Esame di maturità 2017/2018: ecco le novità della Buona scuola

Diego Denora - Scuola

La Buona Scuola continua a presentare novità: il nuovo esame di maturità 2017/2018 cambia molte delle regole che conosciamo. Ecco tutte le novità sulla riforma della scuola.

Esame di maturità 2017/2018: ecco le novità della Buona scuola

Esame di maturità 2017/2018: molte le novità apportate dalla Buona Scuola e a partire dal prossimo anno si prevedono molti cambiamenti per il mondo dell’istruzione. Tuttavia, le modifiche non riguarderanno la maturità 2017 ma a partire dal prossimo anno si potrà essere ammessi agli esami più facilmente e la condotta concorrerà al voto d’ingresso.

Cosa cambia? La riforma della Buona Scuola prevede che sia raggiunta la media del 6 e non più la sufficienza in tutte le materie, come in precedenza. Inoltre, sarà necessario che i ragazzi superino le prove INVALSI nell’ultimo anno delle superiori: italiano, inglese e matematica le materie in esame.

Le novità, per di più, riguarderanno i crediti accumulati durante il triennio: la carriera scolastica avrà maggiore peso nel nuovo esame di maturità 2017/2018, di conseguenza la prova finale avrà meno incidenza, considerando anche l’eliminazione della famigerata terza prova. Vediamo con ordine quali sono le novità che entreranno in vigore dopo l’approvazione definitiva della riforma.

Ricordiamo infatti che ad oggi sono state approvate soltanto le deleghe del Governo alla riforma della Buona Scuola e che l’iter per l’entrata in vigore delle nuove regole, tra cui quelle relative all’esame di maturità 2017/2018, prevede il vaglio in Commissione e successiva approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

Esame di maturità 2017/2018: ecco le novità della Buona scuola

Il nuovo esame di maturità vedrà scomparire la terza prova: il test, ricordiamo, consisteva (e consisterà ancora per la maturità 2017) in una prova pluridisciplinare molto temuta dagli studenti, proprio per la varietà di discipline contenute. A partire dal prossimo anno scolastico essa verrà sostituita da una valutazione più dettagliata della carriera scolastica, con particolare riguardo al triennio finale.

L’esame comprenderà comunque lo svolgimento di una prima prova di Italiano, una seconda relativa alle materie di indirizzo, per cui si avranno molte possibilità diverse a seconda del tipo di istituto frequentato. La novità sta proprio in ciò che segue - senza dimenticare il limite minimo di frequenza scolastica, i tre quarti del monte ore personalizzato.

La riforma della Buona scuola ha reso obbligatorio il percorso di Alternanza Scuola Lavoro che, come abbiamo visto in un precedente articolo, consiste in un periodo di tirocinio di 400 ore obbligatorie per gli ITIS e 200 per i Licei. Il valore di questo percorso sta nella discussione sull’esperienza svolta e nel giudizio da parte della commissione sulla stessa, che concorre di conseguenza al voto finale.

Tra le novità vi è anche l’obbligo di sostenere la prova INVALSI, assegnata agli studenti durante l’ultimo anno. Essa consiste in test su tre discipline (matematica, italiano e inglese) che verifica le conoscenze e le abilità degli alunni, nonché la qualità complessiva dell’offerta formativa. L’utilità di suddette prove è anche nello studiare le cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica, con espresso riferimento al contesto sociale ma anche alle tipologie dell’offerta stessa.

Esame di maturità 2017/2018: cosa cambia con la Buona Scuola?

L’esame di maturità 2017/2018 sarà comunque svolto dalle commissioni miste, questo resterà immutato: si avranno tre commissari interni e tre commissari interni, nonché un presidente di commissione che probabilmente avrà garantita una formazione apposita (art. 18 comma 6, si veda il documento allegato).

La Buona scuola modifica anche il peso dei crediti accumulati durante il triennio. L’art. 17, comma 1, sancisce che in sede di scrutinio finale sarà il consiglio di classe ad attribuire il punteggio maturato nel triennio fino ad un massimo di 40 punti, di cui: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto anno e 15 per il quinto anno.

La buona scuola sta progredendo nella sua attuazione, compresa la decisione di modificare il voto di ingresso: il testo stabilisce che la votazione media d’ingresso non dovrà essere inferiore ai sei decimi, compreso il voto di comportamento; essendo una media, questo permette di presentarsi agli esami anche con insufficienze. Tutto ciò potrà spingere facilmente a polemiche, per cui, attendiamo ulteriori sviluppi.

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Schema di decreto legislativo N. 377 su Riforma della Scuola presentato alla Camera dei Deputati
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