Prova Invalsi, cosa cambia e i motivi dello sciopero Cobas contro la Buona Scuola

Daniele Di Giovenale - Scuola

Quiz Invalsi 2017, i Cobas indicono due date di sciopero contro le novità della Buona Scuola. Ecco cosa cambia e quali sono le critiche al test nazionale.

Prova Invalsi, cosa cambia e i motivi dello sciopero Cobas contro la Buona Scuola

Prova Invalsi nella bufera dopo l’approvazione della Buona Scuola bis. I Cobas infatti hanno già annunciato due date di sciopero il 3 e il 9 maggio 2017 contro le novità introdotte dagli 8 decreti legislativi frutto della riforma avviata dall’allora Premier Matteo Renzi.

Nell’occhio del ciclone sono finiti proprio i quiz Invalsi. La Buona Scuola infatti ha introdotto novità in materia, ripensandone il ruolo soprattutto in relazione agli esami delle medie e per la maturità. In particolare le critiche dei Cobas si rivolgono ad una concezione di scuola, quella che emergerebbe dalla riforma, improntata al concetto di azienda.

Ecco quindi cosa cambia con la Buona Scuola per quanto riguarda la prova Invalsi e quali sono i motivi dello sciopero indetto dai Cobas.

Prova Invalsi, cosa cambia e i motivi dello sciopero Cobas contro la Buona Scuola

Lo sciopero è stato indetto per le giornate del 3 (per le medie) e 9 maggio (per le superiori) dai Cobas e al centro della bufera sono finite proprio le prove Invalsi, i test nazionali pensati per valutare la preparazione degli studenti. A un mese di distanza dall’approvazione dei decreti della Buona Scuola bis si palesa quindi il rischio di scuole chiuse in ben due date per segnalare il proprio dissenso per le novità sull’Invalsi.

Tra i motivi della protesta contro i quiz Invalsi c’è anche la concezione dell’insegnate fornita dalla seconda Buona Scuola. I Cobas infatti puntano il dito contro le logiche che sarebbero alla base degli ultimi decreti legislativi. Gli insegnati, sotto il pressing delle valutazioni da prove Invalsi, non verrebbero più considerati come educatori ma come lavoratori, anzi ‘manovali intellettuali’ da impiegare all’interno di una scuola pensata sempre di più sul modello di un’azienda.

Con le novità della Buona Scuola il docente si ritroverebbe ad essere derubricato a mero ‘somministratore di prove standardizzate’. Il rischio sarebbe quello di uniformare e appiattire la didattica, sottoposta non più alla valutazione dell’insegnate, quanto al superamento di quiz di carattere nazionale.

Accanto alle contestazioni sull’Invalsi nei motivi dello sciopero indetto dai Cobas scuola ci sono anche le ultime novità apportate dagli 8 decreti approvati dal CdM in 7 aprile 2017. Sotto accusa è finito il nuovo sistema di reclutamento degli insegnati che viene descritto come un infinito percorso di apprendistato, oltre che la riforma del sostegno imperniato su logiche di mero risparmio.

Quiz Invalsi 2017, ecco cosa cambia con i decreti sulla Buona Scuola

Le novità introdotte dagli ultimi decreti sulla Buona Scuola bis avranno un impatto di rilievo anche sulla prova Invalsi. L’esito dei quiz infatti verrà ad essere determinate sia per l’esame di terza media, sia per quello di maturità.

Il quiz Invalsi resta infatti nella prova al termine della scuola di primo grado ma solo come requisito per accedere all’esame che al contempo viene snellito. La Buona Scuola infatti ha fatto scendere a 3 scritti ed un orale il numero delle prove che oggi ammonta a 6. Gli studenti dovranno superare infatti test di matematica, italiano e lingua straniera più un colloquio che dovrà valutare le competenze trasversali.

L’Invalsi diventa però requisito necessario per accedere anche all’esame di Stato. Il diploma di maturità infatti potrà essere conseguito solamente se si è svolto il quiz che per la scuola secondaria verrà svolto durante il corso dell’anno.

Ulteriore novità sancita dalla Buona Scuola è anche quella relativa ad una prova standardizzata di inglese per accertare le competenze degli studenti. In ogni caso va sottolineato che l’Invalsi non inciderà sul voto dell’esame finale né per le medie, né per la maturità.