Riforma catasto 2017: nuovo calcolo della rendita catastale. Chi pagherà di più?

Anna Maria D’Andrea - Imposte ipotecarie e catastali

La riforma del catasto sarà inserita nel Def di aprile 2017; in arrivo il nuovo calcolo della rendita catastale e un nuovo aumento delle imposte sulla casa per i cittadini proprietari di immobili. Ecco le novità.

Riforma catasto 2017: nuovo calcolo della rendita catastale. Chi pagherà di più?

La riforma del catasto nel 2017 sarà uno dei punti centrali del Def, il Documento di Economia e Finanza, che il Governo Gentiloni invierà a Bruxelles nelle prossime settimane. Al centro delle novità per i proprietari di case sarà il nuovo calcolo della rendita catastale degli immobili sulla base dei metri quadri e dell’effettivo valore commerciale.

Nel 2015 la riforma catasto era stata accantonata da Renzi, perché il nuovo calcolo basato su un algoritmo impostato sui calcoli effettuati dall’Agenzia delle Entrate avrebbe finito col far lievitare le tasse e le imposte sugli immobili nei confronti dei proprietari di case; a pagarne le conseguenze soprattutto i cittadini proprietari di case al centro delle grandi città e nei centri storici.

Con la riforma del catasto che il Governo Gentiloni è pronto ad inserire nel Def di aprile 2017 il calcolo della rendita catastale e del valore dell’immobile dovrà in ogni caso prevedere l’invarianza del gettito fiscale, ovvero non aumenteranno le entrate che lo Stato ricava dalle imposte sulla casa.

Questo non significa che il nuovo calcolo della rendita catastale non comporterà aumenti: a scontare la pena della riforma del catasto nel 2017 saranno i proprietari di immobili al centro mentre al contrario pagheranno meno i proprietari di case nelle periferie, spesso di piccola metratura e suddivisi in molti vani. Non si tratterà, in sostanza, di aumenti indifferenziati per le tasse sulla casa ma il prelievo fiscale sarà riequilibrato sulla base dell’effettivo valore commerciale della propria abitazione.

La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei prezzi e sul valore di mercato e questo comporterà non soltanto l’aumento delle imposte, in determinati casi, ma anche al ricalcolo delle prestazioni sociali di diritto calcolate sulla base del reddito Isee. Chi pagherà di più e quali le novità che saranno introdotte con la riforma del catasto 2017?

Riforma catasto 2017: nuovo calcolo della rendita catastale. Ecco chi pagherà di più

Nella riforma del catasto che il Governo Gentiloni promette di portare a compimento nel 2017 ed entro la fine della legislatura, il calcolo della rendita catastale finirà col far aumentare le imposte a carico di proprietari di case situate in centri storici e nel centro delle città.

Infatti, mentre attualmente il calcolo della rendita catastale è effettuato tenendo conto dei vani dell’immobile, la riforma catasto 2017 prevede che a determinare l’ammontare delle imposte da pagare siano i metri quadri della casa e tutte le caratteristiche che determinano il valore commerciale dell’immobile, tra cui appunto l’ubicazione al centro o alla periferia della città, i servizi disponibili e le caratteristiche della casa.

Le novità che saranno introdotte, inoltre, elimineranno l’attuale categorizzazione per categorie catastali A1, A2 o A3 e tutte le abitazioni saranno classificate come ordinarie, O. La prima conseguenza sarà che i proprietari di immobili ordinari ubicati al centro della città e fino ad oggi rientranti nelle categorie di alloggi civili o economici subiranno un sensibili aumento della rendita catastale; il contrario, invece, per chi è proprietario di immobili in periferia di piccola metratura.

Riforma catasto 2017: prestazioni sociali a rischio con il nuovo calcolo della rendita catastale

Con la riforma del catasto tra le immediate conseguenze non ci sarà soltanto e in determinati casi l’aumento delle imposte come Imu e Tasi. I cittadini che attualmente usufruiscono di prestazioni sociali a sostegno del reddito, con il nuovo calcolo della rendita catastale potrebbero veder venir meno il diritto ad accedervi.

Il nuovo calcolo aumenterà il valore non soltanto dell’immobile, adattato ai prezzi di mercato e all’effettivo valore commerciale, ma anche il reddito Isee, utilizzato per l’accesso a prestazioni sociali come il bonus bebè, le agevolazioni universitarie e scolastiche e le prestazioni agevolate di servizi pubblici.

Famiglie e pensionati in primis dovranno fare i conti con il conseguente aumento del reddito fondiario che, sulla base di quanto previsto dalla riforma del catasto, prenderebbe come primo riferimento la posizione dell’immobile e il valore commerciale calcolato sui metri quadri della propria casa.

La riforma del catasto e delle rendite catastali, ferme al 1939, erano state più volte richieste all’Italia dalla stessa Europa che, con il Def di Aprile 2017, potrebbe finalmente trovarsi accontentata. Intanto, tra i cittadini che temono l’aumento delle imposte sulla casa, l’unica e momentanea consolazione è il fatto che la delega legislativa necessaria per dare il via alla riforma dovrà essere discussa e approvata e che per l’entrata in vigore della nuova riforma bisognerà in ogni caso attendere la conclusione dell’iter legislativo.