Patto per lo sviluppo tra Governo, Invitalia, Campania e Calabria

Anna Maria D’Andrea - Incentivi alle imprese

Patto per lo sviluppo del Mezzogiorno tra Governo e Invitalia e regioni del Sud con 900 milioni di euro stanziati per nuovi contratti di sviluppo in Campania e Calabria.

Patto per lo sviluppo tra Governo, Invitalia, Campania e Calabria

Patto di sviluppo tra Governo, Invitalia e due regioni delle regioni del Sud per le quali è fondamentale incentivare lo sviluppo economico e occupazionale.

Per Calabria e Campania sono stati messi a disposizione poco meno di 900 milioni di euro per un totale di 22 nuovi contratti di sviluppo di multinazionali e medie imprese nei settori delle automotive, turismo, agroalimentare, autotrasporto, cantieristica, legno e carta, agroindustria, Ict.

Saranno un totale di 15 i contratti di sviluppo per le imprese che intendono effettuare investimenti nella Campania, mentre 7 riguardano progetti da attuare nella Calabria. Fino ad oggi sono stati stanziati un totale di 1,7 miliardi di agevolazioni, con 98 contratti di sviluppo finanziati, pari a 3,4 miliardi di investimenti.

Ed è proprio il Sud il territorio in cui sono stati erogati più fondi, con il 69% degli investimenti complessivi stanziati in favore della crescita del Mezzogiorno d’Italia. Il nuovo patto di sviluppo per Campania e Calabria ha come obiettivo non soltanto l’incremento occupazionale del Sud ma anche una spinta al piano Industria 4.0, la “quarta rivoluzione industriale” che promette di digitalizzare e innovare le imprese italiane.

Il patto di sviluppo per Campania e Calabria è stato firmato al Ministero dello Sviluppo Economico dal Ministro Calenda nella giornata di ieri, 26 luglio 2017, alla presenza dell’AD Invitalia Domenico Arcuri, il presidente della regione Calabria Mario Oliverio e l’assessore campano Amedeo Lepore.

Contratti di sviluppo da 900 milioni di euro. Il piano di Governo e Invitalia per investimenti in Campania e Calabria

Il patto per lo sviluppo firmato ieri da Calenda e rappresentanti istituzionale di Calabria e Campania prevede lo stanziamento di ingenti risorse volte all’attuazione di nuovi contratti di sviluppo.

Dei 900 milioni di euro complessivi stanziati con il patto di sviluppo una quota verrà stanziata dallo Stato mentre la restante parte sarà di fonte regionale. Sono, in totale, 325 milioni di euro finalizzati a nuovi contratti di sviluppo in Campania e 145 milioni in Calabria per progetti presentati da multinazionali e da medie imprese interessate ad investire nel Sud Italia.

I contratti di sviluppo, specialmente se si considerano i progetti presentati in Calabria, si concentrano su settori economici fondamentali per il Sud Italia, turismo e agroalimentare.

Il patto per lo sviluppo delle regioni del Sud e in particolare per Calabria e Campania è soltanto uno dei progetti volti a favorire gli investimenti nel Mezzogiorno: non soltanto il piano Industria 4.0, di cui il Ministro Calenda è fiero sostenitore, ma anche il nuovo Decreto Sud che introduce importanti agevolazioni per i giovani residenti nelle regioni meridionali.

Contratto di sviluppo, 23 approvati nel 2016 e 16 fino a luglio 2017. Cosa sono?

Non soltanto il patto per lo sviluppo di Calabria e Campania: i contratti di sviluppo hanno visto, nel 2016, un totale di 960 milioni di investimenti agevolati con 492 miliardi di fondi pubblici.

In tutto il 2016 sono stati approvati 23 contratti di sviluppo; un trend in crescita se si considera che fino a ieri e quindi nel primo semestre del 2017 ne sono stati approvati già 16, pari a 469 milioni di investimenti e 230 milioni di agevolazioni.

Cosa sono i contratti di sviluppo? Si tratta di strumenti attivi a partire dal 2011 e volti a fornire incentivi e agevolazioni agli investimenti di grandi dimensioni in Italia, nei settori dell’industria, del turismo e della tutela ambientale.

I contratti di sviluppo si determinano così come un insieme di misure composte e negoziali per poter venire incontro alle necessità di investimento richieste. Ad oggi sono 95 i contratti finanziati per un totale stimato di 51 mila posti di lavoro creati o salvaguardati.

A novembre 2016 sono state introdotte importanti innovazioni ai contratti di sviluppo e alle agevolazioni previste tra cui la riduzione del tempo necessario all’approvazione dei progetti strategici (la fast track) oltre che sull’aumento della partecipazione delle Regioni al programma, in linea con il piano Industria 4.0.

Piano Industria 4.0 e contratti di sviluppo per i progetti strategici

L’accelerazione dei tempi per l’approvazione dei progetti strategici di investimento è, secondo il Ministro Calenda uno dei motivi dell’aumento delle domande di ammissione alle agevolazioni previste per i contratti di sviluppo MISE.

I progetti strategici rientrano nel piano Industria 4.0: si tratta dei contratti di sviluppo rivolti ad investimenti di almeno 50 milioni di euro e che prevedono un incremento occupazionale e l’attrazione di investimenti esteri.

Con il Piano di Industria 4.0 per la quarta rivoluzione industriale le imprese vengono incentivate all’utilizzo di fondi statali, comunitari e agevolazioni fiscali al fine di incrementare gli investimenti nello sviluppo economico e industriale dell’Italia. Sono diverse le misure concrete messe in atto oltre ai contratti di sviluppo: iper ammortamento e super ammortamento, fondo di garanzia per le imprese e credito d’imposta R&S.

Secondo la guida attuale del MISE è fondamentale investire nella competitività delle imprese italiane e per farlo è necessario ribadire l’importante strategica del Piano Industria 4.0, come affermato proprio dal Ministro Calenda durante l’assemblea Assilea del 12 giugno 2017 con un video messaggio che di seguito riportiamo:

Per il 2017 Invitalia vuole concludere un totale di 60 contratti di sviluppo, questo è quanto affermato dal Ministro Calenda durante l’incontro con i rappresentanti di Campania e Calabria: l’obiettivo è la promozione non soltanto dell’occupazione ma anche degli investimenti per l’innovazione industriale dell’Italia.