Riforma pensioni, età pensionabile salirà: nessuna novità nella Legge di Bilancio 2018

Alessio Mauro - Pensioni

Riforma pensioni: nessuna novità nella Legge di Bilancio 2018. L'età pensionabile è destinata a salire a partire dal 2019 per effetto dell'adeguamento della speranza di vita.

Riforma pensioni, età pensionabile salirà: nessuna novità nella Legge di Bilancio 2018

Riforma pensioni, nonostante le richieste dei sindacati ad oggi pare pressoché impossibile bloccare l’aumento dell’età pensionabile, che a scanso di novità nella Legge di Bilancio 2018 è destinata a salire i 5 mesi per tutti a partire dal 2019.

Ad affermare l’impossibilità di bloccare l’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita non soltanto l’Inps, per bocca del Presidente Boeri, ma anche nelle ultime ore il Ministro Padoan che ha chiaramente affermato che per le pensioni sarà difficile inserire le novità richieste dai sindacati nella Legge di Bilancio 2018.

Sembra quindi ormai certo che la riforma pensioni della Legge di Bilancio 2018 sarà ristretta e soprattutto limitata a pochi interventi, e l’unica novità potrebbe riguardare l’assegno di garanzia per i giovani. Niente Ape social donne e niente sospensione temporanea dell’adeguamento dell’età pensionabile.

I costi necessari a finanziare le novità della riforma pensioni richieste dai sindacati sono troppo alti per un Governo alle prese con una Legge di Bilancio già in parte ipotecata dalla necessità di azzerare le clausole di salvaguardia ed evitare l’aumento dell’Iva.

Questo è il motivo principale per il quale Padoan, al contrario delle affermazioni ambigue di Poletti, è fermo nel dichiarare apertamente i pochi margini di manovra nella Legge di Bilancio 2018 per quanto riguarda la riforma pensioni.

Riforma pensioni, età pensionabile salirà: nessuna novità nella Legge di Bilancio 2018

Bloccare l’aumento dell’età pensionabile costerebbe fino a 5 miliardi di euro e introdurre l’Ape social donne e lo sconto sui contributi avrebbe un costo pari a circa 1,2 miliardi di euro all’anno. Cifre che si discostano di molto dalle possibilità della Legge di Bilancio 2018 e soprattutto dai fondi che effettivamente il Governo potrà destinare alla riforma pensioni.

A partire dal 2019, quindi, l’età pensionabile si adeguerà alla speranza di vita Istat, arrivando a 67 anni sia per uomini che per donne: una novità che non piace a lavoratori e sindacati. Proprio negli scorsi giorni, per rispondere alle notizie di una riforma pensioni in secondo piano, i sindacati hanno inviato al Ministro Poletti un documento con le misure inderogabili da inserire nella Legge di Bilancio 2018.

La risposta di Poletti, a fronte di novità che comporterebbero un peso non indifferente per lo Stato, è che sarà necessario attendere il varo della Nota di Aggiornamento del DEF, prima fissata al 21 settembre 2017 e poi rinviata a domani.

La copertura economica necessaria per accontentare le richieste dei sindacati e per introdurre le novità alla riforma pensioni sarebbe pari ad una spesa di circa 4 miliardi per il 2019 e il 2020, fondi che dovranno esser messi a disposizione con la Legge di Bilancio 2018.

Riforma pensioni, età pensionabile salirà a 67 anni a partire dal 2019. Attesa per la NaDef

Ad affermare in maniera ferma e decisa l’impossibilità di bloccare l’aumento dell’età pensionabile era stata prima la Ragioneria di Stato e di seguito il Presidente Inps Boeri. Stando alle ultime notizie, una misura del genere nella riforma pensioni avrebbe ripercussioni sulla spesa pensionistica notevoli.

Circa 140 milioni di euro di maggior spesa pensionistica dal 2019 al 2035, con un aumento esponenziale del debito pensionistico, già provato dalle misure di anticipo introdotte dalla scorsa riforma pensioni.

Il confronto tra Governo e sindacati, fermi nella richiesta di introdurre nella Legge di Bilancio 2018 le novità ormai da tempo sul tavolo della riforma pensione - Ape social donne, blocco aumento età pensionabile, sconto contributi donne - riprenderà dopo il varo del DEF, che conterrà anche il dettaglio della spesa previdenziale sostenuta dallo Stato nel 2017.

Sindacati, UIL: per la riforma pensione fondi da lotta all’evasione fiscale

Ed è delle ultime ore la notizia che, secondo Barbagallo, Segretario generale della UIL, i fondi necessari per la riforma pensioni della Legge di Bilancio 2018 dovranno essere reperiti con una maggiore e più intensa lotta all’evasione fiscale:

Ci sono 110 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione e 27 miliardi di pizzo e usura: è da qui che si può e si deve attingere.”

Intanto sembra profilarsi sempre più con vigore l’ipotesi che la Legge di Bilancio 2018 non sarà in grado di intervenire per bloccare l’aumento dell’età pensionabile. Novità che non piaceranno ai lavoratori, ma che si scontrano con l’amara realtà di un Paese con pochi fondi a disposizione e troppe misure urgenti da attuare.