Allarme meningite: sì all’obbligo di vaccino per asili comunali. Ecco la sentenza

Allarme meningite e vaccini obbligatori: il Tar del Friuli Venezia Giulia ha respinto il ricorso di una coppia di genitori; contestavano l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per gli asili di Trieste.

Allarme meningite: sì all'obbligo di vaccino per asili comunali. Ecco la sentenza

Allarme meningite e vaccini obbligatori: per il Tar del Friuli Venezia Giulia può essere imposta come requisito per l’accesso agli asili comunali. Una delle conseguenze della paura che si diffondano nuove epidemie, tra cui la meningite, sta portando sempre più scuole ad adottare regole stringenti sull’obbligo di vaccino.

La sentenza 20/2017 in cui il Tar del Friuli Venezia Giulia è stato chiamato ad esprimersi sulla delibera del Consiglio Comunale di Trieste n. 72 del 28 novembre 2016, può essere considerata una delle reazioni al nuovo allarme meningite, che sta portando sempre più persone a informarsi su quali sono i vaccini meningite e quali i sintomi della malattia.

Il provvedimento del Consiglio Comunale di Trieste negava i servizi educativi comunali da 0 a 6 anni per bambini che non avevano ottemperato all’obbligo vaccinale per difterite, tetano, poliomielite e epatite B.

Una sentenza quella del Tar friulano che potrebbe spianare la strada a quei comuni, come Milano, che a seguito del nuovo rischio di diffusione di epidemie, come la meningite, stanno prevedendo misure simili per le proprie scuole dell’infanzia, introducendo l’obbligo di vaccino.

Allarme meningite: sì all’obbligo di vaccino per asili comunali. La delibera comunale

L’allarme circa la diminuzione della copertura vaccinale e il nuovo rischio di diffusione della meningite in Italia è una delle motivazioni che ha spinto il Comune di Trieste a modificare il Regolamento dei servizi educativi per la prima infanzia della città.

Di particolare urgenza risultava un tasso di circa 3 punti percentuali inferiore rispetto alla media nazionale nei confronti della diffusione dei quattro vaccini obbligatori.

Per ovviare alla situazione di rischio, visti i casi di meningite che preoccupano insegnanti e genitori, il consiglio di Trieste aveva deciso a novembre 2016 di mandare un segnale forte: negare l’accesso agli asili nido del comune e a quelli convenzionati ai bambini senza vaccinazioni per difterite, tetano, poliomielite e epatite B. In ogni caso restano esclusi dalla misura quei soggetti che, per motivazioni di salute, non hanno la possibilità di sottoporsi a vaccinazione.

Si cercava in questo modo di dare attuazione ad una serie di sollecitazioni provenienti da varie istituzioni e associazioni che si erano espresse a favore dell’innalzamento del tasso di copertura vaccinale. In particolare veniva fatta menzione dell’obiettivo del 95% di copertura fissato dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2016-2018 in una Regione, quella del Friuli Venezia Giulia, in cui la percentuale viaggia intorno al 90%.

Allarme meningite: sì all’obbligo di vaccino per asili comunali. La sentenza e le sue motivazioni

Il comune e la Azienda Sanitaria erano stati chiamati in giudizio da quattro genitori che consapevolmente non avevano voluto sottoporre i propri figli all’obbligo vaccinale. Le coppie richiedevano inoltre il risarcimento dei danni economici che avrebbero subito dovendo iscrivere i propri bambini a Istituti non comunali. Ritenevano al contempo che la soglia del 95%, obiettivo del Comune, fosse immotivatamente alta adducendo ragionamenti e dati in proposito.

La decisione del Tar friulano ha dato ragione alla delibera, sia per quanto riguarda la competenza comunale (garantita dall’ art. 42 del D.Lgs. 267/2000 sulle attribuzioni dei consigli), sia per la sostanza del provvedimento.

In particolare viene segnalato come la possibilità di non vaccinare i propri figli senza conseguenze gravi sia l’effetto del fatto che la maggioranza dei cittadini sceglie il contrario. In sostanza gli eventuali rischi derivanti da vaccinazione additati dai ricorrenti possono essere rilevanti solo perché le malattie in oggetto sono contenute dalle pratiche degli altri cittadini.

È pur vero che il decreto del Presidente della Repubblica 355/1999 impone che non può essere imposto rifiuto di accesso alla scuola dell’obbligo a quegli scolari che non hanno completato il percorso vaccinale imposto dalla legge. Eppure, sottolinea la sentenza, il decreto deve essere ristretto alla sola scuola dell’obbligo e non coinvolge quindi gli istituti per l’infanzia.

Impossibile non prendere in considerazione, in sede di analisi, che la sentenza sia stata indubbiamente motivata anche dall’allarme meningite: i casi, seppur ancora contenuti, stanno portando sempre più cittadini a informarsi su vaccini meningite e prevenzione.

La sentenza del Tar infine mette in rilievo come non sia in alcun modo in discussione “la potestà genitoriale, ma come quest’ultima deve cedere il passo all’interesse generale. L’iscrizione a un asilo comporta di necessità la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di precauzione sanitaria, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie”.