Pensione di reversibilità e contratto di convivenza 2017: tutte le informazioni sulla Legge Cirinnà

Diego Denora - Pensioni

La legge Cirinnà prevede la pensione di reversibilità nel contratto di convivenza? Tutte le informazioni sulle novità per le coppie di fatto 2017.

Pensione di reversibilità e contratto di convivenza 2017: tutte le informazioni sulla Legge Cirinnà

Il contratto di convivenza nasce con la Legge Cirinnà, ma la pensione di reversibilità rientra nei diritti del nuovo istituto giuridico? Si offre un nuovo tipo di tutela dei partner, cambiano i diritti dei conviventi, anche riguardo alla Legge 104.

La legge Cirinnà prevede un vero e proprio contratto tra partner in convivenza, visti come due adulti uniti stabilmente da legame affettivo, con reciproca assistenza morale e materiale; purché non vincolati da parentela, matrimonio o unione civile.

La pensione di reversibilità è prevista nella convivenza divenuta istituto giuridico? La legge specifica sia come contrarre che come recedere dal contratto. Vediamo in cosa consiste il contratto di convivenza e quali sono i diritti dei partner.

Pensione e contratto di convivenza 2017: tutte le informazioni sulla Legge Cininnà

La convivenza, grazie alla Legge 76/2016 è riconosciuta dallo Stato come contratto di unione tra individui, ovviamente per chi desidera dichiarare il proprio legame e vederlo riconosciuto dal punto di vista giuridico. Quali vantaggi soprattutto dal punto di vista patrimoniale e nei riguardi della pensione di reversibilità.

La legge Cirinnà prevede che il contratto di convivenza sia stipulato con atto pubblico, o da una scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio, che ha la funzione di attestarne la conformità alle norme (art. 1, comma 50). Esso non ha limiti di tempo apposti dalla normativa, sarà la coppia ad apporli se lo riterrà opportuno.

Il contratto permette che uno dei partner possa gestire i beni dell’altro: esso non ha limiti di contenuto, può essere compilato dai partner con ciò che si ritiene opportuno; fermo restando che, in caso di interdizione, uno dei partner potrà essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno. Ma la pensione?

Contratto di convivenza e pensione: tutte le informazioni sulla Legge Cirinnà

Il contratto di convivenza è la terza via tra Unioni Civili e matrimonio, il tassello mancante. La legge prevede che vi siano tre tipi di unione tra conviventi di fatto, poiché può esservi anche una convivenza semplice e una dichiarazione all’anagrafe della stessa.

Tuttavia, il contratto di convivenza fornisce delle garanzie in caso di cessazione del rapporto che le prime due ipotesi non permettono. Come tutti gli accordi giuridicamente autenticati, anche questo può terminare per scelta o eventualità e la legge prevede suddetti casi (art. 1, comma 59):

  • accordo delle parti;
  • recesso unilaterale;
  • matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona;
  • morte di uno dei contraenti.

La pensione di reversibilità non spetterebbe al contraente superstite in quanto l’INPS la prevede esclusivamente per alcune categorie di rapporto, in sostanza tutte le categorie di unione che vietano il contratto di convivenza (quindi coniugi, parenti, figli adottivi). Si deduce che la suddetta pensione non possa essere richiesta dai conviventi superstiti e quindi in caso di contratto di convivenza.

La Legge Cirinnà, tuttavia, permette che il giudice possa stabilire il diritto agli alimenti per il contraente sprovvisto di reddito nei confronti dell’altro, in caso di recesso o accordo fra le parti: questo è possibile proprio per la sua configurazione di contratto di unione. Considerando che la durata può essere variabile per contratto, anche riguardo a questo possono esservi modifiche (art. 1, comma 65). Attendiamo comunque delle integrazioni della normativa, in quanto il processo di riforma dei contratti di unione è tuttora in atto.