Partite IVA, Mef: 40% delle nuove attività in regime forfettario

Secondo i dati pubblicati dal Mef circa il 40% delle nuove partite IVA aperte nel mese di settembre 2017 sono in regime forfettario. Ecco tutti i dati.

Partite IVA, Mef: 40% delle nuove attività in regime forfettario

Con il comunicato stampa ufficiale numero 182 del 10 novembre 2017 il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha pubblicato i dati relativi alle aperture delle nuove partite IVA nel mese di settembre 2017.

Prosegue il trend positivo per le società di capitali, mentre si riduce ancora il dato relativo alle aperture delle società di persone. A livello territoriale preoccupano i dati che arrivano da alcune regioni in forte difficoltà economica come la Calabria (-11,4%) e la Sardegna (-22%).

Tra i dati più significativi c’è sicuramente quello relativo alla forma giuridica e fiscale prevalente nell’apertura delle nuove partite IVA. Nel mese di settembre 2017, infatti, circa il 40% delle nuove attività sono state costituite con il regime forfettario. Si tratta, com’è noto, di una partita IVA agevolata che può essere utilizzata dalle persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti e professioni. Sicuramente è un dato che può essere letto in diversi modi. Alla luce dell’attuale momento storico si tratta di un numero che potrebbe destare diverse preoccupazioni. In primo luogo perché un Paese come il nostro avrebbe oggi necessità di imprese di maggiori dimensioni, anche rispetto alla necessità di essere competitivi in campo internazionale; in secondo luogo perché molto spesso le micro partite IVA nascondono dei veri e propri rapporti di lavoro subordinato. In totale i soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario nel mese di settembre sono stati 15.331, pari al 37,7% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Riportiamo quindi i dati pubblicati dal Mef in ordine alle aperture delle nuove partite IVA relativamente al mese di settembre 2017.

Apertura partite IVA mese di settembre 2017, comunicato stampa ufficiale del Mef con tutti i dati:

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Osservatorio sulle partite IVA: sintesi dei dati di settembre 2017
Sono stati pubblicati sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati relativi all’Osservatorio sulle partite IVA aggiornati al mese di settembre 2017.

Apertura partita IVA nel mese di settembre 2017: distribuzione per natura giuridica

La distribuzione per natura giuridica mostra che:

  • il 72,5% del totale delle nuove aperture di partita Iva è avvenuto da parte di persone fisiche;
  • il 22,9% da società di capitali;
  • il 3,9% da società di persone.

La quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche”, ne rappresenta complessivamente lo 0,8%.

Rispetto al mese di settembre 2016, si segnala un apprezzabile aumento di avviamenti per le società di capitali (+8,5%), le persone fisiche rimangono sostanzialmente stabili (+0,7%) e le società di persone mostrano un sensibile calo (-10,8%).

Apertura partita IVA nel mese di settembre 2017: distribuzione territoriale

Riguardo alla ripartizione territoriale:

  • il 42,3% delle aperture è localizzato al Nord;
  • circa il 22% al Centro;
  • il 35,7% al Sud e Isole.

Il confronto con lo stesso mese dell’anno precedente evidenzia notevoli incrementi in Valle d’Aosta (+43,3%), Sicilia (+21,1%) e Marche (+11,6%). Si rilevano, invece, significative flessioni in Sardegna (-22%), nella provincia autonoma di Trento (-13,3%) e in Calabria (-11,4%).

Apertura partita IVA nel mese di settembre 2017: distribuzione per settore produttivo

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 20,8% del totale, seguito dalle attività professionali con il 14,2% e dall’agricoltura con il 9,6%.

Rispetto al mese di settembre 2016, tra i settori principali si notano incrementi nel trasporto/magazzinaggio (+25%), istruzione (+15,2%) e servizi d’informazione (+14,6%); flessioni consistenti di nuove aperture di partite Iva riguardano, invece, l’agricoltura (-15,7%) il commercio (-7,8%) e le attività finanziarie (-2,9%).