Accorpamento della Polizia Penitenziaria? Ecco tutte le novità per le forze armate

Accorpamento della Polizia Penitenziaria? Ecco tutte le novità per le forze armate

Diego Denora - Forze armate

Ecco tutte le novità per le forze armate: accorpamento, razionalizzazione, nuova dislocazione. Possibile un accorpamento della Polizia penitenziaria?

La polizia penitenziaria potrebbe subire un accorpamento? Le novità per le forze armate sono molte: la Legge Madia ha compiuto una forte razionalizzazione dei corpi militari in Italia, riaffidando compiti operativi e attività nei restanti enti di difesa e protezione.

L’accorpamento del Corpo Forestale con l’Arma dei Carabinieri ne è un esempio: le circa 8 mila unità a guardia del patrimonio naturale e boschivo hanno cambiato divisa, restando comunque incaricati di tutelare l’ambiente, il territorio marino, nonché di mantenere la sicurezza e il controllo nel settore agroalimentare.

Le forze armate dello stato sono passate così al setaccio dal ministro Madia: attraverso il Decreto Legislativo 177/2016 il governo ha provveduto all’accorpamento dei due enti, nonché alla dislocazione delle Forze di Polizia sul territorio, privilegiando l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluogo e dell’Arma dei carabinieri nel restante territorio. Eppure, la Polizia Penitenziaria non viene citata in nessun articolo del decreto. Cosa succederà al corpo carcerario?

Accorpamento della Polizia Penitenziaria: tutte le novità per le forze armate

La Polizia Penitenziaria non rientra in nessuno degli articoli del Decreto Legislativo 177/2016, per questo motivo è logico dedurre che non sia previsto nessun accorpamento, almeno per ora. Le funzioni del corpo carcerario sono molto diverse dai restanti ed una fusione sarebbe piuttosto complessa da gestire, soprattutto per il numero degli effettivi (circa 40 per la Polizia Penitenziaria) cinque volte superiore a quello dei colleghi del Corpo Forestale.

L’accorpamento sarebbe escluso, quindi, i compiti affidati restano esclusivamente agli appartenenti del corpo carcerario che resta lì dov’è. D’altronde, in questo caso, un semplice cambio di uniforme non sarebbe bastato: le attività operative della Polizia Penitenziaria sono specifiche, non sono possibili cambi di rotta così repentini. La Legge 395/1990 sancisce con precisione doveri e mansioni del corpo, vediamo quali sono nel dettaglio:

  • assicurare l’esecuzione delle misure privative della libertà personale;
  • garantire l’ordine all’interno degli istituti di prevenzione e tutelarne la sicurezza;
  • partecipare, anche nell’ambito di gruppi di lavoro, alle attività di osservazione e trattamento rieducativo dei detenuti;
  • espletare il servizio di traduzione per i detenuti;
  • espletare il servizio di piantonamento dei detenuti in luoghi esterni di cura;
  • concorrere all’espletamento dei servizi di ordine, sicurezza pubblica e pubblico soccorso.

Le novità, dunque, riguarderebbero le altre forze armate e non l’istituzione carceraria, in quanto non vi sarebbe nessun conflitto né raddoppiamento di compiti. Una eventuale fusione con altro corpo di polizia giudiziaria, inoltre, porterebbe la suddetta ad essere superiore in numero alle altre due forze dell’ordine e ciò creerebbe uno squilibrio ingombrante.

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