Mobilità docenti 2017: nessun accordo per la chiamata diretta

Diego Denora - Scuola

La mobilità docenti 2017 rischia di slittare: nessun accordo previsto per la chiamata diretta, per i sindacati il prossimo anno scolastico è a rischio. Ecco la novità.

Mobilità docenti 2017: nessun accordo per la chiamata diretta

La mobilità docenti 2017 rischia di slittare, poiché nessun accordo è stato firmato per la chiamata diretta: il MIUR ha imposto dei criteri discutibili per la nomina degli insegnanti, il sindacato non accetta e giudica a rischio il prossimo anno scolastico.

La mobilità dei docenti nella scuola ha dato prova di essere un vero campo minato per il MIUR che, tra i vari ritardi, non accenna a risolvere il problema della chiamata diretta: l’accordo con i sindacati è saltato, adesso occorrerà aspettare la metà di marzo.

Se nessun accordo sarà previsto e la chiamata diretta non regolata, il contratto per la mobilità dei docenti rischia di slittare ancora. I sindacati chiedono nuovi criteri di scelta per dirigenti scolastici, il MIUR non può accettare che l’anzianità non sia valutata.

Mobilità docenti 2017: nessun accordo per la chiamata diretta

La mobilità docenti 2017 rischia di slittare, poiché nessun accordo è stato firmato per la chiamata diretta. Sindacati e MIUR sono stretti in una lotta senza quartiere: il Ministero non sembra voler scendere a patti sui criteri di scelta dei docenti, l’anzianità non dovrà essere un vantaggio.

La chiamata diretta riguarda tutti i docenti appena diventati di ruolo: il MIUR ha fornito delle linee guida sui criteri di scelta, applicati dai dirigenti scolastici, che si basano principalmente sulle esperienze lavorative svolte.

I docenti appena immessi in ruolo dovranno dimostrare di aver già lavorato in contesti scolastici diversi, utilizzato didattiche innovative, curato progetti interni e ricoperto ruoli organizzativi. L’anzianità, però, non sarà un criterio di merito.

Mobilità docenti 2017: nessun accordo dai sindacati

La mobilità docenti 2017 rischia di slittare: nessun accordo è stato firmato sulla chiamata diretta, nessun accordo sarà siglato sulla mobilità; i sindacati della scuola restano fermi sulle loro posizioni, poiché l’anzianità dovrà rientrare tra i criteri selettivi.

I nuovi docenti in chiamata diretta, infatti, dovranno presentare requisiti ai dirigenti scolastici conformi alle richieste dei sindacati, che effettivamente richiamano alla logica: appare piuttosto complicato vantare tutte queste esperienze pregresse, quando si è appena assunti.

I sindacati della scuola sperano di far confluire gli accordi sulla chiamata diretta nella data del 14 marzo - data in cui è programmato l’accordo sulla mobilità con il MIUR, che potrà protrarsi fino al 31 marzo; la materia è difficile ed il lavoro piuttosto lungo.

La mobilità docenti e l’accordo sulla chiamata diretta rischiano non soltanto di slittare di un mese, ma di far ritardare l’inizio dell’anno scolastico: il MIUR non sembra preoccuparsene, eppure il rischio che l’anno prossimo le classi si ritrovino senza insegnanti è alto. Attendiamo ulteriori novità dai sindacati.