Riforma pensioni 2017: cos'è l'Ape? La guida completa

Riforma pensioni 2017: cos’è l’Ape? La guida completa

Chiara Troncarelli - Pensioni

Riforma pensioni 2017: tra le novità della riforma delle pensioni c'è l'Ape, l’anticipo pensionistico che permette l'uscita anticipata dal mondo del lavoro. Ecco la guida completa sull'Ape.

Riforma pensioni 2017: il Premier Matteo Renzi sabato ha presentato il testo della Legge di Bilancio 2017 che destina ben 7 miliardi alla riforma della previdenza italiana su una manovra complessiva da 27 miliardi di euro.

La riforma pensioni avrà un primo stanziamento pari a 1,9 miliardi di euro per il 2017 che servirà al finanziamento delle misure sulla riforma delle pensioni che cambieranno il sistema previdenziale italiano.

Tra le novità introdotte daella riforma pensioni c’è l’APE, l’anticipo pensionistico che sarà pienamente operativo dal mese di maggio 2017 e permetterà ai lavoratori che ne faranno richiesta di andare in pensione anticipata.

L’Ape è una delle misure chiave su cui si fonda la riforma delle pensioni 2017: l’anticipo pensionistico infatti consente ai lavoratori l’uscita anticipata dal mondo del lavoro grazie ad un prestito con la banca o le assicurazioni che sarà poi restituito tramite apposite rate.

L’Ape previsto dalla riforma pensioni sarà di tre differenti tipologie: volontaria, aziendale e Social, quest’ultima nata per favorire particolari categorie deboli e svantaggiate.

Vediamo cos’è l’Ape, come funziona, quali sono i requisiti per i lavoratori che possono richiederla, a quanto ammonta la penalizzazione Ape e come accedere all’Ape a costo zero.

Per conoscere tutte le novità sulla previdenza italiana, leggi anche:
Riforma Pensioni: tutte le novità 2017. La guida completa

Riforma pensioni 2017: cos’è l’Ape

L’APE è l’anticipo pensionistico pensato per consentire ai lavoratori in possesso di particolari requisiti di andare in pensione anticipata.

L’Ape è una misura previdenziale che avrà una durata sperimentale: sarà infatti attiva a partire dal mese di maggio 2017 e durerà fino al 2018.

Beneficiari dell’Ape sono i lavoratori con almeno 63 anni, nati fra il 1951 ed il 1954, che potranno richiedere un anticipo pensionistico fino a 3 anni e 7 mesi per poter andare in pensione anticipata.

In presenza di tali requisiti i lavoratori che ne faranno richiesta potranno richiedere un prestito per l’anticipo pensionistico che verrà erogato dall’Inps mediante prestiti di banche e assicurazioni, a copertura del periodo che manca al lavoratore per raggiungere la pensione di vecchiaia.

Riforma pensioni 2017: come funziona l’Ape

Grazie all’Ape i lavoratori interessati ad andare in pensione anticipata dovranno richiedere un prestito per l’anticipo pensionistico che sarà anticipato da banche o assicurazioni.

La somma che i lavoratori riceveranno a titolo di prestito per l’anticipo pensionistico sarà poi resistuita, maturata la pensione di vecchiaia, nei successivi 20 anni con rate maggiorate dagli interessi attraverso un prelievo sull’assegno pensionistico pari quasi al 5% dalla pensione annuale.

Il lavoratore interessato all’Ape dovrà presentare la domanda di prestito per l’anticipo pensionistico direttamente all’Inps, che farà da tramite tra il lavoratore e l’ente che anticiperà la somma necessaria all’uscita anticipata dal mondo del lavoro.

Riforma pensioni 2017: la copertura assicurativa per l’Ape

Per poter usufruire dell’Ape il lavoratore interessato ad ottenere un prestito per l’anticipo pensionistico sarà anche tenuto a stipulare una polizza assicurativa sulla vita a copertura del rischio di un decesso antecedente all’estinzione del prestito pensionistico.

Tale copertura assicurativa per l’Ape è finalizzata a garantire il rimborso della somma residua all’ente che ha erogato l’anticipo pensionistico senza ripercussioni economiche sugli eredi del lavoratore.

Riforma pensioni 2017: la penalizzazione Ape per i lavoratori

L’Ape permette l’uscita anticipata dal mondo del lavoro ma con l’inevitabile rovescio della medaglia. I lavoratori che richiedeno l’anticipo pensionistico subiscono inevitabilemente una penalizzazione annua media tra il 4,5% e il 4,6% sul proprio assegno pensionistico.

Inizialmente la penalizzazione Ape doveva raggiungere un costo collegato alla percentuale di anticipo pensionistico richiesto compreso tra il 5% ed il 7% ad oggi ridotto grazie alla previsione di una detrazione fiscale che riduce l’onere del prestito richiesto alle assicurazioni e banche tramite l’Inps.

Per evitare la penalizzazione Ape e beneficiare di un’ Ape a costo zero bisogna rientrare in determinate categorie di lavoratori e possedere particolari requisiti.

Possono beneficiare di un’uscita anticipata dal mondo del lavoro senza penalizzazione Ape grazie alla c.d. Ape Social i lavoratori che svolgono professioni usuranti, i lavoratori precoci, i disabili e i disoccupati di lungo periodo.

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