Cessione del credito superbonus: nessuna impugnazione per la legge della Basilicata

Tommaso Gavi - Irpef

Nel Consiglio dei Ministri del 18 settembre scorso il Governo ha deciso di non impugnare la legge regionale della Basilicata che permette l'acquisto dei crediti del superbonus da parte di società private collegate a Regioni ed enti locali. Non si applica il divieto previsto dal decreto Cessioni

Cessione del credito superbonus: nessuna impugnazione per la legge della Basilicata

Il Governo, nella riunione del Consiglio dei Ministri del 18 settembre, ha deciso di non impugnare la legge regionale della Basilicata che apre la strada alle società private collegate a Regioni ed enti locali all’acquisto dei crediti del superbonus.

Già lo scorso 16 agosto lo stesso presidente della Regione, Vito Bardi, aveva reso noto di aver chiesto un parere al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La nota interpretativa di risposta aveva specificato l’assenza di osservazioni di carattere costituzionale e la coerenza con il quadro legislativo.

La decisione del Governo conferma e rafforza la nuova possibilità per le Regioni e per gli enti locali di acquistare i crediti senza l’applicazione del divieto previsto dal decreto Cessioni.

Cessione del credito superbonus: nessuna impugnazione per la legge della Basilicata

Tra le leggi regionali e delle province autonome, che il Governo ha deliberato di non impugnare c’è la legge della Regione Basilicata numero 20 del 16 luglio 2023, relativa a “Circolazione dei crediti fiscali per efficientamento energetico del patrimonio edilizio”.

La decisione presa nel corso del Consiglio dei Ministri del 18 settembre 2023, resa nota nel comunicato stampa dell’Esecutivo, conferma l’apertura all’acquisto dei crediti del superbonus e degli altri bonus edilizi da parte delle società private collegate alle Regioni e agli enti locali.

“Per il MEF non vi sono osservazioni di carattere costituzionale, data la coerenza della norma regionale con il quadro legislativo nazionale di recente approvazione”

chiariva la nota interpretativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in risposta al parere richiesto dalla Regione Basilicata.

Come già evidenziato nella nota del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, pubblicata il 16 agosto scorso, la legge lucana potrà dare una risposta a cittadini e imprese.

Il Governo conferma quindi una posizione già anticipata del MEF, ovvero la possibilità che le società private collegate alle Regioni e agli enti locali inizino ad acquistare i crediti dei bonus edilizi, nonostante il divieto previsto dal decreto Cessioni, il DL 11/2023.

Il divieto, stabilito dall’articolo 1 del decreto numero 11 del 16 febbraio 2023, convertito con modifiche dalla legge numero 38 dell’ 11 aprile scorso, interveniva sull’articolo 121 del decreto Rilancio bloccando gli acquisti da parte di Regioni ed enti locali.

La decisione dell’Esecutivo apre a nuove azioni per favorire lo sblocco dei crediti incagliati, dando ossigeno alle banche con gli acquisti e permettendo a cascata l’apertura di nuove pratiche per cittadini e imprese.

L’esempio della Regione Basilicata potrebbe essere seguito, in tempi brevi, da Puglia, Campania, Umbria, Calabria e Lazio.

Crediti incagliati: una questione ancora lontana dalla soluzione

La questione dei crediti incagliati è ancora lontana dalla soluzione, anche se l’apertura nei confronti della legge della Regione Basilicata potrebbe aprire una nuova strada per favorire lo sblocco delle somme ferme nei cassetti fiscali di contribuenti e imprese.

Senza dubbio attendono risposte i cosiddetti “esodati del superbonus”, in protesta davanti al MEF nelle giornate del 18, 19 e 20 settembre 2023.

Aldilà dei numeri dei crediti incagliati, si tratta di una questione sociale che alimenta un clima di crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni.

I manifestanti chiedono soluzioni per non essere costretti a non rispettare le scadenze. Le proroghe senza ulteriori interventi non farebbero altro che allungare l’agonia, come sottolineato da uno dei manifestanti ai microfoni di Informazione Fiscale.

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Intanto, il Governo ha reso noto che non ci sarà la proroga per gli interventi già iniziati sui condomini: la scadenza per l’agevolazione in forma piena al 110 per cento resta al 31 dicembre 2023.

Allo studio dell’Esecutivo c’è però c’è una certificazione del Fisco per lo sblocco del credito.

Una sorta di “bollino blu” successivo ai controlli della Guardia di Finanza che faciliterebbe l’acquisto da parte di banche e intermediari finanziari, che spesso non acquistano le somme precedenti all’introduzione del decreto antifrodi per non incorrere nel sequestro in caso di operazioni irregolari.

Si attendono gli sviluppi per una questione in cui diventa sempre più urgente l’individuazione di possibili soluzioni.

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