Vitalizi, dal Senato stop all’urgenza sulla legge Richetti

Vitalizi, al Senato non passa la proposta M5S che richiedeva l'urgenza per l'esame sulla legge Richetti. Ecco le novità e cosa prevede la norma per i Parlamentari.

Vitalizi, dal Senato stop all'urgenza sulla legge Richetti

La legge sui vitalizi per parlamentari non godrà della procedura d’urgenza. È quanto disposto nelle novità dalla votazione al Senato di oggi che prevede un iter di esame normale e non accelerato per la legge Richetti.

Il Senato si esprimerà sul ricalcolo dei vitalizi realisticamente a settembre dopo la pausa estiva. L’esito della voto è stato duramente contestato dal Movimento 5 Stelle, che ha già parlato di sabotaggio della legge Richetti, da poco approdata a Palazzo Madama.

Ecco le novità di oggi sui vitalizi da Senato circa la procedura d’urgenza da adottare per la riforma del trattamento per Parlamento, Regioni e Provincie autonome.

Vitalizi, dal Senato stop all’urgenza sulla legge Richetti

È arrivata nella giornata di oggi il voto contrario del Senato sull’urgenza da apporre alla legge Richetti sui vitalizi dei parlamentari. La proposta, targata M5S, avrebbe fatto seguire al disegno una corsia preferenziale, garantendo l’esame in Commissione Affari Costituzionali in 30 giorni, e non i 60 richiesti per la procedura normale.

La legge sui vitalizi dei parlamentari sarà quindi esaminata a partire da settembre, quando riprenderà il lavoro della Camere dopo la pausa estiva.

Le motivazioni dello stop all’urgenza per l’analisi al Senato della legge Richetti viene spiegata dal capogruppo dem Luigi Zanda:

Vogliamo esaminare anche questo provvedimento con lo scrupolo necessario, studiandone il contenuto e gli effetti, valutandone l’impatto sul sistema parlamentare e i risvolti di costituzionalità, che non sono certamente aspetti secondari e che la Commissione dovrà valutare con la necessaria attenzione”.

Un rallentamento per la legge sui vitalizi che viene criticata dal Movimento 5 Stelle, ritenuto come un primo sabotaggio della proposta Richetti. Le contestazioni hanno inizio già nell’Aula del Senato al grido di “Buffoni, buffoni”.

La decisione per la legge Richetti sui vitalizi è oggetto di commenti duri anche nelle colonne del blog di Beppe Grillo:

La legge sui vitalizi può essere discussa e approvata subito e infatti abbiamo chiesto al Senato di discutere urgentemente il disegno di legge approvato la scorsa settimana alla Camera ... Non la passeranno liscia. Il Pd ha l’enorme responsabilità di aver illuso i cittadini che per una volta avrebbero votato un provvedimento giusto dopo migliaia di voti vergogna. Faremo nomi e cognomi di chi saboterà il provvedimento e salvare i vitalizi perché gli italiani devono sapere con chi hanno a che fare.”.

Vitalizi: cosa prevede la legge Richetti per i Parlamentari

In merito alla legge Richetti va sottolineato in primo luogo come i vitalizi per i parlamentari siano già stati abrogati a partire dal 1° gennaio 2012. La riforma si applica però unicamente ai trattamenti successivi a quella data, mentre chi ha raggiunto prima i requisiti per il vitalizio ha diritto all’erogazione dell’assegno.

Proprio questo è uno dei punti su cui interviene la legge Richetti ora al Senato. Il disegno di legge imporrebbe il ricalcolo su base contributiva anche per i vitalizi in essere. La norma inciderebbe quindi sui 2.500 vitalizi in pagamento che costano una 190 milioni di euro.

Va inoltre considerato come la legge sui vitalizi, se approvata, prevede il ricalcolo anche per gli assegni di Regioni e Provincie autonome.

La norma introduce in particolare il calcolo contributivo che determina l’importo in base al montante versato dai parlamentari e con un coefficiente di trasformazione desunto da quello dei dipendenti pubblici. L’accesso al trattamento pensionistico inoltre avverrebbe almeno a 65 anni, modificando le disposizioni attuali che permettono di diminuire l’età di fruizione fino ai 60 anni.