Niente selfie per le Forze Armate: i rischi sono moltissimi

Diego Denora - Forze armate

I selfie per i militari divengono un tabù: le Forze Armate non possono concedersi l'autoscatto, ne va dell'immagine dei corpi. Anche il Csm è pronto a intervenire. Ecco la novità.

Niente selfie per le Forze Armate: i rischi sono moltissimi

Le Forze Armate non possono abbandonarsi a selfie ed autoscatti, ne va dell’immagine delle istituzioni. Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza sono stati tra i primi corpi a proibire le foto con una circolare ministeriale, ma presto interverrà anche il Csm sui magistrati.

Tuttavia, non è soltanto l’immagine dei corpi di polizia, delle forze dell’ordine e dei servitori dello Stato ad essere compromessa, ne va della sicurezza stessa degli agenti: essere un dipendente delle Forze Armate espone a molti rischi, le vendette personali sono dietro l’angolo e i cosidetti haters di Facebook non attendono che passi falsi.

Un selfie in uniforme o con la toga condiviso tramite social network come Instagram o Facebook intacca l’immagine e il prestigio dello Stato e questo non può essere permesso. L’esercizio della legge richiede decoro e serietà, oltre che amor proprio.

Niente selfie per le Forze Armate: troppi rischi

Le Forze Armate non possono abbandonarsi a selfie e autoscatti, è sancito da una Sentenza del TAR di Trieste. Non soltanto l’autoscatto e la condivisione sui social lede all’immagine del corpo, ma si rischia di esprorre il militare a rischi imprevisti.

Il caso degli attentatori di Berlino fermati dagli agenti della Polizia di Stato di Sesto San Giovanni è un esempio convincente: condividendo foto e commenti si è irrimediabilmente facilitato un sentimento di rivalsa, espondendo i due giovani agenti alla vendetta.

Lo Stato e le Forze Armate stesse hanno però il compito di proteggere i propri dipendenti e il rischio che un selfie funga da foto-bersaglio di un attentato deve essere eliminato. Proibire i selfie non è solo incentivare al decoro, è sopratutto questione di sicurezza.

Moltissimi i rischi e non soltanto per le Forze Armate

Non sono solo i militari ad essere vittime di rivalsa da parte degli haters di Facebook o di altri social network, poiché anche tutori della legge come magistrati ed avvocati possono subire attacchi personali ed essere besarglio di ingiurie, soprattutto dai propri colleghi.

Sono già molti i casi di magistrati e avvocati che a partire da un selfie o da un commento di troppo su Facebook hanno contestato sentenze di Tribunali e Corti di Giustizia. Il Csm ha ritenuto intollerabile tale comportamento, anche per questioni di ordine pubblico.

La Legge richiede decoro, sia essa applicata da un dipendente delle Forze Armate, oppure sancita dal martello di un magistrato, ne va della sua credibilità. Il bisogno di una legge che blocchi condotte irregolari per tutti i servitori dello Stato è sempre più evidente.