Locazioni brevi: scadenze e regole per il versamento della "tassa Airbnb"

Anna Maria D’Andrea - Cedolare secca sugli affitti

Locazioni brevi: prima scadenza per il versamento della tassa Airbnb fissata al 17 luglio 2017. L'Agenzia delle Entrate con provvedimento del 12 luglio fissa le regole per gli intermediari immobiliari.

Locazioni brevi: scadenze e regole per il versamento della "tassa Airbnb"

Locazioni brevi, scadenze e regole per il versamento della cedolare secca diffuse dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 12 luglio 2017. Per la meglio nota tassa Airbnb gli intermediari sono chiamati alla cassa il 17 luglio 2017.

Si tratta della prima scadenza per l’adempimento periodico che interesserà intermediari immobiliari e gestori di portali di intermediazione (come Airbnb o Booking) per il versamento all’Erario della ritenuta d’imposta del 21% sui canoni di locazione breve.

La tassa Airbnb, ricordiamo, non dovrà essere versata direttamente dai privati ma da chi mette in contatto locatori e locatari e la scadenza a regime è previsa per il 16 di ogni mese.

La scadenza del 17 luglio 2017 rappresenta il debutto di uno degli adempimenti introdotto con il DL 50/2017 per contrastare il fenomeno dell’evasione sugli affitti brevi. Oggetto dell’adempimento sono i contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni, stipulati a decorrere al 1° giugno 2017.

I medesimi soggetti sono inoltre tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativamente a contratti di locazione breve stipulati a partire dalla data del 1° giugno 2017, anche nel caso di sublocazione o di concessione in godimento oneroso dell’immobile da parte del comodatario.

Di seguito le regole per gli intermediari tenuti al versamento della cedolare secca del 21% e le scadenze della tassa Airbnb diffuse con provvedimento delle Entrate datato 12 luglio 2017.

Locazioni brevi: scadenze e regole per il versamento della "tassa Airbnb"

Il versamento della tassa Airbnb, la ritenuta del 21% a titolo di cedolare secca o di acconto d’imposta sui corrispettivi lordi dovuti per i contratti di locazione breve, dovrà essere effettuato da soggetti residenti e non residenti che effettuano attività di intermediazione immobiliare.

La “tassa Airbnb” non dovrà, quindi, essere versata direttamente dai privati che affittano il loro immobile ma dagli intermediari ai quali si affida la locazione: agenzie o portali online. Questi applicheranno all’affitto pagato al locatore una ritenuta (a titolo di cedolare secca o di acconto d’imposta) pari al 21%.

L’adempimento resta dunque a carico dell’intermediario, ovvero dei soggetti residenti e non residenti nel territorio dello Stato che intervengono nella conclusione dei contratti di locazione breve, ovvero gli affitti di durata inferiore ai 30 giorni. L’importo dell’imposta dovuta per i contratti di locazione, invece, è addebitato al privato che affitta la propria abitazione sottraendo l’imposta all’affitto pattuito.

La scadenza per il versamento della ritenuta del 21% è fissata al giorno 16 del mese successivo a quella in cui è stato stipulato il contratto di locazione; la scadenza per il mese di luglio è fissata al giorno 17 (il 16 luglio è domenica).

I soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia adempiono all’obbligo di versare la tassa Airbnb tramite rappresentante fiscale.

Si allega di seguito il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato il 12 luglio 2017

PDF - 286.4 Kb
Provvedimento Agenzia delle Entrate 12 luglio 2017
Scarica il provvedimento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate il 12 luglio 2017 con regole e scadenze per il versamento della tassa Airbnb

Locazioni brevi: codice tributo e compilazione F24 per il versamento della "tassa Airbnb"

Per il versamento della ritenuta d’acconto sui canoni di locazione breve bisognerà utilizzare il modello F24 e il codice tributo istituito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 88/E del 5 luglio 2017 e compilare il modello F24 nella seguente modalità:

  • Codice tributo “1919” da inserire nella sezione Erario del modello F24 in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”;
  • nei campi “Rateazione/regione/prov/mese rif.“ e “Anno di riferimento” bisognerà indicare mese e anno cui la ritenuta si riferisce, rispettivamente nei formati “00MM” e “AAAA”.

La ritenuta del 21% sui canoni di locazione breve per eventuali eccedenze potrà essere recuperata in compensazione con i versamenti dello stesso anno utilizzando il codice tributo 1628, denominato "Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi - art. 15, c. 1, lett. b) D.Lgs. n. 175/2014", istituito con risoluzione n. 13/E del 10 febbraio 2015, seguendo le indicazioni ivi specificate.

Per le compensazioni dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono le eccedenze dei versamenti dovrà invece essere utilizzato il codice tributo “6782”, denominato “Eccedenza di versamenti di ritenute di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi scaturente dalla dichiarazione del sostituto d’imposta – Mod. 770 semplificato”.

Obbligo di trasmissione dei dati per le locazioni brevi

Il DL 50/2017 ha introdotto per gli intermediari anche l’obbligo di trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati per i contratti di locazione breve stipulati a partire dal 1° giugno 2017.

La trasmissione dei dati dovrà essere effettuata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è stato concluso il contratto (per quelli stipulati nel 2017 la scadenza è dunque fissata al 30 giugno 2018). Dovrà contenere i seguenti dati:

  • il nome, cognome e codice fiscale del locatore;
  • durata del contratto;
  • l’importo del corrispettivo lordo;
  • l’indirizzo dell’immobile.

Per i contratti relativi al medesimo immobile e stipulati dal medesimo locatore, la comunicazione dei dati può essere effettuata anche in forma aggregata.

I dati dovranno essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate seguendo le specifiche tecniche non ancora pubblicate ma che saranno messe a disposizione degli intermediari in breve tempo.