Domicilio digitale: multe e atti della PA tramite mail. Ecco cos’è e come funziona

Anna Maria D’Andrea - Pubblica Amministrazione

Domicilio digitale approvato in via preliminare durante il CdM dell'8 settembre 2017. Le notifiche di atti della PA, tra cui le multe, arriveranno tramite mail. Ecco tutte le novità e come funziona l'innovazione digitale che farà dire addio al postino.

Domicilio digitale: multe e atti della PA tramite mail. Ecco cos'è e come funziona

Domicilio digitale al via, con l’approvazione in via preliminare del decreto Madia che integra il Codice dell’Amministrazione Digitale. Gli atti della Pubblica Amministrazione, tra cui le multe, potranno essere notificati a mezzo mail.

I cittadini potranno scegliere liberamente se aderire o meno al nuovo domicilio digitale e per richiedere la notifica degli atti della PA tramite mail sarà necessario munirsi di indirizzo PEC o servizio elettronico in linea con le regole UE.

Il domicilio digitale è una delle novità previste dal CAD, l’insieme di norme che punta a digitalizzare la Pubblica Amministrazione italiana. Verrà avviato prima della messa a punto dell’Anagrafe unica della popolazione residente e, con l’addio al postino, si stima in 250 milioni euro all’anno il risparmio per i Comuni.

Cos’è e come funziona il domicilio digitale? Cerchiamo di capirci di più e di vedere quali sono le novità che cambieranno le modalità di notifica e consegna di multe e atti della Pubblica Amministrazione.

Domicilio digitale: multe e atti della PA tramite mail. Ecco cos’è e come funziona

Il domicilio digitale prenderà avvio a partire dalla fine del 2017 e, secondo quanto previsto dalla riforma Madia e dal Codice dell’Amministrazione Digitale, entrerà pienamente a regime a partire dal 2019.

Il decreto Madia accelera i tempi e anticipa l’entrata in vigore del domicilio digitale: entro il mese di dicembre verrà messa a punto l’infrastruttura dei dati e del portale per le comunicazioni tramite Cns o Spid. Nella seconda fase saranno invece implementati i servizi per la consultazione dei dati dei cittadini da parte della Pubblica Amministrazione e il tutto sarà ultimato entro il 2019.

Ma cos’è, in pratica, il domicilio digitale? Si tratta del proprio indirizzo “digitale” pensato per sostituire la classica (e costosa) modalità di notifica degli atti della PA tramite posta ordinaria. I cittadini potranno aderire al domicilio digitale munendosi di indirizzo di posta elettronica certificata (e-mail PEC) oppure di CNS o Spid.

Per chi aderirà alla nuova modalità di comunicazione con la Pubblica Amministrazione la notifica di documenti, multe e raccomandate avverrà tramite mail. Tutti i domicili digitali saranno contenuti nell’Indice dell’Agenzia Italia per il digitale, prima della messa a punto dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, l’elenco che raccoglierà tutti i dati delle anagrafi comunali relativi ai residenti nello Stato.

Con il domicilio digitale 250 mila euro di risparmi per i Comuni

Oltre ai cittadini, a beneficiare delle novità introdotte con il domicilio digitale saranno soprattutto i Comuni (e quindi lo Stato), con un risparmio sui servizi postali calcolato in 250 milioni di euro all’anno.

Una razionalizzazione della spesa pubblica che, grazie al progresso in chiave digitale, consentirà di non spendere più cifre esorbitanti per carta, stampa, imballaggio e conservazione dei documenti.

Un risparmi considerevole anche se rapportato ai costi che dovrà sostenere lo Stato per la creazione dell’infrastruttura utile alla piena realizzazione del domicilio digitale. Secondo quanto contenuto del decreto correttivo a firma Madia, serviranno all’incirca 200.000 euro l’anno per il 2017 e per il 2018.

Domicilio digitale sarà obbligatorio?

Si potrà scegliere se aderire o meno alla nuova modalità di notifica di multe e documenti della Pubblica Amministrazione tramite mail. Non sarà obbligatorio aderire al domicilio digitale e quindi non ci si dovrà per forza munire di indirizzo PEC o di Spid o CNS.

Ricordiamo invece che già attualmente i professionisti sono obbligati a dotarsi di PEC, e quindi di domicilio digitale, per le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione. A partire dal 1° luglio 2017 è stata introdotta l’obbligatorietà di notifica degli atti fiscali a mezzo PEC per imprese individuali e societarie e professionisti iscritti in appositi albi o elenchi istituiti con legge dello Stato.