Split payment IVA professionisti: Zanetti propone di abolire la ritenuta d’acconto

Proposta di Enrico Zanetti sullo split payment IVA per i professionisti: abolire la ritenuta d'acconto Irpef sulle fatture alla P.A. (come per le imprese).

Split payment IVA professionisti: Zanetti propone di abolire la ritenuta d'acconto

L’ex viceministro all’Economia Enrico Zanetti interviene sullo split payment IVA per i professionisti. Sulla pagina Facebook del segretario di Scelta Civica - nonché commercialista e revisore legale dei conti - si legge una dura critica al Governo per la scelta di estendendere lo split payment IVA anche ai professionisti.

Ecco le dichiarazioni di Enrico Zanetti:

AMPLIAMENTO SPLIT PAYMENT IVA A PROFESSIONISTI È ERRORE
La decisione di confermare lo split payment dell’IVA e di estenderlo anche ai pagamenti delle società pubbliche è discutibile, ma l’inclusione nel meccanismo anche dei lavoratori autonomi è proprio inaccettabile. I lavoratori autonomi, a differenza delle imprese, già sopportano un significativo drenaggio di liquidità, sotto forma di prelievo alla fonte di una ritenuta IRPEF al 20%. Se equiparazione con le imprese deve essere, allora dovrebbe essere tale anche nella eliminazione della ritenuta IRPEF alla fonte: è puro buon senso. Per questa ragione, quando già la scorsa volta i tecnici dell’Economia prepararono un testo che includeva i professionisti, in sede politica il Governo Renzi accettò gli emendamenti parlamentari che escludevano dallo split payment i pagamenti ai professionisti. Ora che si riprova a ripetere lo stesso errore, vedremo se ci sarà la stessa forza e attenzione politica di allora per scongiurarlo

Split payment IVA esteso ai professionisti a partire dal 1° luglio 2017

La bozza di decreto legge fiscale approvata dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi prevede l’estensione dello split payment IVA ai professionisti a partire dal prossimo 1° luglio 2017.

Tale previsione estenderebbe quindi il meccanismo di scissione dei pagamenti - già previsto per le imprese - anche ai professionisti, con l’ovvia conseguenza che ciò comporterebbe una riduzione evidente della liquidità disponibile (già soggetta a ritenuta d’acconto Irpef al 20%).

Split payment IVA: cos’è e soggetti obbligati

Lo split payment IVA viene applicato nei rapporti tra imprese e P.A., secondo il classico meccanismo dei “pagamenti divisi”.

Come funziona quindi lo split payment? Occorre, innanzitutto, scindere l’operazione in due parti:

  • nella prima, il soggetto privato (impresa) versa l’ammontare dovuto dell’operazione al netto dell’IVA all’ente della Pubblica Amministrazione considerato;
  • nella seconda l’ente di P.A. si occuperà di versare l’IVA a debito dovuta sull’operazione considerata.

Con riferimento ai soggetti obbligati, lo Split payment IVA si applica ai fornitori dei seguenti enti pubblici così come previsto dall’articolo 17 ter del d.p.r. 633/1972:

  • lo Stato;
  • gli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • gli enti pubblici territoriali;
  • i consorzi costituiti tra enti pubblici ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000;
  • le CCIAA;
  • gli istituti universitari;
  • le aziende sanitarie locali;
  • gli enti ospedalieri;
  • gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza.

Sono invece soggetti esclusi dallo split payment:

  • enti privati o privatizzati;
  • aziende speciali (ivi incluse quelle delle CCIAA);
  • enti pubblici economici;
  • ordini professionali;
  • enti ed istituti di ricerca;
  • agenzie fiscali;
  • autorità amministrative indipendenti e agenzie.