Pensioni, novità su rivalutazione assegni e adeguamento speranza di vita Istat

Alessio Mauro - Pensioni

Rivalutazione pensioni e aspettativa di vita: sono queste le due novità di oggi sulle pensioni, che vedono come protagonisti da un lato la Corte Costituzionale e la sentenza in programma per oggi e dall'altro l'Istat. Ecco le ultime notizie.

Pensioni, novità su rivalutazione assegni e adeguamento speranza di vita Istat

Pensioni, novità importanti attese oggi, quando da un lato la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sulla rivalutazione degli assegni e dall’altro l’Istat pubblicherà gli indicatori di mortalità per l’adeguamento dell’età pensionabile con la speranza di vita.

L’aspettativa di vita Istat per il 2016 è aumentata di 5 mesi: il dato relativo agli Indicatori di mortalità della popolazione residente rende ufficiale che a partire dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni.

L’aumento della speranza di vita Istat conferma gli incrementi dell’età pensionabile previsti dalla riforma Fornero.

Sempre in materia di pensioni, oggi si attendono novità riguardo alla rivalutazione degli assegni. Notizie che vanno ad aggiungersi alle ultime novità sulle pensioni relative alle misure inserite nella Legge di Bilancio 2018.

Dopo la pubblicazione dei dati Istat che rendono ufficiale che dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni, è attesa oggi per la pronuncia della Corte sul blocco della perequazione delle pensioni: in caso di sentenza a favore dell’illegittimità, la rivalutazione costerà in totale oltre 20 miliardi allo Stato.

Il blocco della perequazione delle pensioni per gli anni 2012-2013 era stato inserito con la riforma Fornero: il decreto Salva Italia aveva previsto il blocco della rivalutazione degli assegni più alti. Una norma dichiarata incostituzionale del 2015 dalla Corte, con una sentenza che tuttavia non ha risolto il problema.

Questo perché il Governo, nel tentativo di aggirare le disposizioni della Corte e bloccare in parte l’aumento delle pensioni, aveva stabilito con decreto n. 65/2015 di rivalutare gli assegni per un importo inferiore a quanto spettante, penalizzando i titolari di pensione più alta.

Il ricorso di molti pensionati alla Corte Costituzionale ha aperto una querelle che arriverà a conclusione oggi: la sentenza della Consulta, in programma per il 24 ottobre 2017, stabilirà se ai lavoratori spetta o meno la rivalutazione delle pensioni.

Di seguito tutte le ultime novità sulla sentenza della Corte Costituzionale sul blocco delle perequazioni sulle pensioni e i dati Istat sull’aumento dell’aspettativa di vita.

Pensioni, oggi novità su rivalutazione assegni. Attesa la sentenza della Corte Costituzionale

La sentenza della Corte Costituzionale sulla perequazione delle pensioni è la novità maggiormente attesa oggi, non soltanto dai pensionati che sia nel 2011 che poi nel 2015 si sono visti negare il diritto alla rivalutazione degli assegni ma anche dal Governo.

Il blocco della perequazione degli assegni, giudicato incostituzionale con la sentenza della cassazione del 2015, è stato soltanto parzialmente risolto con il cosiddetto bonus Poletti contenuto nel decreto 65/2015.

Tale decreto aveva infatti risolto soltanto in parte il blocco della rivalutazione degli assegni, inserendo una novità che di fatto bloccava o concedeva in maniera inferiore gli aumenti sulle pensioni più alte.

Soltanto per gli assegni fino a tre volte il trattamento minimo Inps il decreto Poletti prevedeva una rivalutazione al 100%; per le pensioni più alte l’aumento sarebbe stato erogato in proporzione all’importo mensile erogato dall’Inps, per una percentuale calcolata tra il 40% e il 10%. Nessun aumento, invece, per le pensioni di importo pari ad oltre 6 volte il trattamento minimo.

Se la precedente sentenza della Cassazione è stata quindi recepita soltanto in parte dal Governo, la novità sulle pensioni in arrivo oggi potrebbe ribaltare la situazione.

A dire il vero, tuttavia, sono pochi gli ottimisti: nonostante le ultime notizie sulle pensioni farebbero pensare ad una pronuncia favorevole al ricorso per illegittimità, i Giudici potrebbero tener presente anche il conto per lo Stato, una cifra che attualmente l’Italia non può permettersi di spendere.

Adeguamento speranza di vita Istat: dal 2019 si va n pensione a 67 anni

Accanto alle ultime notizie sulla rivalutazione degli assegni, l’attesa di oggi riguardava anche la pubblicazione degli indicatori di mortalità dei residenti riferiti al 2016.

Il documento, pubblicato dall’Istat stabilisce in via ufficiale e definitiva l’adeguamento alla speranza di vita dell’età anagrafica per l’accesso alla pensione.

In base alle ultime novità, l’adeguamento alla speranza di vita Istat farà aumentare di 5 mesi il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione, che sarà pari a 67 anni a partire dal 1° gennaio 2019.

Ed è proprio in tema di età pensionabile che Governo e Parlamento si confrontano in questi giorni, in vista della discussione della Legge di Bilancio 2018 in Parlamento.

Come noto, il Ministro dell’Economia Padoan ha dichiarato inevitabile l’aumento dell’età pensionabile sulla base del meccanismo previsto dalla riforma Fornero.

Serve per tenere in piedi il nostro sistema pensionistico e per evitare, usando le parole del presidente Inps, Tito Boeri, che aumenti il debito pensionistico implicito.

Contro l’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019 si schiera, tra tutti, Cesare Damiano: nel 2015 si è verificato un calo dell’aspettativa di vita e, a prescindere dai Istat pubblicati oggi, è necessario congelare l’aumento dell’età pensionabile, attualmente fissato in 5 mesi.

Quel che è certo è che nei prossimi giorni sono attese ancora novità sulle pensioni: la Legge di Bilancio 2018, oltre alle novità già previste, potrebbe intervenire ancora per modificare le regole e le misure per l’accesso a pensione anticipata e di vecchiaia.