Pensione anticipata, Rita 2017: come funziona? Requisiti e beneficiari

Pensione anticipata, Rita 2017: come funziona? Requisiti e beneficiari

Diego Denora - Pensioni

Ecco tutti i requisiti per i beneficiari della pensione anticipata: la RITA, come funziona? Cosa c'entra l'Ape? Tutte le informazioni.

La RITA permetterebbe la pensione anticipata ai beneficiari di specifici requisiti: come funziona la suddetta novità del 2017? L’INPS sembra non voler dire addio ai lavoratori con più di 63 anni: l’acronimo sta per rendita integrativa temporanea anticipata e vi si potrà accedere solo rientrando in alcuni parametri.

La pensione anticipata, infatti, sarà a disposizione dei soli lavoratori in possesso dei requisiti di età, contributivi e di maturazione del diritto a pensione di vecchiaia, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro e di prestazioni delle forme pensionistiche complementari.

I requisiti indicati dalla Legge di Bilancio 2017 sono collegati all’Ape: entrambe definiscono con attenzione le novità, in cosa consiste, cosa comporta per il cittadino richiedente, in aggiunta tutti i requisiti per accedervi. Vediamo di cosa si tratta.

Pensione anticipata RITA 2017: requisiti e beneficiari

La RITA, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, consiste in prestazioni delle forme pensionistiche complementari definite nel Decreto Legislativo 252/2005, che possono essere erogate, in tutto o in parte su richiesta dell’aderente in forma di rendita temporanea, denominata appunto «Rendita integrativa temporanea anticipata».

La pensione anticipata potrà essere fruita dal momento dell’accettazione della richiesta, fino al conseguimento dei requisiti di accesso alla pensione di anzianità (si veda un precedente articolo), cioè al regime obbligatorio. La prestazione consisterà nell’erogazione frazionata, per il periodo considerato, del montante accumulato richiesto e sarà cumulabile con l’Ape stessa.

I requisiti sono quelli corrispondenti alla pensione di vecchiaia (comma 167), quindi tra i beneficiari compaiono:

  • soggetti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO);
  • soggetti iscritti alla gestione separata;
  • età anagrafica minima di 63 anni;
  • maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • anzianità contributiva di 20 anni;
  • pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo (al netto della rata di ammortamento dell’APE);
  • non essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto.

Per i beneficiari l’Ape, più precisamente il suo importo e la domanda all’INPS di certificazione del diritto a riceverla, è un secondo requisito (comma 168): l’INPS verificherà il possesso dei requisiti, certificherà il diritto e comunicherà al soggetto richiedente l’importo minimo e massimo ottenibile.

Pensione anticipata RITA: la novità del 2017 per i beneficiari

La RITA, con esattezza l’imponibile della rendita, sarà assoggettato alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15%, ridotta di una quota pari a 0,3% per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione del 6%. È da aggiungere che se l’anno della richiesta è prima del 1° gennaio 2007, saranno valutati un massimo di 15 anni antecedenti.

La pensione anticipata ha delle clausole importanti per i lavoratori dello stato: per i dipendenti pubblici (si veda anche un precedente articolo) che cessano l’attività lavorativa e richiedono la RITA, infatti, si prevede che i termini di pagamento del TFR e di fine servizio inizino a decorrere dal raggiungimento del requisito anagrafico previsto per il pensionamento di vecchiaia.

Per i beneficiari l’INPS, in accordo con il Governo che dovrà preoccuparsi di stilare un rapporto entro il 10 settembre del 2017, si occuperà di studiare la manovra e decretarne la fattibilità e prosecuzione anche per il 2018. Tuttavia, considerando il numero di richiedenti possibili, arriveranno ulteriori notizie in tempi brevi.

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