Detrazione IVA acquisti: termine più che dimezzato con il DL 50/2017

Giuseppe Guarasci - IVA

Il Decreto Legge 50/2017 limita l'esercizio del diritto di detrazione dell'IVA sugli acquisti, riducendo il periodo temporale entro il quale fruire dell'IVA a credito. Ecco tutte le novità.

Detrazione IVA acquisti: termine più che dimezzato con il DL 50/2017

Detrazione Iva acquisti: il Decreto Legge 50/2017 ha modificato la normativa attualmente in vigore, cambiando i termini in cui è possibile detrarre l’Iva a credito.

La novità introdotta dal DL 50/2017, infatti, finirà con il penalizzare ancora una volta le imprese modificando quanto attualmente previsto dal DPR 633/72, il Decreto Iva che negli ultimi mesi è stato ritoccato in più punti. La nuova normativa sulla detrazione dell’Iva sugli acquisti, in sintesi, dimezza i termini entro cui i titolari di partita Iva e quindi imprese e professionisti, potranno detrarre l’Iva a credito sulle fatture di acquisto (articolo 2 del Decreto Legge 50/2017).

Non si tratta dell’unica novità mal vista da imprese e professionisti: oltre alla riduzione dei termini in cui è possibile portare in detrazione l’Iva sugli acquisti, il DL 50/2017 ha introdotto nuove regole sullo split payment IVA per i professionisti e sulla compensazione dei crediti fiscali.

Le novità fiscali introdotte con il Decreto Legge 50/2017 finiscono quindi col penalizzare ancora una volta le imprese e i professionisti: il popolo delle partite Iva, già tartassato da adempimenti fiscali e da una pressione fiscale tra le più altre in Europa, viene ancora una volta “preso di mira”.

La disapprovazione delle misure introdotte dal DL 50/2017 2017, tra cui split payment IVA, dimezzamento del termine di detrazione Iva per gli acquisti e nuove regole sull’utilizzo dei crediti fiscali in compensazione arriva in primo luogo dai commercialisti che, dopo aver revocato lo sciopero indetto dopo l’emanazione del D.L. 193/2016, hanno accolto le novità introdotte nella “Manovrina” come l’ennesimo colpo basso a professionisti e imprenditori.

Ma cosa cambia in concreto con il Decreto Legge numero 50 del 24 aprile 2017 sulla detraibilità dell’Iva sugli acquisti? Cerchiamo di capirci qualcosa in più.

Detrazione IVA acquisti: termine più che dimezzato con l’articolo 2 del DL 50/2017

Secondo quanto previsto prima dell’entrata in vigore dell’articolo 2 del DL 50/2017 la detrazione dell’Iva sugli acquisti era ammessa entro il termine di scadenza della dichiarazione Iva del secondo anno successivo a quello di riferimento della fattura.

La disciplina normativa, contenuta all’art. 19, comma I del DPR 633/72 disponeva infatti che:

“Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.”

L’articolo 2 del DL 50/2017 cambia proprio l’articolo del Decreto Iva sopra citato, prevedendo che l’Iva, dal momento in cui diventa esigibile - art. 6 del DPR 633/72 - può essere detratta esclusivamente entro l’anno, o più precisamente “con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto”.

Le novità contenute nel Decreto Legge 50/2017 in merito alla detrazione Iva acquisti andranno a penalizzare le imprese da subito. Facendo un esempio, per chiarire la situazione, mettiamo il caso che nel 2016 non fosse stata registrata una fattura acquisti emessa nel medesimo periodo d’imposta. Con l’attuale normativa è previsto che l’Iva a credito possa essere scaricata entro aprile 2019, il termine di presentazione della dichiarazione Iva del secondo anno successivo a quello di riferimento.

A seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni contenute nella Manovra correttiva del 2017, è previsto che l’Iva a credito sulla fattura debba essere scaricata entro il termine del 28 febbraio 2017 (la scadenza della dichiarazione Iva per il 2017 è stata straordinariamente anticipata).

L’articolo 2 del Decreto Legge 50/2017 modifica anche l’attuale art. 25, comma 1 del DPR 633/72: le fatture di acquisto dovranno essere registrate nel registro Iva prima della registrazione della liquidazione periodica nella quale si vuole detrarre l’Iva ed entro la scadenza della dichiarazione Iva dell’anno successivo a quello di emissione della fattura.

Detrazione IVA acquisti: le imprese penalizzate dalla manovra correttiva 2017

Le nuove disposizioni sulla detrazione dell’Iva a credito sulle fatture penalizzeranno le imprese fin da subito: dal momento dell’entrata in vigore delle novità previste dal DL 50/2017, per le operazioni per le quali ancora non è stato esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta a credito e relative al 2015 e il 2016 la conseguenza sarà, in sintesi, il venir meno del diritto a recuperare l’imposta.

Il nuovo termine per la detrazione dell’Iva sugli acquisti non è l’unica penalizzazione per le imprese introdotta con il Decreto Legge 50/2017: la Manovra correttiva ha infatti introdotto nuove regole sulla compensazione del credito Iva e sullo split payment.

Si tratta di novità che hanno fin da subito portato a reazioni non proprio d’approvazione da parte di commercialisti e imprese: per quanto riguarda la compensazione dei crediti fiscali, è previsto che il limite di compensazione libera attualmente fissato a 15.000 euro venga ridotto e più che dimezzato (anche questa volta), scendendo a 5.000 euro. Questo comporterà maggiori oneri per le imprese e per la tenuta della contabilità e per gli adempimenti fiscali.

Per quanto riguarda lo split payment, tra le novità di maggior rilievo c’è l’estensione anche ai professionisti e ad altri soggetti precedentemente esclusi dal regime della scissione dei pagamenti Iva.

Le novità contenute nella Manovra correttiva non piacciono ai commercialisti che, appoggiati dal Consiglio nazionale e dal presidente Massimo Miani, richiedono un intervento di modifica alle novità fortemente penalizzanti per le imprese e per i professionisti. Lo sciopero, annunciato dopo l’emanazione del D.L. 193/2016, il decreto fiscale che ha introdotto spesometro e liquidazioni Iva trimestrali, torna sulla bocca dei professionisti e, a scanso di modifiche alle novità attualmente previste, pare che nei prossimi mesi se ne tornerà a parlare con insistenza.