Rimborso Iva 2017: nuove regole e limiti D.L. 193/2016. Ecco cosa cambia

Rimborso Iva 2017: nuove regole e limiti D.L. 193/2016. Ecco cosa cambia

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione IVA

Rimborso Iva: dal 2017 nuove regole e limiti introdotti sulla base di quanto disposto dal D.L. 193/2016. Ecco cosa cambia.

Rimborso Iva: il D.L. 193/2016 ha introdotto, già dal 2017, nuove regole in merito alle richieste del credito emergente dalla dichiarazione Iva 2017.

Rimborso Iva 2017 più semplice, grazie ai nuovi limiti di importo da chiedere in rimborso senza il bisogno di garanzie patrimoniali. Novità introdotte dal Decreto Legge 193/2016, con il quale è stata notevolmente stravolta la disciplina degli adempimenti Iva, l’introducendo il nuovo spesometro 2017e le liquidazioni Iva trimestrali.

In più ricordiamo che da quest’anno la dichiarazione Iva 2017 dovrà essere presentata in forma autonoma. Solo per il 2017 la scadenza è fissata al 28 febbraio mentre, a partire dal 2018, la dichiarazione Iva dovrà essere presentata entro il 30 aprile.

Le novità in merito al rimborso Iva 2017 consentiranno di richiedere l’importo in eccedenza a rimborso senza garanzie fino al limite massimo di 30.000 euro. Non sarà più necessario per i contribuenti che richiederanno l’Iva a rimborso presentare Durc, visti di conformità, attestati di solidità patrimoniale e garanzie.

Analizziamo tutte le novità e i nuovi limiti introdotti con il D.L. 193/2016 in merito al rimborso Iva 2017.

Rimborso Iva 2017: nuove regole e limiti D.L. 193/2016. Ecco cosa cambia

A partire dal 1 gennaio 2017, con l’entrata in vigore del D.L. 193/2016, convertito con modificazioni nella legge 225/2016, sarà più semplice richiedere il rimborso Iva 2017.

Si innalza da 15.000 euro a 30.000 euro l’importo dell’imposta chiesta a rimborso per il quale non è necessario presentare garanzie e visti di conformità. Il recupero del credito Iva, così come disposto dall’art. 30 del D.P.R. 633/1972, può essere anche utilizzato anche in compensazione per il pagamento di debiti e imposte.

Le nuove regole, relative esclusivamente al rimborso Iva, introdotte dall’art. 7-quater comma 32 del Decreto Fiscale 193/2016, modificano e integrano quando disposto dall’art. 38-bis del D.P.R. 633/1972; il rimborso Iva annuale, effettuato entro tre mesi dalla data di presentazione della dichiarazione Iva 2017 non necessita di garanzie fino al nuovo limite di 30.000 euro. Stessi limiti anche per il rimborso del credito Iva infrannuale.

Per i contribuenti si tratta di un’importante semplificazione fiscale - forse una delle poche introdotte con il recente e discusso Decreto Legge 193/2016. La novità prevede infatti che per ottenere il rimborso di crediti di ammontare pari o inferiore a 30.000 euro, non sarà più necessaria né l’apposizione del visto di conformità, né la garanzia fideiussoria. Basterà presentare la dichiarazione Iva per i rimborsi annuali o l’istanza di rimborso per quelli infrannuali, senza necessità di corredarle di visto di conformità.

Rimborso Iva 2017 superiore a 30.000 euro, soggetti virtuosi

Le nuove regole prevedono che, per richieste di rimborso Iva presentate da contribuenti virtuosi non sarà obbligatoria la presentazione della garanzia fideiussoria.

La procedura semplificata per rimborso Iva 2017 sopra i 30.000 euro si applica in favore dei soggetti virtuosi individuati dal D.P.R. 633/1972, ovvero:

  • soggetti che esercitano l’attività d’impresa da almeno 2 anni;
  • soggetti che non hanno ricevuto avvisi di accertamento o rettifica per determinati importi;
  • soggetti che non richiedono il rimborso del credito IVA per cessazione dell’attività.

In favore dei soggetti sopra elencati è prevista la possibilità di richiedere il rimborso Iva oltre 30.000 presentando, in sostituzione della garanzia, dichiarazione Iva annuale o domanda di rimborso Iva da cui emerge il credito Iva, corredata da visto di conformità.

Rimborso Iva 2017 superiore a 30.000 euro, documenti necessari

Per richieste di rimborso Iva 2017 superiore a 30.000 euro sono obbligati a presentare garanzia partrimoniale i cosiddetti contribuenti non virtuosi, ovvero (art. 38-bis comma 4 D.P.R. 633/1972):

  • soggetti che esercitano un’attività d’impresa da meno di 2 anni, diversi dalle imprese cd. “start-up innovative”;
  • soggetti che hanno ricevuto, nei 2 anni precedenti la richiesta di rimborso, avvisi di accertamento o rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato in misura superiore:
    • al 10% degli importi dichiarati, se questi non superano 150.000 euro,
    • al 5% degli importi dichiarati, se questi superano 150.000 euro ma non
      superano 1.500.000 euro,
    • all’1% degli importi dichiarati, o comunque a 150.000 euro, se gli importi dichiarati superano 1.500.000 euro.
  • soggetti che hanno presentato la dichiarazione, o l’istanza da cui emerge il credito IVA, senza il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa, ovvero non abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
  • soggetti che richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività.

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