Assegnazioni provvisorie e mobilità: il ruolo delle utilizzazioni con il nuovo CCNI

Diego Denora - Scuola

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, la disponibilità di posti cambierà volto con la firma del nuovo CCNI. Ecco quali sono le novità sulla mobilità degli insegnanti.

Assegnazioni provvisorie e mobilità: il ruolo delle utilizzazioni con il nuovo CCNI

Nelle assegnazioni provvisorie ha un ruolo fondamentale la disponibilità di posti assegnabili in mobilità insegnanti: il nuovo CCNI detta le regole e differenzia assegnazioni e utilizzazioni.

La disponibilità di posti liberi per le assegnazioni provvisorie è decisa regione per regione nell’incontro tra sindacati e scuole con la supervisione del MIUR, anche considerando le iniziative della singola scuola, oltre che le eccezioni tra insegnanti coniugi.

I criteri di definizione delle assegnazioni provvisorie disciplinano anche gli spostamenti tra province diverse, un tempo bloccate e oggi riorganizzate grazie al CCNI siglato proprio il 21 di giugno.

Occorre però analizzare il testo, poiché la normativa è molto articolata ed alcuni riferimenti possono sfuggire.

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni: cosa prevede il CCNI

Le assegnazioni provvisorie prevedono la possibilità di prestare servizio per un anno scolastico in una scuola dove non si è titolari di cattedra, con la possibilità di prorogare l’incarico fino a 3 anni, ma questo a determinate condizioni.

Il CCNI del 21 giugno esprime due novità importanti sulla mobilità degli insegnanti, cioè l’eliminazione del blocco triennale nella provincia di assunzione in ruolo ed il divieto di domanda provinciale per chi ha ottenuto il trasferimento con eccezioni.

Riguardo all’utilizzazione, invece, si tratta di docenti senza posizione che il MIUR intende utilizzare come forma di reimpiego qualificato per il personale della scuola (Art. 4 del CCNI di Giugno 2017).

L’Art. 3 del CCNI appena firmato ribadisce che le sole utilizzazioni possono essere decise tramite contrattazione decentrata regionale, per cui non vi possono essere sovrapposizioni con le assegnazioni provvisorie, tranne che negli scambi in mobilità tra insegnanti coniugi.

Assegnazioni provvisorie tra pezzi di orario e disponibilità in organico

Tra le disponibilità nelle assegnazioni provvisorie in mobilità sono compresi anche posti vacanti in organico che riguardano progetti e iniziative della scuola, come previsto dall’Art. 1 della Legge 107/2015. A complicare il quadro della situazione, vi sono anche gli segmenti di orario pieno.

L’Art. 3 del CCNI chiarisce che l’obiettivo di tali disposizioni è realizzare gli obiettivi formativi, quindi garantire il normale svolgimento delle lezioni ed il raggiungimento degli obiettivi formativi.

Ciò che che sorprende è però la solerzia nel regolare la mobilità insegnanti e la bassa attenzione riservata agli insegnanti vincitori di concorso in attesa di posizione - come se mettere infinite toppe ad un vestito consumato sia preferibile a comprarne uno nuovo, secondo il MIUR.