Decreto Legge 50/2017: tutte le promesse mancate di Renzi e Gentiloni

Il Decreto Legge 50/2017 è entrato in vigore il 24 aprile e ha introdotto importanti e numerose novità fiscali. Ma, prima di tutto, è il simbolo delle promesse mancate del Governo Renzi e di Gentiloni.

Decreto Legge 50/2017: tutte le promesse mancate di Renzi e Gentiloni

Decreto Legge 50/2017, la Manovrina richiesta dall’Unione Europea si è trasformata nell’emblema delle promesse mancate di Renzi, Gentiloni e della squadra di Governo.

Nel testo del DL 50/2017, pubblicato il 24 aprile 2017 in Gazzetta Ufficiale, è contenuto il contrario di tutto ciò che prima Renzi e poi il suo successore Gentiloni avevano promesso alle imprese, ai contribuenti e ai professionisti negli scorsi mesi.

Come se non bastasse, inoltre, le novità fiscali introdotte con il Decreto Legge 50/2017 vanno ad aggiungersi al malcontento, placato a suon di promesse di semplificazione, successivo all’entrata in vigore del DL 193/2016, il decreto emanato d’urgenza in concomitanza con la Legge di Bilancio 2017 e che ha introdotto i due nuovi adempimenti dello spesometro e liquidazioni Iva trimestrali.

Insomma, ancora una volta la pratica si discosta ampiamente dalla teoria: il DL 50/2017 è in totale contraddizione rispetto alle promesse di Renzi e Gentiloni degli ultimi mesi, per non parlare degli annunci del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Padoan.

Ad essere nuovamente presi d’assalto sono professionisti e imprese, con i nuovi limiti alla compensazione dei crediti Iva e l’obbligo di invio telematico dei modelli F24 per l’utilizzo del credito in compensazione per versare le imposte. Ma non mancano anche colpi nei confronti dei normali contribuenti, con l’aumento delle aliquote Iva già dal 2018, delle accise su benzina, tabacchi e l’aumento della tassa sulla fortuna.

L’elenco delle promesse disattese e delle contraddizioni del Governo Renzi e Gentiloni sarebbe - a dire il vero - ben più lungo di quanto possibile analizzare nelle righe seguenti. Per cercare di capire il perché del malcontento sempre maggiore di professionisti, imprese e contribuenti, vediamo cosa prevede il DL 50/2017 e quali i maggiori punti critici.

Decreto Legge 50/2017: tutte le promesse mancate di Renzi e Gentiloni

Sono passati pochi mesi dall’entrata in vigore del DL 193/2016 e dall’annuncio dello sciopero dei commercialisti, revocato dopo un tira e molla durato settimane con l’annuncio di un nuovo intervento di semplificazione fiscale.

A contraddire la promessa del Governo arriva il testo ufficiale del DL 50/2017 che non soltanto dimentica di rivedere le scadenze dei nuovi adempimenti (spesometro semestrale e liquidazioni Iva trimestrali) ma addirittura introduce regole ancor meno vantaggiose per i contribuenti.

Se negli scorsi mesi si era parlato di una tassa occulta per le partite Iva, la stessa cosa può essere affermata con forza leggendo quali sono le novità fiscali introdotte dal DL 50/2017. A tal proposito - rimandando agli articoli di approfondimento per tutti i chiarimenti tecnici - la Manovrina ha introdotto nuovi limiti alla compensazione del credito Iva senza bisogno di garanzie, con importo che passa dai 15.000 euro a 5.000 euro, e l’obbligo di invio telematico del modello F24 per pagare le imposte in compensazione.

Cosa significa? Non è azzardato concludere che il DL 50/2017 comporterà nuovi costi per la tenuta della contabilità e per gli adempimenti fiscali; seppur non si tratti di una vera e propria tassa, quanto previsto dal testo del Decreto Legge si traduce in maggiori spese che le imprese dovranno sostenere per l’obbligato ricorso ai servizi dei professionisti abilitati.

Più che di semplificazione fiscale, sembra che gli interventi portati avanti da Renzi prima e dal suo successore Gentiloni ora siano volti a complicare la vita dei contribuenti. Ma siamo soltanto all’inzio.

Decreto Legge 50/2017: il tira e molla dell’aumento Iva

Le clausole di salvaguardia che comporteranno un aumento delle aliquote Iva del 10% e del 22% sono state sterilizzate soltanto in parte con il Decreto Legge 50/2017. Per il 2018 l’aliquota del 10% passerà all’11,5% mentre quella ordinaria del 22% salirà subito di 3 punti percentuali, portando l’aliquota Iva al 25% a partire dal 1° gennaio 2018.

L’aumento dell’Iva e i suoi “scongiuri” sono stati uno dei maggiori temi della campagna elettorale permanente di un Governo sempre più alla ricerca di favore; prima Renzi, poi Padoan che fino ad una settimana fa escludeva un aumento delle aliquote Iva già dal 2018.

Sta di fatto che l’imposta sui consumi sarà rivista - almeno stando a quanto previsto ad oggi - e aumenterà progressivamente. Si tratta della prima volta, da quando nel 2011 l’allora Governo Berlusconi introdusse le clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva come vincolo comunitario, che non è possibile la sterilizzazione in toto.

L’Italia è sempre più una Nazione affamata di liquidità; a conferma di tale tesi basta citare la tassa sulla fortuna, con la quale il Governo va ad incassare soldi sulle vincite a giochi e lotto o il sequel della rottamazione dei debiti fiscali.

Decreto Legge 50/2017: l’Italia punta sui condoni fiscali

Puntare il dito contro le promesse mancate di Renzi in primis e poi di Gentiloni finirebbe con il perdere di vista alcune delle importanti novità fiscali introdotte con il DL 50/2017.

Oltre a quelle sopra elencate, è il caso di ricordare con la Manovrina con la quale il Governo punta a recuperare quei 3,4 miliardi di euro richiesti dall’UE fa ancora una volta perno sul condono fiscale.

A soltanto tre giorni dalla scadenza per presentare domanda di rottamazione delle cartelle Equitalia, il Decreto Legge 50/2017 introduce un nuovo condono: si tratta della rottamazione delle liti con controparte l’Agenzia delle Entrate; i contenziosi in materia tributaria potranno essere sanati al netto di sanzioni e interessi di mora fino a settembre 2017.

Lo strumento del condono fiscale è ampiamente criticato nell’ambito della scienza tributaria, proprio perché il continuo ricorso a strumenti legislativi che finiscono con l’avvantaggiare gli evasori finisce con l’inibire i contribuenti dal pagamento puntuale delle imposte dovute. Nonostante ciò il Governo Gentiloni e Padoan ci pensano poco e la rottamazione delle liti fiscali con l’Agenzia delle Entrate è pronta per diventare legge.

Altro che riduzione delle imposte, la riforma delle aliquote Irpef annunciata da Renzi e maggiori aiuti per la crescita delle imprese; il DL 50/2017 mostra il vero volto del nostro Paese, un’Italia alla disperata ricerca dei soldi necessari per allontanare il rischio default.