Riforma pensioni: novità calcolo età pensionabile. La proposta del Governo

Alessio Mauro - Pensioni

Riforma pensioni, novità sul meccanismo di calcolo dell'età pensionabile in base alla speranza di vita Istat: dal 2021 sarà effettuato su base biennale e terrà conto anche di eventuali cali. Ecco la nuova proposta del Governo ai sindacati.

Riforma pensioni: novità calcolo età pensionabile. La proposta del Governo

Riforma pensioni, novità sul calcolo dell’età pensionabile a partire dal 2021.

Se attualmente il calcolo dell’adeguamento dell’età per la pensione all’aspettativa di vita Istat è effettuato su base triennale, la proposta del Governo ai sindacati è di considerare la media biennale ed, inoltre, valutare anche eventuali cali della speranza di vita.

Si tratta dell’ultima novità in merito alla riforma pensioni che il Governo ha proposto ai sindacati in vista della prossima riunione in programma lunedì 13 novembre 2017.

È questa infatti la data decisiva nella quale parti sociali e istituzioni valuteranno le effettive possibilità di inserire novità sulle pensioni nella Legge di Bilancio 2018: tra i punti caldi vi è l’aumento dell’età pensionabile, che a partire dal 2019 salirà a 67 anni per tutti.

Il Governo, per rispondere alle richieste dei sindacati, ha stilato la lista dei 15 lavori gravosi esclusi dall’adeguamento dell’età per la pensione all’aspettativa di vita Istat. Una platea corposa che, tuttavia, non soddisfa lavoratori e pensionati e, d’altro canto, sembra essere l’unica apertura che il Governo intende concedere.

Ecco le ultime novità sulla riforma pensioni e la proposta del Governo sul calcolo dell’età pensionabile sulla base dell’aspettativa di vita Istat.

Riforma pensioni: novità calcolo età pensionabile. Ecco la proposta del Governo

A partire dal prossimo adeguamento, l’aumento dell’età pensionabile alle aspettative di vita Istat potrebbe esser calcolato su base biennale, confrontando i dati del 2018-2019 con quelli del biennio precedente.

Si tratta della novità di riforma delle pensioni che il Governo intende introdurre nella Legge di Bilancio 2018 ma che, secondo quanto previsto dalla bozza proposta ai sindacati, lascerebbe invariato l’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2019.

La proposta del Governo è che, nel caso di un calo dell’aspettativa di vita considerando la media del’ultimo biennio con quella del biennio precedente, l’età pensionabile resti invariata.

Una novità che soddisfa solo in parte i sindacati: attualmente la norma prevista dalla riforma delle pensioni Fornero del 2012 non considera eventuali cali, cosa che invece il Governo intende introdurre, ma con specifici vincoli.

Secondo la misura proposta, infatti, non verrebbe diminuita l’età pensionabile, ma nel caso di un calo della speranza di vita resterebbe invariata anche per il biennio successivo. Soluzione insoddisfacente per lavoratori e sindacati.

Questo perché, come sottolineato dai sindacati, è impensabile che qualora cali la speranza di vita non diminuisca, parallelamente, anche l’età della pensione, per via dello stesso meccanismo che ne impone l’aumento.

Un’apertura lieve, quella del Governo, che in ogni caso non soddisfa chi chiede, invece, di inserire nella Legge di Bilancio 2018 una norma che preveda la diminuzione dell’età pensionabile nel caso di calo della speranza di vita.

Riforma pensioni, novità per giovani e donne. Le richieste dei sindacati

Tra le richieste dei sindacati non vi è solo la revisione del meccanismo dell’aumento dell’età pensionabile.

Nella riforma pensioni della Legge di Bilancio 2018 è fondamentale inserire misure a tutela dei giovani e delle donne, oltre a prorogare l’Ape social fino al 2019, così come previsto per l’Ape volontaria.

Negli scorsi mesi si era iniziato a parlare di pensione minima di garanzia, così come dalle novità degli ultimi giorni era stata inserita la possibilità di esonerare le donne dall’aumento dell’età pensionabile.

Entro lunedì si attendono ancora novità e l’attenzione dei sindacati sarà volta molto probabilmente ad estendere la platea di lavoratori esentati dall’aumento dell’età pensionabile.

Ad oggi, per le 15 categorie di lavoratori che continueranno ad andare in pensione con i requisiti attualmente in vigore, è richiesto di aver versato almeno 36 anni di contributi e di aver svolto almeno 6 anni di lavoro gravoso negli ultimi 7 anni di attività lavorativa.

Modificare le regole attualmente previste, limando anche le novità proposte dal Governo sul calcolo dell’aumento dell’età pensionabile nel 2021. Sono questi i due punti al centro del prossimo incontro con i sindacati, che sarà decisivo per capire quali misure resteranno dentro e quali fuori dalla riforma pensioni 2018.