Riforma pensioni 2017, Ape Social: fondi non sufficienti? Ecco il “piano B” del Governo

Daniele Di Giovenale - Pensioni

Riforma pensioni 2017, Ape Social: cosa succederà se i fondi stanziati non saranno sufficienti? Ecco cosa prevede ad oggi il “piano B” del Governo in attesa dei decreti attuativi.

Riforma pensioni 2017, Ape Social: fondi non sufficienti? Ecco il “piano B” del Governo

Riforma pensioni 2017, sono 300 i milioni messi in campo quest’anno per l’Ape social. Cosa succede se le domande dovessero superare gli stanziamenti previsti? Nella Legge di Bilancio al capitolo riforma pensioni è già descritto il procedimento che dovrà essere messo in campo in situazioni simili e il Governo ha già in tasca un “piano B”.

Tra le varie tipologie di anticipo dell’ultima riforma pensioni l’Ape social è quella che più di tutte dipende dai finanziamenti pubblici. Il motivo risiede nel fatto che la misura sarà gratuita per chi ne farà domanda e perciò graverà in larga parte sulla spalle delle finanze pubbliche. Dal momento che la riforma pensioni prevede che la misura sia a carico dello Stato, cosa succede nel caso in cui i fondi stanziati non dovessero bastare?

Cerchiamo di chiarire quale sono le informazioni note ad oggi relativamente al caso in cui le domande presentate per Ape sociale dovessero superare i fondi messi in campo dalla riforma pensioni.

In attesa dei decreti attuativi la procedura indicata può però servire a chiarire cosa farà il Governo e perché negli scorsi giorni si è parlato di una graduatoria per l’accesso all’Ape sociale.

Riforma pensioni 2017, i fondi messi in campo per l’Ape social per i prossimi anni

L’Ape social è una delle misure di anticipo pensionistico introdotta con la riforma pensioni che dovrà entrare in vigore a partire dal 1° maggio di questo anno, termine entro cui saranno emanati i decreti attuativi.

Lo strumento permette di poter accedere all’assegno pensionistico anticipato in maniera totalmente gratuita da parte del richiedete entro un limite massimo di 1.500€ mensili. Per vedersi riconosciuta la pensione anticipata con l’Ape social sarà indispensabile appartenere ad una serie di categorie lavorative tutelate.

L’ammontare dei finanziamenti totali per l’Ape social sono infatti calcolati per un totale di 300 milioni per il 2017, somma che verrà aumentata a 609 milioni per il prossimo anno e che prevede stanziamenti variabili per ciascuna annualità fino ad arrivare agli 8 milioni per il 2023. Questo è quanto stanziato attualmente per l’Ape social, lo strumento previsto dall’ultima riforma pensioni che sarà attivo in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.

Cosa succede però nel caso in cui i soldi non dovrebbero bastare? In concreto la procedura dovrà essere chiarita dai decreti attuativi della riforma pensioni che avranno anche l’importante compito di determinare ‘criteri di priorità’ che dovranno essere valutati in situazioni simili.

Nondimeno la Legge di Bilancio 2017 ha previsto una serie di procedimenti che dovranno essere messi in campo per fare in modo che l’Ape social rientri all’interno dei limiti finanziari concessi. Cerchiamo di vedere quali sono le previsioni allo stato attuale e cosa potrebbe decider il Governo con l’emanazione dei decreti attuativi.

Riforma pensioni 2017, Ape Social: ecco il “piano B” del Governo

Ne caso in cui i fondi stanziati non dovessero riuscire a finanziare tutte le domanda di Ape social sarà necessario correre ai ripari per evitare che si superi il tetto di fondi messi in campo dalla riforma pensioni. A tal fine sarà importante il monitoraggio delle richieste inviate che può prevedere strumenti di intervento anche nel caso in cui il deficit si lasci presagire nel futuro prossimo ‘in via prospettica’.

Lo strumento principe che verrà messo in campo nel caso di sforamento è il differimento della decorrenza dell’indennità. La logica che soggiace a questa scelta è quindi quella del rinvio della data di inizio per l’erogazione del contributo relativo all’Ape social.

È però la stessa Legge di Bilancio che esprime a chiare lettere come saranno proprio i decreti attuativi quelli che dovranno stabilire i criteri di priorità sulla base dei quali verrà attuato il differimento. Solo una volta che saranno resi noti i Decreti del Presidente del Consiglio si sarà in grado di comprendere più da vicino cosa accadrà in caso di sforamento del tetto previsto.

I decreti attuativi dovranno essere elaborati su proposta del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e avranno il compito di determinare tutte le questioni di carattere operativo della riforma pensioni, inclusa la procedura da mettere in campo nel caso di sforamento.

Allo stato attuale però sembra che se si dovesse verificare uno stato di parità anche in relazione ai criteri di priorità determinati dall’esecutivo per l’Ape social dovrà essere presa in considerazione la data di presentazione della domanda per l’anticipo pensionistico.

Graduatoria per età, per situazione lavorativa o sulla base della data di presentazione della domanda? I decreti attuativi, tra le varie cose, dovranno chiarire proprio questo e i tempi stringono: il 1° maggio è, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017, la data di avvio della riforma pensioni e delle domande di Ape.