Dipendente pubblico o privato? Differenze e stipendio

Redazione - Pubblica Amministrazione

Quali sono le differenze tra un dipendente assunto nel settore pubblico e chi lavora nel privato? Ecco un'analisi e qual è il rispettivo stipendio.

Dipendente pubblico o privato? Differenze e stipendio

Dipendente pubblico o privato, dove conviene lavorare? Se la risposta sembrerebbe facile e banale è bene capire quali sono le differenze e soprattutto sfatare alcuni miti sullo stipendio.

Le differenze ovviamento ci sono e sono molte, a partire non soltanto dallo stipendio ma anche dalle regole su assunzione e licenziamento.

Se secondo la maggior parte delle persone lavorare come dipendente pubblico permette di guadagnare di più rispetto a quanto previsto per i colleghi del settore privato, è bene fare alcune precisazioni perché non sempre è così.

Quali sono quindi le differenze tra un lavoratore statale dipendente del settore pubblico e cosa cambia invece per chi è assunto nel privato? Cerchiamo di seguito di dare un quadro complessivo delle due opzioni.

Come diventare dipendente pubblico

Una delle prime differenze tra statali e lavoratori del settore privato riguarda le modalità di assunzione.

Per diventare dipendente pubblico, secondo quanto previsto dal comma 3 dell’art. 97 della Costituzione, è necessario superare un concorso, aperto a tutti i cittadini italiani che rispettano i requisiti per lavorare nella Pubblica Amministrazione.

I bandi di concorso per diventare dipendente statale vengono periodicamente pubblicati in Gazzetta Ufficiale e, salvo specifici casi in cui sono previste deroghe alla normativa, l’assunzione come dipendente pubblico avviene sulla base della graduatoria di merito relativa all’esito del concorso.

Al contrario, come noto a chi si è imbattuto in qualsiasi offerta di lavoro, per lavorare come dipendente privato è necessario inviare la propria candidatura e il proprio curriculum vitae debitamente compilato presso l’azienda in oggetto. Sarà il datore di lavoro o il selezionatore responsabile delle risorse umane a scegliere quale dipendente assumere sulla base di valutazioni inerenti ai bisogni dell’azienda.

Differenza di stipendio tra un dipendente pubblico e privato

Una delle differenze maggiori tra il lavoro nella Pubblica Amministrazione e come dipendente di azienda privata riguarda lo stipendio.

I dipendenti statali guadagnano in media 2.000 euro all’anno in più di un dipendente privato, questo secondo il confronto tra gli stipendi di dipendenti pubblici e privati condotto dalla CGIA di Mestre relativa ai redditi 2014.

Se lo stipendio di un dipendente pubblico nel 2014 era pari a 34.289 euro, un dipendente del settore privato poteva vantare una retribuzione pari a 32.315 euro, una differenza presente ma certamente non eccessiva.

Ovviamente non tutti i dipendenti statali se la passano meglio dei dipendenti del settore privato e anche nel settore pubblico bisogna fare le opportune differenze.

In Italia tra i dipendenti pubblici meno pagati c’è sicuramente il personale della scuola e della sanità, con redditi annui di gran lunga inferiori rispetto a quanto guadagnato dai colleghi europei e pari a poco più di 28.000 euro all’anno.

Situazione simile per vigili del fuoco, polizia e forze armate, mentre sul fronte opposto, gli stipendi più alti sono quelli delle agenzie fiscali, con retribuzioni che per i ruoli di maggior prestigio arrivano fino a 200 mila euro annui, seguiti dai colleghi di Inps, Inail e Ministeri.

Per i dipendenti privati l’ammontare dello stipendio è determinato dal CCNL della propria categoria, messo a punto con l’accordo delle sigle sindacali rappresentati del settore e quindi il guadagno annuo può variare notevolmente sia in base al settore di lavoro che al proprio inquadramento contrattuale.

Non sempre lo stipendio di chi lavora nel settore privato è inferiore a quello di un dipendente pubblico - fatta accezione dei dirigenti della PA - e anzi è proprio nel settore privato che c’è maggiore opportunità di crescita professionale e avanzamento di carriera e, perché no, di ambire a stipendi maggiori rispetto alla media.

Licenziamento dipendente pubblico e privato: le differenze

Uno dei temi di maggior critica riguarda le regole sui licenziamenti per i dipendenti pubblici e privati, a seguito delle due diverse discipline introdotte dall’avvento della riforma del lavoro e dall’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Le regole attualmente in vigore introdotte con la riforma Fornero del 2012 hanno modificato quanto previsto in materia di licenziamenti individuali: in caso di licenziamento illegittimo il lavoratore avrà diritto al risarcimento proporzionale e non più alla reintegra sul posto di lavoro.

Questo tuttavia soltanto per i dipendenti privati: nei confronti degli statali in caso di licenziamento illegittimo vige ancora quanto previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori: l’aveva affermato la Madia ed è stato confermato dai giudici della Suprema Corte con la sentenza n. 11868/2016.

Meglio lavorare nel pubblico o nel privato?

Dopo aver analizzato in sintesi quelle che sono le principali differenze tra il lavorare come dipendente pubblico o come dipendente di aziende del settore privato cerchiamo di tirare le somme.

Meglio prepararsi a superare un concorso per diventare dipendente statali o intraprendere la carriera nel privato? Non esiste una risposta univoca. Spesso per chi lavora nel settore pubblico il rischio è di perdere la motivazione del proprio lavoro. Fare carriera non è semplice e il rischio è di trovarsi incastrati nelle maglie della burocrazia.

Il vantaggio per chi lavora nel pubblico è la certezza del “posto fisso” che, nonostante tutto, sembra essere ancora oggi una delle priorità degli italiani.

Meglio lavorare nel privato? Anche in questo caso è bene sottolineare le stortezze del sistema lavoro in Italia e le difficoltà che oggi ci sono nel trovare lavoro e nell’essere regolarmente assunti, soprattutto per chi vive al Sud, dove come noto ci sono molte meno opportunità di trovare lavoro rispetto a città grandi come Roma e Milano.