Scuole d’infanzia 2017: nuove assunzioni? Ecco le novità per gli insegnanti

Diego Denora - Scuola

Novità per gli insegnanti: nuove assunzioni nella scuola d'infanzia, il 2017 promette nuove possibilità per i docenti. Qui tutte le informazioni.

Scuole d'infanzia 2017: nuove assunzioni? Ecco le novità per gli insegnanti

Scuole d’infanzia: nel 2017 servono nuove assunzioni. Le novità che riguardano gli insegnanti vengono dalla proposta dell’Anief, giudicata ammissibile dal Senato che ha dato il via ai lavori sull’emendamento.

Le nuove assunzioni per la scuola d’infanzia andrebbero a coprire quei circa 20 mila posti vacanti che il precedente concorso non ha considerato, in quanto non specifico per il mondo 0-6 anni.

Le novità per gli insegnanti potrebbero diventare presto opportunità: l’associazione sindacale Anief, nella comunicazione al referente in senato Santini, parla di circa 16 mila posti di potenziamento nell’organico delle scuole. Vediamo di cosa si tratta.

Scuole d’infanzia 2017: servono nuove assunzioni, ecco le novità per gli insegnanti

Gli insegnanti che non hanno usufruito del concorso a ruolo sono solo una parte delle mancanze della Legge 107/2015: malgrado sia stata prevista una forma d’istruzione dalla nascita ai 6 anni, non è stato predisposto un contrappeso di assunzioni.

Le scuole di infanzia necessitano di nuove assunzioni e l’emendamento Santini presentato oggi potrebbe aprire una strada in questo senso. Tuttavia esso non sarebbe l’unica proposta del sindacato della scuola.

Le novità per gli insegnanti, infatti, riguarderebbero anche la validità delle graduatorie di merito: esse sarebbero necessarie, visto il ritardo nell’assunzione dei vincitori di concorso e l’attivazione del nuovo sistema piuttosto lontana.

Servono nuove assunzioni, ecco le novità per gli insegnanti delle scuole d’infanzia 2017

Nuove assunzioni occorrono in fretta proprio per evitare il pericolo della sacca di precariato, nonché di disservizio nel mondo dell’istruzione; pericolo niente affatto scongiurato dalle nuove disposizioni che tardano.

La scuola d’infanzia risulta una privilegiata rispetto alle altre proposte del sindacato: il personale Ata, quindi tutti i lavoratori ausiliari e addetti a tutte le attività degli istituti, non ha ricevuto attenzione e sembra che la situazione di precarietà non sia destinata a finire.

Le novità negative riguardano anche i docenti universitari, in quanto il ruolo di ricercatore non potrà più godere del contratto a tempo indeterminato; cancellando così le speranze di tutti gli assegnisti e docenti a contratto non pienamente inseriti. Anche nel mondo universitario, quindi, la carenza di personale sembra un problema irrisolto.