato.

In tal modo, qualsiasi contribuente in possesso di credenziali Entratel, inserendo per errore o per volontà, una partita Iva diversa dalla propria o da quella del proprio cliente, avrebbe avuto accesso a tutti i dati delle fatture emesse e ricevute, così come quelli delle Lipe trimestrali.

Spesometro e Lipe trimestrali 2017: segnalati casi di doppio invio da terzo soggetto

Prendiamo l’ipotesi di un intermediario che, del tutto in buona fede, si fosse trovato ad inserire una partita Iva differente da quella del contribuente per conto del quale inviare lo spesometro 2017 o le Lipe.

Quello che alcuni intermediari stanno segnalando in questi giorni è un problema ancor più grave: a causa della falla sul portale Fatture e Corrispettivi, contribuenti o intermediari avrebbero avuto la possibilità (per errore e in buona fede), di modificare o inviare i dati relativi ad un altro contribuente.

Questo perché, come denunciato più volte, su Fatture e Corrispettivi non è inserito un filtro in grado di verificare se un file relativo a spesometro o Lipe trimestrali sia stato trasmesso per conto di un contribuente dal quale si è ricevuta una delega all’invio o no.

Il problema in questione, segnalato da diversi commercialisti come l’ennesima beffa a danno della categoria e dei contribuenti, comporta il rischio di invio per errore e da parte di un terzo soggetto della Lipe o dello spesometro.

Una situazione paradossale, come evidente, che non solleva soltanto il problema di un rischio privacy ma di errori sostanziali nell’eseguire l’adempimento, perché come noto l’invio successivo annulla il precedente.

Cosa accadrà se, a seguito magari dell’invio di un avviso bonario dovuto a dati errati, verranno segnalate anomalie di questo tipo? Non resta che attendere, nella speranza che il caos spesometro non passi in secondo piano e che chi ha sbagliato paghi, come avverrebbe in qualsiasi azienda privata...