Separazione dei beni: come funziona?

Daniele Di Giovenale - Leggi e prassi

Separazione dei beni: quando si fa? Ecco una guida su svantaggi e vantaggi rispetto alla comunione dei beni, cos'è e come funziona il regime patrimoniale.

Separazione dei beni: come funziona?

Cos’è la separazione dei beni e qual è la differenza con la comunione? Tramite la divisione dei beni i coniugi potranno rimanere titolari esclusivi di ciò che hanno acquistato dopo il matrimonio (art. 215 c.c.). Il regime patrimoniale inoltre non influisce né sulla pensione di reversibilità, né sulle logiche dell’eredità.

I vantaggi della separazione dei beni sono però da valutare in relazione a quanto concesso dalla comunione dei beni. Quando si fa la separazione dei beni e come funziona? Ecco le informazioni più rilevanti in materia.

Separazione dei beni: come funziona?

La separazione dei beni è un regime patrimoniale tra coniugi che si attua solitamente tramite convenzione (ex. art. 162 c.c.). Al contrario della comunione legale dei beni (art. 177 c.c.), nel caso gli sposi optino per la divisione non viene a realizzarsi la contitolarità sui possedimenti della coppia.

I coniugi quindi rimangono titolari esclusivi anche dei beni di cui sono entrati in possesso dopo il matrimonio. Cosa significa e come funziona la separazione dei beni? Cerchiamo di indagare l’istituto più nel dettaglio.

La comunione dei beni estende ai seguenti oggetti:

  • acquisti compiuti dai due coniugi successivamente al matrimonio come: immobili, negozi, beni, aziende ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
  • frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi;
  • proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi;
  • aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.

Nel regime patrimoniale di separazione dei beni invece ogni coniuge rimane il titolare e gestore esclusivo dei propri acquisti e proventi della propria attività. Nel caso di comproprietà, ognuno potrà scegliere di gestire la propria quota in autonomia.

Va sottolineato come nessun regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni) esonera i coniugi dagli obblighi verso i bisogni familiari. Entrambi i membri della coppia infatti sono tenuti ad assistere e partecipare anche economicamente alle necessità della famiglia.

Separazione dei beni: quando si fa?

In assenza di scelta esplicita, il regime patrimoniale vigente tra gli sposi è automaticamente quello della comunione. Una tale previsione è fatta derivare dall’articolo 29 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza tra i coniugi e l’unità familiare. Per chi vuole optare per la separazione dei beni quindi è importante sapere quando si fa e come funziona praticamente la procedura di scelta.

La convezione per la separazione dei beni può essere redatta davanti al notaio prima della cerimonia in presenza di testimoni. La scelta del regime patrimoniale della coppia può essere effettuato anche al momento del matrimonio, eventualmente con procedura semplificata aggiunta nell’atto di celebrazione.

È ulteriormente possibile optare per la separazione dei beni dopo il matrimonio. Ai coniugi infatti è affidata la possibilità di poter cambiare regime patrimoniale a loro piacimento. Anche in questo caso ci si dovrà rivolgere ad un notaio che provvederà alla richiesta dall’annotazione delle modifiche entro 30 giorni dalla stipula dell’atto.

Separazione dei beni: vantaggi per la coppia

I vantaggi della separazione dei beni possono riguardare vari aspetti. In prima battuta si può segnalare come è sempre possibile cointestare un bene tra coniugi anche in regime di divisione dei beni.

Il caso dei debiti o di pignoramento ai danni di un coniuge l’altra persona non avrà nulla da temere, mentre potrebbe vedersi sottratto fino al 50% dei proprio patrimonio nel caso di comunione dei beni. Stesso discorso vale in caso di fallimento dell’impresa di un membro della coppia.

La scelta della separazione dei beni comporta inoltre minori problematiche in caso di scioglimento del matrimonio. In questo caso infatti si potrebbero prevenire eventuali contese su oggetti e beni da destinare all’una o all’altra persona della coppia.

La separazione dei beni non comporta inoltre penalizzazione sulla pensione di reversibilità nel caso in cui un membro della coppia dovesse venire a mancare. Stesso discorso per l’eredità, le cui dinamiche non sono influenzate dal regime patrimoniale scelto.