Equo compenso avvocati: novità presto per tutti i professionisti

Equo compenso avvocati: il DdL è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Più tutele per gli avvocati ma, parallelamente, la richiesta di estendere la norma anche agli altri professionisti. Ecco le novità.

Equo compenso avvocati: novità presto per tutti i professionisti

Equo compenso avvocati, approvato dal Consiglio dei Ministri il DdL che tutela le prestazioni legali e che ora si appresta ad iniziare l’iter parlamentare.

L’equo compenso è uno dei temi più dibattuti tra i professionisti: non soltanto avvocati. A richiedere una legge che tuteli la qualità delle prestazioni professionali sono tutti gli ordini che sperano ora che con l’approvazione del DdL per gli avvocati si spiani la strada per un’estensione a tutte le professioni.

Il DdL sull’equo compenso avvocati sanziona le clausole vessatorie nei contratti tra professionisti e clienti caratterizzati da un’importante forza economica: si tratta di imprese bancarie e assicurative, imprese non rientranti nelle categorie delle microimprese o delle piccole o medie imprese (PMI) che spesso impongono tariffe irrisorie per le prestazioni professionali degli avvocati.

La legge sull’equo compenso per gli avvocati non ripristina in toto le tariffe minime per le prestazioni professionali: si tratta, altresì, di una norma che mira a garantire la congruità del compenso commisurata alla qualità della prestazione professionale.

Plauso da parte del CNF per l’operato svolto dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando ma, parallelamente, a spingere su una legge sull’equo compenso per tutti i professionisti sono i vertici dei maggiori ordini di categoria, concordi nell’affermare il fallimento dell’abolizione dei minimi tariffari in favore del libero mercato.

Ecco quali sono le novità introdotte previste dal DdL sull’equo compenso per avvocati.

Equo compenso avvocati: novità presto per tutti i professionisti

La novità principale che verrà introdotta con il DdL sull’equo compenso per gli avvocati è il divieto di clausole vessatorie nei contratti. Come è facile desumere si tratta quindi di una norma che non è rivolta ai rapporti tra avvocati e comuni cittadini ma riguarda le prestazioni professionali per i cosiddetti “clienti-impresa”.

Grandi imprese che, in virtù della propria forza economia e contrattuale, hanno potuto imporre agli avvocati assunti contratti con clausole vessatorie, con parcelle e tariffe professionali irrisorie se commisurate alla qualità della prestazione svolte e alla quantità di lavoro.

La legge sull’equo compenso per gli avvocati rende di fatto nulle tutte le clausole vessatorie presenti sui contratti, come il diritto per l’impresa-cliente di recedere senza preavviso, la possibilità di modificare le condizioni contrattuali unilateralmente, di prevedere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito o di pagare anche dopo 60 giorni dalla ricezione della fattura.

Non si tratta di un vero e proprio ritorno alle tariffe minime ma di una maggiore tutela per le prestazioni professionali eseguite per conto di grandi clienti. Sarà il giudice a stabilire verso quali clienti si applicheranno le nuove norme e a stabilire l’equo compenso per gli avvocati lesi dalla forza economica e contrattuale delle aziende committenti.

Equo compenso avvocati: i professionisti chiedono il ritorno alle tariffe minime

L’approvazione del DdL sull’equo compenso per avvocati riaccende gli animi di tutti i professionisti, certi più che mai che l’unica via da percorrere per tutelare il mondo professionale sia il ritorno alle tariffe minime.

Negli anni, dopo l’abolizione dei compensi minimi, il mercato delle professioni si è indirizzato verso una concorrenza sempre più al ribasso, con compensi irrisori a fronte di prestazioni professionali complesse e impegnative. Una voce tra le tante è quella di Armando Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli ingegneri, secondo il quale “l’abolizione delle tariffe ha portato a ribassi eccessivi e ha peggiorato la qualità delle prestazioni”.

Non solo gli avvocati, ma anche farmacisti, commercialisti, ingegneri e medici chiedono di ritornare alle tariffe minime per la tutela della qualità professionale: l’equo compenso si appresta a diventare uno dei temi cruciali dell’anno e nella discussione alla Camera e al Senato la legge potrebbe essere estesa anche agli altri ordini professionali.

Ad accogliere la proposta dei professionisti è stato, tra i primi, il Presidente della Commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi, che ha affermato la possibilità di collegare il DdL sull’equo compenso per gli avvocati con la legge per le altre professioni, già all’esame in Commissione.