Proroga rottamazione cartelle Equitalia in arrivo

Giuseppe Guarasci - Dichiarazioni e adempimenti

Proroga rottamazione cartelle Equitalia per i ruoli notificati fino al 30 settembre 2017: si tratta di una delle novità previste dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018.

Proroga rottamazione cartelle Equitalia in arrivo

Proroga rottamazione cartelle Equitalia per i ruoli notificati fino al 30 settembre 2017: è questa una delle novità quasi certe previste dal Decreto Legge fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018.

Ad anticipare la riapertura della rottamazione delle cartelle Equitalia è l’ANSA: nella bozza del DL fiscale che il Governo ha discusso nel corso del Consiglio dei Ministri del 13 ottobre 2017 è stata inserita la possibilità di presentare domanda di accesso alla definizione agevolata dei ruoli.

Si potrà presentare domanda per tutti i ruoli notificati entro il 30 settembre 2017 e il pagamento potrà essere effettuato anche a rate, per un massimo di cinque, con versamento previsto nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e l’ultima entro febbraio 2019.

Come anticipato già negli scorsi mesi, la rottamazione cartelle dell’ormai ex Equitalia - oggi Agenzia delle Entrate Riscossione - sarà oggetto di proroga.

Il Decreto Fiscale 2018, stando alle ipotesi degli scorsi giorni, potrebbe anche contenere misure per l’introduzione della fattura elettronica fra privati.

Nei precedenti interventi qui su Informazione Fiscale abbiamo più volte criticato lo strumento del condono, ancorché allegramente chiamato in altro modo, per diverse ragioni. Quella più importante è legata alla tenuta complessiva del nostro sistema fiscale. I condoni sono uno strumento che penalizza i cittadini onesti, quelli che pagano sempre e puntualmente le imposte.

Chi non è d’accordo con questa impostazione obietterà che in definitiva i condoni aiutano coloro che hanno evaso per necessità... ci permettiamo di sollevare più di un dubbio su questo aspetto.

Proroga rottamazione cartelle Equitalia, le attuali scadenze e quelle del 2018

Nell’attesa di leggere il testo ufficiale del Decreto Legge fiscale 2018 ripercorriamo insieme l’iter delle scadenze per la rottamazione delle cartelle Equitalia prevista dal DL 193/2016:

  • entro lo scorso 28 febbraio 2017 Equitalia avrebbe dovuto comunicare al contribuente eventuali carichi affidati all’ente di riscossione e non ancora comunicati e/o notificati;
  • entro lo scorso 31 marzo 2017 - poi peraltro prorogato al 21 aprile - il contribuente avrebbe potuto presentare la domanda di accesso agli sconti su sanzioni e interessi;
  • entro il prossimo venerdì 15 dicembre 2017 dovrà essere stato versato almeno il 70% del debito complessivo;
  • entro settembre 2018 dovrà essere concluso il pagamento rateale con il pagamento del residuo 30%.

La rottamazione della cartella di pagamento Equitalia è diventata legge lo scorso 24 novembre 2016 con la conversione definitiva, da parte del Senato, del Decreto Legge 193/2016.

Secondo quanto riportato in precedenza, il DL fiscale della Manovra 2018 conterrà una nuova proroga della rottamazione delle cartelle Equitalia per i ruoli notificati fino al 30 settembre 2017.

Il pagamento potrà essere effettuato o in un’unica soluzione ovvero in un massimo di cinque rate di pari importo, così articolate:

  • I rata entro luglio 2018;
  • II rata entro settembre 2018;
  • III rata entro ottobre 2018;
  • IV rata entro novembre 2018;
  • V e ultima rata entro febbraio 2019.

A cosa serve una proroga della rottamazione delle cartelle Equitalia?

La proroga della rottamazione delle cartelle che, stando all’ANSA, verrà inserita nella prossima Legge di Bilancio 2018 - si parla a questo proposito anche di un probabile DL collegato - risponde fondamentalmente a due esigenze.

In primo luogo, il Governo cerca risorse finanziarie che consentano di affrontare la prossima manovra che, com’è noto, sarà pesantemente condizionata dalla necessità di disinnescare le clausole di salvaguardia IVA e Accise introdotte per la prima volta dal Governo Berlusconi IV nel 2011.

Il secondo motivo è quello di consentire ai circa 400.000 cittadini che sono rimasti fuori dalla prima versione - per ragioni formali ovvero per ritardi nei pagamenti - di rientrarvi a pieno titolo.