Psicologo infantile: quando serve?

Redazione - Psicologi

Richiedere la consulenza di uno psicologo infantile è molto importante quando un bambino presenta atteggiamenti anomali. Ecco quando serve e quali sono le situazioni più frequenti.

Psicologo infantile: quando serve?

Un comportamento strano in un bambino fa sorgere nei genitori e familiari il dubbio che sia necessaria la consulenza di uno psicologo infantile. Quando serve l’intervento di un esperto esterno è innanzitutto importante non preoccuparsi e affidarsi alle competenze di chi si occupa di psicologia infantile per risolvere atteggiamenti che nascondono un disagio nel bambino.

Quando serve andare da uno psicologo infantile e quali sono i comportamenti che mostrano un disagio di natura psicologica per il quale è necessario l’intervento di un esperto?

Per prima cosa è bene sottolineare che richiedere l’aiuto di uno psicologo infantile non deve spaventare e che quando si percepisce un problema in un bambino è bene intervenire subito e non lasciare che la situazione si aggravi.

Ci sono alcuni comportamenti o ritardi nello sviluppo che mostrano chiaramente un disagio psicologico nel bambino: ecco quali sono e quando è consigliabile affidarsi ad uno psicologo infantile e richiedere consulenza ad un esperto.

Psicologo infantile: quando serve?

Molto spesso non è facile riconoscere che un bambino, tanto più quando si tratta del proprio figlio, ha bisogno della consulenza di uno psicologo infantile. Quando serve affidarsi alla consulenza di un esperto?

Ci sono alcuni atteggiamenti e problemi per i quali la consulenza di uno psicologo dell’infanzia serve a trovare la giusta soluzione. Per capire quando serve portare un bambino dallo psicologo infantile è bene ricordare che è soltanto il proprio pediatra a poter aiutare a capire se si tratta di un disagio fisico e temporaneo o di un problema di natura psicologica.

Le situazioni più comuni per le quali è richiesto l’intervento di uno psicologo dell’infanzia sono di natura comportamentale o riguardano problemi dello sviluppo.

Serve andare dallo psicologo infantile quando un bambino cambia improvvisamente atteggiamento, passa da stati di buon umore a momenti di rabbia ingiustificata. Anche casi di inappetenza, stanchezza o problemi nel sonno possono essere il sintomo di un disagio più profondo.

Alcuni sintomi da non trascurare per capire quando serve uno psicologo infantile

Prima di vedere quali sono alcuni sintomi che mostrano il bisogno per il bambino di un esperto di psicologia infantile ribadiamo ancora una volta che è soltanto consultandosi con il proprio pediatra che è possibile stabilire se si tratta di problemi per i quali serve la consulenza di uno psicologo infantile o di altri medici specializzati.

I bambini fino ai 10 anni sono sottoposti a continui cambiamenti, sia fisici che sociali. Questo può portare a scontri, malessere e problemi non sempre risolvibili autonomamente.

Anche i bambini più piccoli possono manifestare disagi per i quali serve l’aiuto di uno psicologo infantile: difficoltà a dormire, stanchezza, frequenti incubi notturni e inappetenza sono soltanto alcuni degli atteggiamenti tipici che manifestano un problema di natura profonda.

Per capire quando ad un bambino serve l’aiuto di uno psicologo infantile è bene anche fare una prima “autodiagnosi”: ci sono stati stress familiari che possono aver coinvolto il bambino? In casi di separazioni, divorzi o lutti i bambini non sempre mostrano apparentemente il proprio disagio e malessere ma lo fanno con atteggiamenti e comportamenti all’apparenza innocui.

Rabbia improvvisa o disturbi di attenzione, eccessiva iperattività: si tratta di alcuni dei casi in cui si consiglia di rivolgersi ad uno psicologo infantile. Da non sottovalutare anche i disturbi alimentari, il rifiuto del cibo o sintomi di bulimia.

Cosa fa uno psicologo infantile

Portare un bambino dallo psicologo è per molti, ancora oggi, visto come una vergogna e quasi come una violenza. Soprattutto se si tratta del proprio figlio, non riuscire a risolvere da soli un problema e un disagio è visto quasi come una “sconfitta”.

Ovviamente così non è, e far parlare un bambino con una persona esterna che si occupa di psicologia infantile può essere a volte più utile dei mille sforzi e tentativi di un genitore.

Cosa fa uno psicologo infantile e quali sono le terapie adottate con i pazienti più piccoli? La psicologia dell’infanzia è una disciplina medica che richiede particolari attenzioni, oltre che preparazione accademica.

Uno psicologo infantile per prima cosa incontrerà e parlerà con i genitori del bambino o con chi si occupa di lui, per cercare di ricostruire la storia familiare. Le terapie possono svolgersi alla presenza di uno dei genitori o meno, questo ovviamente in base alla tipologia di problema e all’età del bambino.

Durante le terapie cercherà per prima cosa di mettere a proprio agio il bambino; verrà proposto di disegnare, fare giochi di ruolo o modellare oggetti. Ugualmente, uno psicologo infantile potrebbe richiedere di incontrare i genitori singolarmente o la famiglia per un confronto e per analizzare i progressi del bambino.

Scegliere di far aiutare un bambino da uno psicologo infantile è tutto fuorché traumatico e, in caso di dubbi, il consiglio è di consultarsi per prima cosa con il pediatra o medico di famiglia per capire la natura del disagio fisico o comportamentale e le possibili soluzioni.