Comunicazioni Iva, non c’è tregua: lettere versamenti secondo trimestre 2017 in arrivo

Comunicazione liquidazioni Iva secondo trimestre 2017: in arrivo le lettere di invito alla regolarizzazione da parte dell'Agenzia delle Entrate in caso di mancato versamento e a seguito dell'invio della Lipe periodiche.

Comunicazioni Iva, non c'è tregua: lettere versamenti secondo trimestre 2017 in arrivo

Comunicazione liquidazioni Iva secondo trimestre 2017:: in arrivo lettere di invito alla regolarizzazione dell’Agenzia delle Entrate in caso di mancato versamento dell’importo dovuto.

Si tratta di uno degli effetti delle comunicazioni delle liquidazioni Iva trimestrali 2017 e che contribuenti e intermediari hanno già avuto modo di saggiare negli scorsi giorni, quando a seguito degli inviti alla compliance inviati nello scorso mese di luglio sono stati notificati gli avvisi bonari relativi ai mancati versamenti Iva del primo trimestre dell’anno.

L’obiettivo delle lettere inviate dall’Agenzia delle Entrate è quello di velocizzare il recupero dell’Iva dovuta e non versata. Non c’è tregua per contribuenti e intermediari, alle prese con i nuovi adempimenti Iva introdotti con il DL 193/2016.

Non solo le comunicazioni delle liquidazioni Iva periodiche, le Lipe trimestrall, ma anche lo spesometro, che in vista della prima scadenza dell’anno fissata al 16 ottobre 2017 presenta ancora oggi problemi e criticità.

Comunicazione liquidazioni Iva: lettere versamenti secondo trimestre 2017 in arrivo

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate inviate ai contribuenti in caso di mancato versamento Iva del secondo trimestre 2017 sono gli alert che i contribuenti si sono già visti recapitare a seguito dell’invio delle comunicazioni delle liquidazioni Iva del primo trimestre 2017.

Negli avvisi si legge che tali lettere di “alert” sono inviate a seguito di incoerenze riscontrate dall’esame dei dati trasmessi con le Lipe trimestrali e dei versamenti Iva relativi al secondo trimestre 2017.

Si tratta, in sostanza, dei classici inviti alla compliance dell’Agenzia delle Entrate inviati in automatico ai contribuenti che, a seguito dei controlli incrociati tra versamenti effettuati e dati delle Lipe trimestrali, risultano non aver versato l’Iva dovuta nel secondo trimestre dell’anno.

In questo caso l’Agenzia delle Entrate sta provvedendo a sollecitare il pagamento dell’importo dovuto a meno di un mese dall’invio delle Lipe del secondo trimestre 2017, scadute come noto lo scorso 18 settembre.

Ormai è chiaro che l’obiettivo delle Lipe 2017 è quello di velocizzare la procedura di riscossione dell’Iva non versata, senza considerare tuttavia il fatto che spesso situazioni del genere riguardano contribuenti in crisi di liquidità, che fino al 2016 e prima dell’introduzione delle Lipe trimestrali e dello spesometro hanno potuto versare l’Iva in ritardo ricorrendo al ravvedimento operoso.

Una cattiva prassi che è chiaro sintomo di problemi nella gestione aziendale ma che non si può negare come sia stata quasi indispensabile per evitare il fallimento di molte piccole imprese in difficoltà economica.

A complicare il quadro di una situazione sempre più complessa vi sono anche gli avvisi bonari trasmessi negli scorsi giorni in merito ai mancati versamenti Iva del primo trimestre 2017. Non c’è tregua.

Iva non versata primo e secondo trimestre 2017: tra avvisi bonari e lettere di alert

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate in caso di mancato versamento Iva nel secondo trimestre 2017 sono inviate nel Cassetto Fiscale del contribuente e all’interno del servizio Fatture e Corrispettivi, nella sezione l’Agenzia scrive.

Sono molti i contribuenti e gli intermediari già nella giornata di ieri hanno ricevuto i primi inviti alla compliance, e a questi si aggiungono gli avvisi bonari relativi ai mancati versamenti Iva del primo trimestre 2017.

Quel che è chiaro è che anche in caso di Iva non versata nel secondo trimestre, la mancata regolarizzazione porterà all’emissione di nuovi avvisi bonari per i contribuenti, impedendo dal momento della sua notifica la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso.

Per i contribuenti che hanno già ricevuto gli avvisi bonari art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 relativi alle Lipe del primo trimestre 2017 è necessario pagare l’importo dovuto entro 30 giorni dalla data di consegna beneficiando della sanzione al 10%, anche ricorrendo alla rateazione dell’importo.

Gli avvisi bonari, elaborati a seguito dell’incrocio dei dati contenuti nelle Lipe periodiche rispetto ai versamenti effettuati, sono stati recapitati in tutti quei casi in cui l’Agenzia delle Entrate ha riscontrato un discostamento tra Iva a debito e imposta versata.

Non soltanto la beffa di non poter ricorrere al ravvedimento operoso in caso di Iva omessa: si ricorda che in caso di mancato versamento delle somme imputate dall’avviso bonario, ovvero di contestazione dell’esito dei controlli automatizzati dell’Agenzia delle Entrate, la norma prevede che il compito di recupero della somma evasa passi all’Ente di riscossione, ovvero all’Agenzia Entrate Riscossione, con un ulteriore aggravio di sanzioni, interessi e aggi a seguito dell’iscrizione a ruolo della somma.