Pillola 5 giorni dopo: ecco come evitare l’aborto

Diego Denora - Sanità

La pillola dei 5 giorni dopo chiamata in Italia ellaOne può essere assunta dai maggiorenni senza ricetta, è un farmaco contraccettivo e si compra in farmacia. Ecco tutte le informazioni.

Pillola 5 giorni dopo: ecco come evitare l'aborto

La pillola dei 5 giorni dopo è un farmaco contraccettivo e può essere assunto da individui maggiorenni senza ricetta. La Sanità italiana ha previsto già dal 2015 la sua distribuzione, osservando un consistente calo di aborti e Ivg.

La pillola ellaOne, tuttavia, è diventata anche protagonista di abusi, perdendo la sua connotazione di contraccettivo di emergenza e accompagnandosi sempre più spesso a rimedi abortivi come l’Ivg tramite Ru486.

La pillola abortiva Ru486 non è una novità, ma il procedimento di aborto ospedaliero continua ad essere osteggiato dai medici obiettori. Il SSN però continua a favorirne l’uso quale valida alterativa all’aborto chirurgico, in quanto più sicura e con minori effetti collaterali.

Occorre maggiore chiarezza: vediamo quali sono le caratteristiche dei farmaci citati e in cosa consiste l’aborto farmacologico.

La pillola dei 5 giorni dopo: cos’è e quali conseguenze ha

La pillola dei 5 giorni dopo è un farmaco contraccettivo che ogni individuo maggiorenne può assumere senza ricetta medica, poiché viene venduto in farmacia ed è assolutamente affidabile, forte dell’approvazione dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco).

Il nome commerciale della pillola è ellaOne e si configura come farmaco contraccettivo, non come abortivo. I suoi effetti sull’organismo sono comunque negativi, in quanto l’assuzione della pillola genera una inibizione dell’ovulazione, con effetti collaterali importanti.

La pillola ellaOne va assunta entro 120 ore dal rapporto a rischio, altrimenti il suo effetto ritardante non avrà presa e si dovrà ricorrerre all’aborto ospedaliero.

L’aborto tramite operazione chirurgica, tuttavia, è una soluzione invasiva che la Sanità italiana cerca di prevenirne tramite campagne di sensibilizzazione all’uso del contraccettivo ellaOne, ma anche con la promozione dell’Ivg.

L’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) è una terapia farmacologica di gran lunga preferibile all’aborto chirurgico per rischi ed effetti sull’organismo femminile.

Malgrado esso sia un diritto di ogni donna e sancito dalla Legge 194, schiere di medici obiettori oppongono resistenza alla diffusione della prassi ospedaliera. L’assunzione della pillola dei 5 giorni dopo è notevolmente favorita dalla Sanità italiana.

Pillola Abortiva Ru486, l’altra faccia della medaglia

Oltre alla ellaOne, dunque, vi sono altre soluzioni per evitare l’aborto chirurgico. Una di queste è l’uso della pillola abortiva Ru486, che stenta ad attecchire in Italia, principalmente a causa dei medici obiettori di coscienza. Tuttavia, essa ha ricevuto l’approvazione dell’Aifa già nel 2009 ed è un farmaco assolutamente affidabile.

A differenza della pillola dei 5 giorni dopo, che è un contraccettivo, qui parliamo di un farmaco abortivo, efficace entro una settimana dal concepimento e creato per il processo di Ivg. L’interruzione di gravidanza in questo caso avviene per inibizione delle strutture uterine ed espulsione forzata del materiale abortivo.

Il dibattito etico è sempre molto acceso, tuttavia, la medicina e la Sanità italiana continuano a fare passi avanti notevoli anche nel rispetto dei diritti delle donne, vittime molto spesso di un totale disinteressa da parte delle strutture sanitarie. L’aborto è un diritto sancito dalla Legge, malgrado i contraccettivi siano sempre la scelta migliore.