Riforma pensioni, ecco i temi dell’incontro tra Governo e sindacati

Alessio Mauro - Pensioni

Riforma pensioni: oggi 7 settembre 2017 è in programma l'incontro tra Governo e sindacati sulle misure da inserire nella Legge di Bilancio 2018. Al centro l'Ape sociale per le donne e lo stop all'adeguamento della speranza di vita. Ecco le novità.

Riforma pensioni, ecco i temi dell'incontro tra Governo e sindacati

Riforma pensioni, in programma per oggi 7 settembre 2017 l’incontro tra Governo e sindacati in vista delle novità da inserire nella Legge di Bilancio 2018.

Dopo la notizia delle ultime ore sull’età pensionabile delle donne, equiparata a quella degli uomini a partire dal 2018, uno dei temi al centro dell’incontro sulla fase 2 della riforma pensioni sarà sicuramente l’Ape social per le donne.

Non solo: uno dei nodi della prossima riforma delle pensioni 2018 sarà fermare l’adeguamento alla speranza di vita, che porterebbe all’aumento di 5 mesi dei requisiti anagrafici per andare in pensione a partire dal 2019.

Le novità di cui discuteranno Governo e sindacati all’incontro sulla riforma pensioni non si fermano qui: nella Legge di Bilancio 2018 si attendono fondi per la rivalutazione delle pensioni, ulteriore risorse per finanziare Ape sociale e Quota 41 per i lavoratori precoci e misure per i giovani, per i quali ormai da tempo si parla dell’assegno minimo garantito.

Vediamo i temi dell’incontro tra Governo e sindacati sulla fase 2 della riforma pensioni inserita nella Legge di Bilancio 2018.

Riforma pensioni, ecco i temi dell’incontro tra Governo e sindacati

Ecco di seguito quali saranno i temi dell’incontro tra Governo e sindacati in programma per oggi 7 settembre 2017 e per il quale si attendono grandi novità:

1. Blocco aumento età pensionabile
Una delle misure per la quale maggiormente si attendono novità nella Legge di Bilancio 2018 riguarda lo stop all’aumento dell’età pensionabile.

Secondo i sindacati è necessario congelare l’aumento di 5 mesi a partire dal 2019 previsto dalla riforma Fornero e in un’intervista rilasciata alla Stampa dalla Camusso, segretario nazionale Cgil, si ribadisce che uno dei punti centrali della riforma pensioni dovrà essere proprio il blocco dell’innalzamento dei requisiti per andare in pensione.

Il Governo, dal canto suo, starebbe valutando diverse ipotesi. Da una parte, più volte nelle scorse settimane era stata ribadita l’impossibilità di bloccare l’aumento dell’età pensionabile con la Legge di Bilancio 2018 ma ora sembra che anche nelle sedi del Ministero del Lavoro si stia iniziando a valutare l’opzione.

Attualmente sono ancora diverse le opzioni al vaglio che potrebbero prender corpo nella riforma pensioni della Legge di Bilancio 2018; quella più plausibile, al vaglio dei tecnici del Ministero, prevede un congelamento dell’innalzamento anche per il 2018 e un incremento che a regime sarebbe ogni 5 anni invece che due, tenuto conto dei dati Istat altalenanti proprio sulla speranza di vita degli italiani.

2. Ape social Donne e assegno minimo ai giovani
Proprio alla vigilia dell’incontro tra Governo e sindacati, più voci hanno ieri ricordato che le donne a partire dal 2018 andranno in pensione con gli stessi requisiti previsti per i lavoratori del sesso opposto, portando l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia ai massimi rispetto agli altri paesi d’Europa.

Ed è proprio per questo che una delle misure della riforma pensioni sarà proprio l’Ape Social donne, una forma di pensione anticipata con requisiti inferiori rispetto a quanto attualmente previsto.

Attualmente, si parla di due o tre anni in meno per le donne, in relazione ai contributi necessari per l’accesso all’Ape Social. La richiesta dei sindacati è di riconoscere a ciascuna donna e per ciascun figlio nato uno sconto di un anno sui contributi necessari per l’accesso alla pensione.

Accanto alla pensione per le donne, l’assegno minimo per i giovani: la riforma pensioni inserita nella Legge di Bilancio 2018 conterrà misura n grado di garantire una pensione dignitosa anche a chi, alla luce della disastrata situazione politica ed economica di oggi, vanta carriere lavorative precarie e discontinue. L’importo dell’assegno minimo potrebbe essere di circa 600 euro al mese, ma è chiaro che ulteriori dettagli saranno resi noti soltanto in fase di trattativa.

3. Ape Social e Precoci, nuove risorse necessarie
Attese anche novità su Ape Sociale e pensione per i precoci: ad ottobre prossimo è atteso il monitoraggio Inps sulle domande presentate, che stabilirà se le richieste di pensione anticipata agevolata pervenute siano o meno capienti nel fondo messo a disposizione dalla Legge di Bilancio 2017.

Nell’ipotesi peggiore, i sindacati hanno richiesto al Governo lo stanziamento di nuove misure: la riforma pensioni 2018 potrebbe aumentare il fondo, di modo da evitare il rischio che la graduatoria stilata dall’Inps per l’accesso ad Ape social e pensione per i precoci finisca col rendere la misura uno strazio e un fallimento.

4. Rivalutazione assegni previdenziali
Al centro del dibattito sulla riforma pensioni anche la rivalutazione degli assegni. Come riporta PensioniOggi, a partire dal 1° gennaio 2019 si tornerà al sistema di rivalutazione della legge 388/2000, con un calcolo più conveniente per i pensionati con assegni medio-alti.

Per i sindacati la rivalutazione dovrebbe invece essere legata all’effettivo potere d’acquisto dei pensionati, e come scritto dal segretario Spi Cgil Pedretto alla vigilia dell’incontro Governo-Sindacati:

“È una questione molto rilevante che riguarda la vita di milioni di persone che da tempo attendono delle risposte”.

Riforma pensioni, ore d’attesa per il decreto attuativo Ape volontaria

Non soltanto la nuova riforma ma anche quella precedente sono oggi al centro dell’attenzione: sono attese novità a breve sull’Ape volontaria. Dopo la firma del decreto attuativo da parte di Gentiloni da più parti se ne è ipotizzata la pubblicazione durante la settimana.

Nel decreto attuativo verranno chiariti costi e regole per l’accesso all’Ape volontaria, che per il momento è vista dai più come una misura poco conveniente, visto l’ingente costo da sostenere per pagare il prestito alle banche.

Per ulteriori dettagli e novità consigliamo la lettura dell’approfondimento dedicato.